L’AI di Facebook ti apre gli occhi (nelle foto)

Un sistema di intelligenza artificiale corregge il problema degli occhi chiusi nelle foto, con risultati eccezionali, fino a oggi fuori dalla portata di qualunque automatismo.

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Facebook ospita tra le sue pagine quella che sicuramente è la più grande collezione al mondo di fotografie non professionali. Quasi certamente, è anche la più grande raccolta al mondo di brutte fotografie. Nella top ten dei peggiori scatti al mondo, insieme a quelle sfocate, troppo scure o troppo chiare, ci sono le immagini in cui i protagonisti hanno gli occhi chiusi: un "difetto" che ad oggi nessun software di fotoritocco riesce a correggere in maniera automatica e con risultati realistici.

 

Uno guarda, l'altro scrive. Proprio sul tema "occhi chiusi" gli esperti del social network hanno deciso di ricorrere all'aiuto di un complesso sistema di intelligenza artificiale (AI): un Generative Adversarial Network (GAN). È un sistema formato da due componenti: il primo, dopo avere imparato a riconoscere quanto sia realistica una fotografia, fornisce un giudizio sul grado di realismo delle immagini generate dal secondo. Il risultato è un software che produce immagini progressivamente sempre più realistiche, fino al risultato desiderato.

 

Tuttavia, disegnare da zero gli occhi di un essere umano non è per niente facile e se si vuole ottenere un risultato verosimile la forma, le dimensioni e il colore degli occhi non possono essere semplicemente immaginati. I primi risultati ottenuti dall'AI non sono stati infatti troppo brillanti, ma come sempre con i software, in particolare quelli cosiddetti intelligenti, è solo questione di addestramento (istruzioni, passate in qualsiasi forma): col tempo, infine, il sistema ha cominciato a generare immagini così realistiche da essere indistinguibili dai modelli usati come riferimento.

 

Ogni tanto qualche errore c'è ancora, ma si tratta di dettagli che col tempo saranno corretti. Presto chiunque potrà pubblicare su Facebook anche le foto meno riuscite: un bell'aiuto, per chi usa le immagini come parte (o sostituto) di un discorso e non ha tempo (o interesse) per altri aspetti della fotografia.

 

 

20 Giugno 2018 | Rebecca Mantovani

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