Digital Life

Costa Concordia: i dispersi si cercano via social

I parenti dei dispersi mobilitano i social network.

I social network sono invadenti, minano la socialità e sono destinati all'involuzione, però bisogna ammetterlo: a volte servono. Prendete il dramma della Costa Concordia: le ricerche dei superstiti stanno proseguendo anche grazie a Facebook e soci.

E’ difficile - per non dire impossibile - rassegnarsi alla perdita delle persone che amiamo di più, pertanto è comprensibile che i parenti dei dispersi facciano di tutto per poter riabbracciare i loro cari e che per questo s’affidino anche a sistemi non proprio ortodossi, come gli appelli sui social network più diffusi. D’altronde, si tratta del metodo più semplice, economico ed efficace per far sentire la propria voce in tutto il mondo, soprattutto se si hanno parecchi amici.

Su Facebook, ad esempio, c’è chi pubblica foto di persone censite dai soccorritori, ma mai tornate a casa, nella speranza che qualcuno le abbia viste e faccia sapere come stanno. E’ nato addirittura un gruppo, dedicato alla tristemente nota nave da crociera e chi l’ha creato è una ballerina inglese che lavorava a bordo, la quale venerdì sera ha caricato un’immagine del salone completamente immerso nell’oscurità ed ha invitato chi leggeva a pregare per la sua salvezza, in attesa dei soccorsi.

Ovviamente, c’è chi rivolge commenti alquanto astiosi alla volta del capitano Francesco Schettino, accusato d’aver abbandonato l’imbarcazione prima d’aver portato in salvo i suoi passeggeri; così come non manca chi si schiera in sua difesa, sostenendo che al posto suo chiunque avrebbe fatto altrettanto.

Anche su Twitter prosegue il tam-tam di notizie e fotografie, che gli utenti si scambiano per tenersi costantemente aggiornati sulle operazioni di recupero di eventuali superstiti. Pensate che perfino l’ambasciata americana in Italia ha deciso di affidarsi a questo social network per ottenere informazioni sui coniugi Heil.

Infine, cresce di ora in ora il numero di video caricati sui portali “social”, come YouTube: ci sono alcune scene agghiaccianti, che mostrano le reazioni di panico al momento del blackout e della calata delle scialuppe; altre, invece, decisamente più concilianti, che mostrano la vita spensierata dei turisti nei giorni che hanno preceduto l’incidente.

Facezie a parte, ci auguriamo di cuore che i 29 dispersi - stando alle stime aggiornate nelle ultime ore - vengano tratti in salvo quanto prima, o che, qualora volessero far perdere le proprie tracce, godano comunque di ottima salute. Gli aspiranti Mattia Pascal sono avvisati: con tutta quest’attenzione mediatica sarà estremamente difficile rifarsi una nuova vita, passando inosservati.

17 gennaio 2012 Luca Busani
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