Che fine hanno fatto i Google Glass?

Big G non ha abbandonato il progetto Glass. Ecco come si sta evolvendo uno dei gadget più desiderati dai nerd.

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Sergey Brin, cofondatore di Google, indossa la prima versione dei Google Glass. |

Scomparsi dal mercato a gennaio di quest’anno, quando Big G ha deciso di bloccare la produzione della prima versione, potrebbero tornare in grande stile nel giro di qualche mese.

 

Gli occhiali multimediali di Google sono stati uno dei prodotti più attesi degli ultimi anni dagli appassionati di tecnologia. Controllabili quasi esclusivamente con la voce grazie al comando "Ok Glass", sono in grado di collegarsi a Internet (con il supporto di uno smartphone), visualizzare informazioni sul minuscolo display, scattare foto, registrare video, condividere contenuti e documenti, ricevere notifiche dalle proprie app.

 


Funzioni interessanti, che però non sembrano aver convinto fino in fondo il mercato. Forse perché troppo "avanti" rispetto ai tempi dei consumatori?

Gadget per il business. Ma più che tra i privati, i Glass hanno ottenuto riconoscimenti a livello industriale e governativo. Sono stati infatti impiegati con successo da diverse istituzioni, per esempio dalla polizia del Nepal, che li utilizza per combattere i bracconieri, e dal suo esercito, che da diversi mesi li usa in operazioni militari.

E li utilizza con successo anche l’aeroporto di Amsterdam, che grazie ai Glass riesce a veicolare al proprio personale, hostess di terra, autisti di mezzi di pista eccetera, tutte le informazioni rilevanti sui voli in partenza e in arrivo, sui gate, sulle piazzole dove sostano gli aerei.

 


Ecco perché Google sembra decisa a dedicare la seconda versione dei Glass, attesa per la fine dell’anno e ribattezzata Enterprise Edition, proprio alle aziende.

Ok Glass, atto II. Secondo la documentazione depositata presso la Federal Communication Commission a giugno e disponibile in Rete, i nuovi Glass avranno una batteria più potente, una connessione wi-fi e una porta usb.

 


A supporto di queste speculazioni c’è anche il programma Glass at Work, con il quale Google sta coinvolgendo diverse aziende nella progettazione di applicazioni Glass per il mondo del lavoro. Dalla realtá aumentata alla diffusione di informazioni in tempo reale, dalla navigazione all'aperto e indoor all'intrattenimento e alla telemedicina.

Che cosa succederá ora? È presto per dirlo ma probabilmente, prima della fine dell'anno, Big G svelerá i propri piani sul futuro dei Glass.

 

3 agosto 2015 | Rebecca Mantovani