Digital Life

Arriva Apple Watch: perché comprarlo subito, perché aspettare

Arriva Apple Watch con lo stesso rumore di un lancio spaziale: per chi ci sta pensando, ecco tre buoni motivi per acquistarlo (subito!). E tre per aspettare.

9 marzo, 18:00 ora italiana... Ormai ci siamo, tra poche ore Apple Watch farà la sua comparsa al polso dei primi, irriducibili Apple fans. Lo smart watch di Cupertino è probabilmente uno dei gadget più attesi di sempre e per il grande giorno Apple non vuole farsi trovare impreparata.

Per l’occasione gli stessi Apple Store potrebbero presentarsi ai clienti con un look rinnovato: immaginiamo la solita coda di tekno fan in attesa già da adesso, forse da ieri o chissà, anche prima... Che cosa si porteranno a casa?


Che cosa farà. Apple Watch, ormai lo sappiamo, è uno smartwatch che permetterà a chi lo indossa di avere al polso una vera e propria estensione del proprio iPhone: l’orologio riceverà e visualizzerà notifiche, messaggi e telefonate ma servirà anche a comporre mail, inviare SMS e interfacciarsi con alcune app installate nel telefono.

Non solo: permetterà anche di controllare la Apple TV e funzionerà da telecomando per tutto ciò che in casa può essere collegato a Internet e controllato da app, come gli impianti di illuminazione, gli antifurti, le serrature intelligenti eccetera.

Apple Watch supporterà inoltre il nuovo sistema di pagamento Apple Pay (all’inizio solo negli Usa), rileverà e registrerà il battito cardiaco dell’utilizzatore grazie a un apposito sensore e integrerà le funzioni di un fitness tracker.

E grazie a un ecosistema di app che potranno essere scaricate e installate direttamente sull’orologio potrà fare anche di più: dalla navigazione GPS ai giochi, dall’accesso ai social network ai biglietti elettronici. Vale dunque la pena fare carte false per accaparrarsene uno o conviene aspettare? Gli Apple fan non sentiranno ragione, per gli altri...

Tre (buoni) motivi per comprarlo subito.
Il design. Potremmo scommetterci anche alla cieca: Apple Watch è un gioiello di design che, in perfetto stile Apple, potrebbe riuscire dove altri hanno fallito, e sarà proposto in una gran quantità di varianti di colore, forma e materiale.


Le funzioni. Apple Watch si integra perfettamente nell’ecosistema della Mela diventando una vera e propria estensione per iPhone, Apple TV, iTunes e domotica varia. Supporterà le funzionalità vocali di Siri, permetterà di effettuare pagamenti senza dover tirare fuori il portafoglio o il telefono e renderà disponibili in un "touch" tutte le principali funzioni che oggi stanno solo sullo schermo dello smartphone: dalle notifiche al calendario, dalle mappe alla gestione del player musicale.

Le app. Questo potrebbe per davvero fare la differenza. Apple Watch promette un hardware di livello di superiore, che renderà possibile lo sviluppo di app "complete" rispetto a quelle realizzate per i prodotti concorrenti.

Tre (buoni) motivi per stare a guardare.

Non hai l'iPhone? Apple Watch potrà essere utilizzato solo insieme agli iPhone più recenti: iPhone 5, iPhone 5c, iPhone 5s, iPhone 6 e iPhone 6 Plus con iOS 8. Quando non è collegato all’iPhone, Apple Watch può comunque utilizzare alcune app per registrare l’attività fisica (anche se la posizione GPS dipende dal telefono), può mostrare le ore, essere utilizzato per i pagamenti NFC e riprodurre la musica scaricata sul dispositivo (anche se non si conoscono ancora i tagli di memoria nei quali verrà commercializzato).

L’incognita batteria. Secondo quanto dichiarato da Apple la batteria dell’Apple Watch è progettata per durare un’intera giornata, ma non è chiaro in quali condizioni di utilizzo. Secondo quanto si è visto fino ad oggi lo schermo dello smartwatch è progettato per spegnersi dopo pochi secondi di inattività, come quello del cellulare: basta questo a garantire l'autonomia per un uso più intenso?

La prossima versione sarà meglio? Il sito specializzato Apple Insider ipotizza che la prima versione dell’Apple Watch conterrà solo una parte delle funzioni previste dal progetto originale: l’accoppiata con l'iPhone 6 avrebbe dovuto garantire agli utenti un’esperienza d’uso definita rivoluzionaria, compresa la possibilità di informazioni mediche più approfondite rispetto al tracciamento del sonno e del battito cardiaco. L’esito negativo di alcuni test avrebbe però convinto Tim Cook e i suoi collaboratori a presentare una prima versione con funzioni ridotte. E poi, Apple (e tutti gli altri) ci hanno insegnato che la vita media di un telefonino è due-tre anni, poi la tecnologia diventa obsoleta, il dispositivo non ha più le prestazioni che aveva quando l’abbiamo acquistato e dobbiamo sostituirlo. Sarà così anche per l’Apple Watch?

9 marzo 2015 Rebecca Mantovani
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