Il piano di Amazon per il volo dei droni

L'azienda americana propone che nei cieli delle città ci sia uno spazio aereo riservato agli apparecchi più avanzati, per garantire consegne rapide e sicure.

prime-air_amazon
Il drone postino di Amazon.|Amazon

Uno spazio aereo riservato a droni autonomi e ultrarapidi: è questa l'ultima idea di Amazon, il gigante dell'e-commerce che, in attesa di inaugurare l'era delle consegne porta a porta tramite postini-robot, ha proposto un piano molto dettagliato per disciplinare i voli nei cieli delle città.

 

Il progetto. Da circa un anno il colosso americano sta aspettando che la Federal Aviation Administration (FAA), l'agenzia che regola l'aviazione civile negli USA, dia il via libera ad Amazon Prime Air, l'innovativo servizio di spedizioni a domicilio tramite droni. 

 

Una volta ottenute le autorizzazioni di volo, l'azienda prevede di inviare pacchi anche in meno di 30 minuti, sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo, fermo restando che dovrà fare i conti anche con le norme degli altri Paesi.

 

Il traffico dei droni secondo Amazon. In rosso la No Fly Zone, che include anche gli aeroporti. | Amazon

 

Il nuovo piano. Martedì 28 luglio, nel corso di una convention organizzata dalla Nasa, Amazon ha avanzato alcune nuove proposte per gestire il traffico dei droni. Nel documento presentato dal vicepresidente Gur Kimchi si parla di uno spazio aereo compreso fra i 400 e i 500 piedi di altitudine (120-150 metri), riservato agli apparecchi più sofisticati e veloci, cioè in grado di viaggiare in modo autonomo alla velocità di almeno 60 nodi (111 chilometri all'ora).

 

In questo corridoio volerebbero solo droni muniti di precisi requisiti tecnici, tra cui un set di sensori per evitare uccelli, palazzi e altri ostacoli; un sistema gps e connessione internet per il tracciamento in tempo reale; un software per gestire il piano di volo senza l'ausilio di un pilota umano.

 

Di qui non si passa. Per scongiurare il pericolo di incidenti, Amazon suggerisce anche una No Fly Zone alla stessa altezza, che farebbe da cuscinetto con lo spazio aereo utilizzato dagli aeromobili tradizionali.

 

Il transito locale, costituito dai droni più lenti o da quelli controllati dagli amatori, verrebbe invece confinato nella fascia cittadina più bassa (sotto i 60 metri), andando di fatto a modificare la disposizione che negli Stati Uniti permette agli appassionati di aeromodellismo di far volare i propri velivoli fino a un massimo di 120 metri (e comunque lontano dagli aeroporti).

 

14 Agosto 2015 | Aldo Fresia