Digital Life

AlphaGo, vogliamo la rivincita

Il software di Google che ha recentemente sconfitto l'uomo nel millenario gioco di Go si batterà in Cina con un nuovo campione in carne e ossa. Ma anche questa volta, potrebbe andarci male.

Un nuovo appassionante match uomo-computer è pronto a consumarsi questa settimana: AlphaGo, un software sviluppato da Google attraverso la sua società DeepMind, sfiderà di nuovo un avversario umano in una partita di Go, un antico gioco da tavolo cinese considerato tra i più complessi in termini di tattica e strategia.

La nostra squadra. Questa volta ad affrontare il computer sarà il 19enne cinese Ke Jie, da due anni campione del mondo di Go: il suo compito sarà riscattare l'orgoglio umano dopo che, lo scorso anno, il software aveva battuto Lee Sedol, un sudcoreano considerato tra i più forti giocatori al mondo.

Partiamo in svantaggio. La sfida si svolgerà in tre riprese tra martedì, giovedì e sabato, ma la vittoria viene già largamente data al computer. Lo scorso gennaio, in una serie di gare online, alcuni dei campioni mondiali di Go, compreso Ke, sono stati battuti da un avversario misterioso, che ha ottenuto 60 vittorie consecutive. Solo in seguito si è saputo che il giocatore in incognito - che si autodefiniva The Master, il Maestro - era una versione migliorata di AlphaGo.

Non solo giochi. L'architettura di Go è basata su reti neurali, insiemi di connessioni ispirate a quelle presenti tra neuroni nel cervello umano, messe in campo per risolvere problemi complessi: oggi si tratta delle mosse di Go, che richiedono una buona dose di intuizione; in futuro potrebbe toccare a una difficile diagnosi medica o a un problema scientifico da risolvere.

Apprendimento automatico. In buona parte, AlphaGo è autodidatta: dopo la programmazione iniziale e lo studio delle mosse in partite tra umani, ha giocato milioni di match contro se stesso per mettere a punto nuove, vincenti strategie.

23 maggio 2017 Elisabetta Intini
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