Quando l'architettura diventa arte

Trasformano l’architettura in arte, le loro tele sono le nostre città e i loro pennelli sono il cemento, l’acciaio, il vetro. Sono gli archistar, gli architetti più celebri del mondo, che hanno firmato i progetti più importanti e ambiziosi. Grattacieli col buco, musei a onda e anche loft per elefanti: la creatività degli archistar non ha confini. Se non sapete che il ponte di Calatrava, a Venezia, rischia di farvi cadere, se ignorate che il parlamento tedesco è illuminato da 300 specchi e se volete vedere un’enoteca d’autore, state guardando la fotogallery giusta. 

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Alzi la mano chi da bambino non ha mai giocato con il Lego! Ma se per far crollare le nostre torri bastava un soffio, questa innalzata l’autunno scorso nel centro di Vienna rimarrà a lungo impressa nella storia.
Perlomeno nella storia dei Guinness dei Primati: con i suoi quasi 30 metri di mattoncini, è in assoluto il grattacielo di Lego più alto del mondo.
O meglio, era, visto che l'imponente edificio, realizzato con più di 500 mila mattoncini colorati, è stato "smontato" subito dopo le foto - e le misurazioni - di rito. Con gran disappunto dei suoi piccoli costruttori: tremila bambini chiamati a incastrare i vari tasselli in occasione del centenario di un'associazione per l'infanzia.

Professione costruttore di Lego (guarda)
Il robot di Lego che risolve il cubo di Rubik
Classici "rivisitati" in Lego su iSpot

[E. I.]

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Trasformano l’architettura in arte, le loro tele sono le nostre città e i loro pennelli sono il cemento, l’acciaio, il vetro. Stiamo parlando degli archistar, gli architetti più celebri del mondo, che hanno firmato i progetti più importanti e ambiziosi fondendo tecnologia, spirito artistico e attenzione all'ambiente.
Grattacieli col buco, musei a onda e anche loft per elefanti: la creatività degli archistar non ha confini. Se non sapete che il ponte di Calatrava, a Venezia, rischia di farvi cadere, se ignorate che il parlamento tedesco è illuminato da 300 specchi e se volete vedere le terme al vino, siete nella fotogallery giusta.
Testi e ricerca fotografica di Alessandro Bolla

Con i suoi 492 metri di altezza il World Financial Center di Shangai è il grattacielo più alto del mondo. Inaugurato nel 2008 e realizzato su progetto di Khon Pedersen Fox, è stato eletto il miglior grattacielo dell’anno battendo concorrenti di tutto rispetto firmati da altre archistar del calibro di Renzo Piano, Norman Foster e Atkins.
Nei suoi 93 piani, che hanno una superficie complessiva di quasi 400.000 metri quadri, oltre a numerosi uffici sede di importanti società finanziare, trovano posto le 300 stanze di un hotel di lusso.
La particolare forma dell’edificio è studiata per minimizzare l’impatto del vento sulla struttura: nel progetto originale l’apertura sulla facciata era circolare, ma è stata modificata in rettangolare perchè ritenuta dalle autorità cinesi troppo simile al sol levante simbolo del Giappone.
La storia della sua costruzione segue da vicino l’andamento dell’economia asiatica: la prima pietra è stata posata il 27 agosto del 1997, ma alla fine degli anni’90 i lavori sono stati interrotti a causa della crisi finanziaria che ha colpito il paese, per riprendere solo nel 2003. In questa Google Map è possibile vedere il grattacielo in costruzione


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La Cina ha appena inaugurato a Shangai il più grande ponte ad arco d'acciaio del mondo e lo ha fatto con un'icona dell'altezza. È stato infatti Yao Ming, il più famoso giocatore di basket cinese (militante negli Houston Rockets), con i suoi 2,26 metri di altezza per 134 Kg di peso, a capeggiare un migliaio di persone in una corsa simbolica da un lato e all'altro del Lupu Bridge.
Il ponte, che attraversa il fiume Huangpu, è costruito d'acciaio e l'arco di 550 metri batte il record precedentemente detenuto dal New River Gorge Bridge nel West Virginia (U.S.A.).

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Sarà pronto nel 2005 e sarà il più alto ponte del mondo. Queste le ambiziose premesse del viadotto di Millau in Provenza, un'opera che misurerà 2460 metri di lunghezza e 343 di altezza (quanto la Torre Eiffel). A firmare il progetto un famoso architetto inglese, Norman Foster, autore anche del Millenium Bridge di Londra, avveniristico ponte pedonale che attraversa il Tamigi in prossimità della cattedrale di St. Paul. Dopo pochi giorni dall'inaugurazione, avvenuta il 10 giugno 2000, questo ponte fu chiuso per problemi di instabilità e riaperto quasi due anni dopo, in seguito l'applicazione di ammortizzatori che attutivano le oscillazioni dovute al vento e al passaggio delle persone.
Si spera che questo sfortunato precedente non sia di cattivo auspicio per il nuovo ponte, per il quale si stanno investendo cifre da capogiro.

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È la casa ideale per chi ha il pollice verde. Progettato e costruito da due architetti sudcoreani, questo edificio è completamente ricoperto di Pachysandra terminalis, una pianta sempreverde in grado di ricoprire tutto… con enorme facilità.
La struttura, completata nel mese di ottobre 2007 e realizzata utilizzando rivestimenti in fogliame sia per le pareti interne sia per quelle esterne, ha un obiettivo: interpretare la convergenza tra naturale ed artificiale.
L’obiettivo degli abitanti del palazzo – i commessi di una boutique – ne hanno un altro: tenere in vita le apreti viventi con abbondanti annaffiature d’acqua.

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Dalla nebbia bassa della baia di San Francisco affiorano le 12 corsie del Golden Gate Bridge.
Quando venne costruito, nel 1937, il Golden Gate Bridge divenne il più grande ponte a sospensione dell'epoca, ed è diventato poi il simbolo di San Francisco. Lungo 2,71 km, ha due torri alte 230 metri sul livello dell’acqua che distano tra loro (campata principale) oltre 1200 metri. Il diametro dei cavi della sospensione principale è di 91 centimetri.
I ponti sospesi vennero costruiti fin dall’antichità con funi che reggevano pavimenti in legno. Poi la tecnica è stata dimenticata per riaffiorare nel ‘900. Con grande successo, perché i ponti costruiti così sono i più lunghi del mondo e sono resistenti a venti e terremoti.
Il tipico colore arancione viene costantemente mantenuto da una squadra di 38 operai che hanno l’unico compito di mantenere in buone condizioni lo strato di vernice che protegge il ponte.

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Ne abbiamo visti di tutte le forme (clicca qui per accedere alla fotogallery "Toccare il cielo con un dito"), ma un palazzo a forma di telefonino è una novità. Quello della foto è il progetto di un architetto australiano realizzato su commissione del venditore di telefonini più famoso d'Australia, John Ilhan, chiamato anche John il pazzo. Il palazzo, che dovrebbe ospitare 166 appartamenti, sarà alto 120 metri e svetterà sulla città di Melbourne: costerà 34 milioni di euro e diventerà il quartier generale di Ilhan. Ora basta solo… costruirlo!

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Il mestiere del lavavetri professionista è da sempre tra i più spericolati, specie quando si tratta di lavare le finestre di alti grattacieli. Nella foto, la procedura di pulitura dei vetri dell'Hotel 71 di Chicago sembra avvenire senza intoppi. Ma cosa può succedere con una folata di vento più forte del solito?
Il primo dicembre scorso, a Denver, due lavavetri, che si trovavano su una piccola passerella posizionata al dodicesimo piano e sospesa nel vuoto, sono stati sballottati per 10 lunghi minuti da forti raffiche di vetro. I testimoni impotenti hanno visto il ponticello sbattere contro i vetri del palazzo: chiamati i soccorsi e calmatosi il vento, i due malcapitati sono stati immediatamente soccorsi. Per loro "solo" un enorme spavento, ma nessun graffio.
Per vedere le sconvolgenti immagini e il video di questa tragedia sfiorata, cliccate sulle pagine del Denver Post (in inglese).

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Ai cartelloni più strani abbiamo dedicato un'intera fotogallery ("Cartelloni pazzi"), ma è un trend in ascesa e nelle città del mondo i pubblicitari non finiscono di stupire i potenziali clienti. La campagna per il nuovo modello di un noto fuoristrada è partita nei giorni scorsi decisamente "in quarta": il messaggio è inequivocabile, l'auto, secondo i suoi produttori, potrebbe scalare anche un grattacielo di New York.

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È il più grande ponte naturale, frutto di estreme oscillazioni di clima durante i periodi Triassico e Giurassico, cioè tra il primo e il secondo periodo dell'era mesozoica quando la regione in cui sorse fu alternativamente mare e poi deserto. Si trova nello Utah meridionale (U.S.A.) ed è chiamato Rainbow Bridge (ponte dell'arcobaleno): è alto più di 88 metri e la sua arcata è larga circa 84 metri. Considerato sacro dagli indiani d'America, è visitato ogni anno da 300.000 turisti. Dal 1910 è stato dichiarato anche monumento nazionale. Frutto di incredibili equilibri naturali, si erge inconfondibile ed è visibile dallo spazio: questa non è una foto aerea, ma l'immagine scattata dal satellite della Nasa, Ikonos, che viaggia attorno alla Terra ad un'altezza di 700 km e alla velocità di 28.000 chilometri all'ora.
Foto: © Nasa

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Se verrà realizzato, sarà il ponte del Ventunesimo secolo. Si tratta del ponte che mettere in comunicazione i tre chilometri che separano la Sicilia dalla Calabria. In realtà non è la lunghezza il vero problema di questa enorme struttura, visto che la profondità delle acque, i possibili terremoti e i forti venti che spazzano quell'area potrebbero influire sulla stabilità e la funzionalità. L'ostacolo più grande saranno però probabilmente i fondi per finanziare il progetto la cui realizzazione dovrebbe avvenire in 11 anni. Ad usufruire del ponte sarebbe 140.000 veicoli e 200 treni al giorno…
Nella foto, il tratto di mare visto dal satellite TERRA.

Foto: © Nasa

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Un totem, un suppostone, un enorme pene che si scaglia sull'orizzonte? Niente di tutto ciò, è il grattacielo che sir Norman Foster, uno dei più rinomati architetti, sta costruendo nella capitale inglese. I londinesi lo hanno ribattezzato "cetriolone erotico", non rendendo giustizia alle soluzioni ecologiche studiate dai progettisti: la forma a "supposta" (diametro più ampio al centro, estremità più piccole) riduce la superficie riflettente, migliora la trasparenza e facilita così la "penetrazione" della luce naturale, grazie anche a sei "lightwells", o sorgenti di luce che salgono a spirale per i quarantuno piani della torre. L'isolamento termico è assicurato da un'intercapedine di quasi un metro tra due strati di vetro della facciata.
Tempi e costi della ehm... "erezione"? Tre anni e 200 milioni di euro. La consegna alla Swiss Re, il gigante assicurativo che lo ha commissionato, è prevista per il 2004.

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Nel 1997 gli eredi di Paul Klee decisero di donare alla capitale svizzera oltre 4000 opere dell’artista. L’amministrazione della città affidò a Renzo Piano la realizzazione di un museo destinato ad accogliere questa importante collezione.
L’edificio, costato oltre 80 milioni di euro, ha la forma di un’onda, e secondo l’architetto richiama il silenzio, elemento comune dell’acqua e dei lavori di Paul Klee. Il su e giù, il dentro e fuori dal terreno creano un profilo che diventa parte del paesaggio e si fonde con le forme delle Alpi visibili sullo sfondo. E se ti piace l'arte guarda questo slideshow!
(foto © Denancé Michel)


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Rovaniemi, Finlandia. Chi l’ha detto che per essere archistar bisogna costruire soltanto grattacieli? A volte può bastare qualcosa di molto più effimero, come questa gigantesca installazione di ghiaccio che fa bella mostra di sè in piena Lapponia. Non serve a nulla ed è destinata a sciogliersi ai primi tepori della primavera. Ma è stata disegnata da Steven Holl, archistar tra i più famosi al mondo. E se credete che il ghiaccio nei pressi del Polo Nord sia a buon mercato vi sbagliate: i cubetti firmati Holl sono costati in tutto oltre 60.000 euro e 4 settimane di lavoro di 10 persone.
Guarda altri capolavori di ghiaccio... naturali.

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Il lavoro degli archistar non si caratterizza solo per l’uso creativo di forme e materiali, ma anche per la ricerca di soluzioni innovative che stupiscano l’osservatore. Un esempio? Il light sculptor realizzato nel Parlamento di Berlino da sir Norman Foster. Si tratta di un tronco di cono del peso di oltre 300 tonnellate (quanto un centinaio di elefanti), largo 2,5 metri alla base e 16 alla sommità per un’altezza complessiva di 23,5 metri.
Questa installazione ha una funzione fondamentale nella gestione dell’energia, del clima e dell’illuminazione della sala plenaria, dove si riuniscono i deputati. I suoi 360 specchi di vetro altamente riflettenti e uno schermo mobile alimentato da  pannelli fotovoltaici seguono il movimento del Sole ed evitano che la sala, coperta da una cupola di vetro, si surriscaldi eccessivamente e venga inondata dalla luce diretta. Di notte, al contrario, riflette verso l’esterno la luce artificiale illuminando la cupola, e permettendo ai berlinesi di sapere quando il Bundestag è riunito.
(foto © brunocas)

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Il museo di arte contemporanea del XXI secolo di Kanazawa in Giappone è stato progettato da Kauzyo Sejima e Ryue Nishizawa. Ha forma circolare e un diametro di circa 112,5 metri, poco più di un campo da calcio. Le pareti perimetrali sono trasparenti e questo impedisce all’edificio di avere una facciata e un retro: può essere esplorato da ogni direzione e ha diversi ingressi lungo tutto il perimetro. E in un museo del genere anche le opere esposte sono assai poco convenzionali. Qualche esempio?
James Turrell, artista statunitense appassionato di luce e visione, ha ritagliato nel soffitto un’apertura quadrata dagli angoli smussati con l’obiettivo di eliminare la profondità spaziale tra la galleria e il cielo e ottenere l’illuminazione velata dello spazio (vedi).
Anish Kapoor, scultore indiano tra i più influenti, ha collocato invece un foro ellittico nero in una parete inclinata che riflette uno spiraglio di luce e non consente alcuna percezione della profondità. Il risultato? Il vuoto assoluto.

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Nessun animale costretto in cattività può dirsi fortunato e gli elefanti dello zoo di Copenaghen non fanno certo eccezione, nemmeno se abitano in una casa firmata da Norman Foster. Ma all’architetto britannico va il merito di aver fatto tutto il possibile per ricreare, all’interno del recinto destinato ai pachidermi, tutte le caratteristiche del loro habitat. Lo studio del comportamento degli animali e delle loro abitudini ha permesso a Fosters di realizzare un ambiente ricco di stimoli: i colori delle pareti, la sabbia del fondo, le pozze di fango, permettono agli animali di giocare e di interagire tra loro. Se zoo dev’essere, che sia il più confortevole possibile. (foto © Richard Davies).

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Reggio Emilia come Madrid e Barcellona? Sembrerebbe di sì, almeno a giudicare dal numero di progetti che la cittadina emiliana sta affidando all’architetto spagnolo Santiago Calatrava: 3 ponti (aperti nel 2007), il casello autostradale (aperto nel 2006) e la stazione della linea ferroviaria ad alta velocità, che sarà inaugurata il prossimo anno. La sua forma a onda rappresenta l’idea di movimento, di spostamento, di viaggio. Le misure sono imponenti: la stazione ha una lunghezza di circa 483 metri, una larghezza massima variabile dai 50 m ai 35 m ed un’altezza media di 20 metri. Una volta attivata, la nuova fermata accoglierà 12 treni (6 per direzione) al giorno e dal passaggio di altri convogli veloci, senza servizio di fermata. Nel primo periodo di attività è previsto un flusso di circa 2.750 passeggeri al giorno.

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A Roma c'è il ponte dei lucchetti, dove gli innamorati si giurano amore eterno, a Firenze c'è il Ponte Vecchio e a Venezia c'è ...il ponte degli inciampi. Stiamo parlando del contestato ponte sul Canal Grande progettato da Santiago Calatrava. Inaugurato il 12 settembre 2008, non ha mai smesso di suscitare polemiche: per la forma, per le misure degli scalini - la cui pedata, ossia la larghezza, non è costante ma cambia, costringendo così chi lo sale a prestare molta attenzione per evitare rovinose cadute - per i materiali utilizzati e per il costo (oltre 16 milioni di euro).

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Sembra un’astronave ma in realtà è un albergo: si tratta del Hotel Marqués de Riscal di Elciego, vicino a Logrono, nella Spagna settentrionale. É parte di una delle più importanti aziende vitivinicole dell’intera Spagna ed è gestito dagli eredi del Marchese di Riscal. Progettato dall’architetto tedesco Frank Gehry è realizzato in vetro e titanio. La forma del tetto ricorda le onde minacciose del mare in tempesta. Ospita 43 suite extra lusso, arredate con mobili disegnati dallo stesso Gehry , un’enoteca e un centro benessere specializzato in vinoterapia. No, non si prendono sbronze colossali ma ci si immerge in acque termali che contengono sostanze estratte dal vino e dall’uva.

E guardate invece cosa fanno i giapponesi...


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Può un' antenna essere un capolavoro? Sì, se la progetta un archistar. È la Torre de Collserola, una torre per telecomunicazioni che si trova sulla collina del Tibidabo, nei pressi di Barcellona, in Spagna. L’ha disegnata Norman Foster all’inizio degli anni ’90, ed è stata inaugurata nel ’92, giusto in tempo per le Olimpiadi. Data la sua forma particolare ha bisogno di enormi tiranti che ne garantiscono la stabilità. Viene utilizzata come ripetitore per radio e TV e con i suoi 288 metri è il più alto punto di osservazione sulla città. 

(foto © Nigel Young/Foster & Partner)


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Assomiglia a un gigantesco origami che si erge verso il cielo nella notte di Denver, in Colorado. É il museo d’Arte di Denver realizzato dall’archistar Daniel Libeskind. Completato nel 2006, il progetto, fin dal suo concepimento ha avuto una forte connotazione locale. "La forma della struttura", afferma Libeskind, "è stata ispirata dalla vitalità e dalla grande crescita di Denver. La solidità della costruzione, realizzata in titanio e pietra, si fonde con i paesaggi romantici delle Rocky Mountains". La struttura è costata circa 90 milioni di euro e ha suscitato non poche perplessità: la sua strana forma, in cui cubi, lame, tetti e pavimenti spioventi si susseguono senza posa, non è infatti particolarmente idonea agli spostamenti dei visitatori disabili.


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Una veduta dal basso del Peres Center For Peace, un auditorium progettato da Massimiliano Fusksas e inaugurato nel 2008 nei pressi di Jaffa, in Israele. La singolare struttura a strati, nelle intenzioni dell’architetto, rappresenta la pace, che non è circoscrivibile in un involucro, e simboleggia il tempo e la pazienza. Il cemento utilizzato per la costruzione dell’edificio è fatto con sabbie e inerti di diverso tipo e provenienza che rappresentano la coesione possibile tra diversi luoghi, popoli e culture.

(© foto Massimiliano Fuskas)

Alzi la mano chi da bambino non ha mai giocato con il Lego! Ma se per far crollare le nostre torri bastava un soffio, questa innalzata l’autunno scorso nel centro di Vienna rimarrà a lungo impressa nella storia.
Perlomeno nella storia dei Guinness dei Primati: con i suoi quasi 30 metri di mattoncini, è in assoluto il grattacielo di Lego più alto del mondo.
O meglio, era, visto che l'imponente edificio, realizzato con più di 500 mila mattoncini colorati, è stato "smontato" subito dopo le foto - e le misurazioni - di rito. Con gran disappunto dei suoi piccoli costruttori: tremila bambini chiamati a incastrare i vari tasselli in occasione del centenario di un'associazione per l'infanzia.

Professione costruttore di Lego (guarda)
Il robot di Lego che risolve il cubo di Rubik
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