Tetti pazzi

C'è chi si rifugia sui tetti - specie se molto alti - per staccare la spina e fare un tuffo in piscina. Chi dà sfogo alla propria arte, come Salvador Dalì, che decorò la sommità della sua casa-museo di Figueres (Spagna) con gigantesche uova. E chi ci sale... per chiedere aiuto! Lassù succedono molte più cose di quanto si creda. Date un'occhiata a queste foto e capirete!

Dal cielo può cadere di tutto, ma che addirittura uno squalo buchi il tetto di casa ha dell'incredibile. È successo a Oxford (Inghilterra), ma se l'è voluta lo stesso proprietario di casa, Bill Heine. È stato lui infatti a commissionare la scultura, realizzata in vetroresina dallo scultore John Buckley. Lunga quasi 8 metri, è stata inaugurata nel 1986, in occasione del 41esimo anniversario dello scoppio della bomba atomica a Nagasaki.
Dovrebbe infatti ispirare il senso di impotenza, rabbia e disperazione che può coglier l'uomo di fronte a certi eventi.

Un altro artista che è stato ispirato dal tetto di "casa propria" per una sua creazione è il surrealista Salvador Dalì. A coronamento della sua carriera, Dalì ottenne di trasformare il teatro di Figueres, la cittadina della costa Brava (Spagna) che gli diede i natali, in un museo che decorò con uova giganti allineate sul tetto e una cupola di vetro. Fra tante altre stravaganti opere qui riunite, Dalì è ora sepolto sotto una lastra di marmo bianco senza alcuna scritta.

Tutti noi, da bambini, abbiamo comprato un cono gelato, per poi lasciarlo cadere rovinosamente al suolo dopo pochi secondi. Il proprietario del Cono Rovesciato caduto sul tetto della Neumarkt Galerie di Colonia però, doveva essere un po’ “cresciuto”…
Ma non è l’unica stranezza dello scultore olandese Coosje van Bruggen, autore, insieme al collega Claes Oldenburg, anche dell’Ago, filo e nodo di Piazzale Cadorna, a Milano.
I due artisti sono tra i più famosi rappresentanti della cosiddetta “scultura su larga scala”, chiamata così per via delle dimensioni delle opere. Ispirate a oggetti di vita quotidiana e beni di consumo, rappresentati in dimensioni gigantesche e che sembrano a volte sfidare la forza di gravità.

Come c’è finita quella casa conficcata sul tetto del Museo Viennese di Arte Moderna? Ce l’ha messa lo scultore Erwin Wurm per protestare contro l’eccessivo sviluppo urbano. “Ci sono centinaia di migliaia di case, ma la loro diffusione è come una piaga, come un cancro che distrugge la nostra terra”, ha dichiarato.
L’artista austriaco conduce la sua battaglia all’urbanizzazione attraverso una concezione dell’arte dove le leggi della gravità sono bandite e il mondo capovolto secondo la logica dell’assurdità.
Foto da Ananova.com

Dai tetti posso arrivare richieste di aiuto, come è successo a New Orleans dopo che l'uragano Katrina aveva inondato l'intera città nel settembre 2005. I tetti sono diventati rifugi da cui mandare i propri SOS: "Siamo qui!", "Gli aiuti?", "Bambini, vi vogliamo bene!".

Quando i mezzi di trasporto sono già stipati all'inverosimile, il tetto diventa una via di fuga dove stare anche "comodamente" stesi in attesa di giungere a destinazione. Certo parliamo di viaggi poco ortodossi, come quello in cui si risale il fiume Congo (Africa): sulle cinque chiatte trainate da un piroscafo viaggiano almeno 5 mila persone.

Habitué dei tetti sono anche i membri della associazione "Fathers 4 Justice", che riunisce padri separati che, dopo la rottura del matrimonio, si sentono defraudati dei loro diritti di vedere i figli e seguirne l'educazione.
Le loro bizzarre manifestazioni - una di queste, nella foto, si è svolta su un tetto di Downing Street a Londra (Inghilterra) - passano difficilmente inosservate e cercano di sensibilizzare l'opinione pubblica su un problema sempre più diffuso.

Completamente senza tetto è rimasta invece la chiesa di san Galgano, sulla collina di Monte Siepi presso Chiusino (SI). Vicino alle mura perimetrali di questa splendida abbazia cistercense, sorge una rotonda avvolta da un fitto mistero. Al centro di essa si trova infatti una spada uguale a quella che re Artù secondo la leggenda estrasse dalla roccia, diventando re d'Inghilterra e dando vita al mito dei cavalieri della tavola rotonda. La spada nostrana sarebbe appartenuta a San Galgano, cavaliere eremita che la mise lì nel XII secolo.

… a proposito di leggende, come dimenticare Babbo Natale, che delle proprie visite sui tetti ha fatto un lavoro! Per non essere esclusi dal giro di regali, gli abitanti di questa casa hanno deciso di issare sulla sommità della loro casa un inequivocabile cartello: "Santa Claus, fermati qui! Jesse e Leo sono stati bravi".
La caccia ai cartelli strani, continua qui.

Si sa, in città spesso mancano spazi verdi in cui rilassarsi e magari fare sport. Ecco allora che la metropoli si sviluppa in altezza e sfrutta gli unici spazi liberi, i tetti. Questo campo da calcetto è stato costruito sopra un centro commerciale nel quartiere Shibuya, a Tokyo (Giappone).

Perché non approfittare della vicinanza al sole per una ritoccatina alla tintarella? Perfetta per l'idea la terrazza - con tanto di piscina - arredata sul tetto di un hotel di Sidney (Australia). E chi ha bisogno del mare?

Siete rimasti a festeggiare il ferragosto in città? Quello che ci vuole è una bella piscina, magari come quella recentemente inaugurata in cima al Marina Bay Sands Hotel di Singapore. Lunga 150 metri, la vasca non è però adatta a chi soffre di vertigini, si trova infatti su una piattaforma sospesa a 200 metri d'altezza! La struttura, che poggia su tre grattacieli, è il più grande impianto acquatico mai costruito su un tetto, e contiene la bellezza di 1 milione e 400 mila litri d'acqua: abbastanza per rinfrescare da tutto questo caldo. L'accesso, sfortunatamente, è riservato ai clienti dell'hotel: per una camera doppia, occorrono circa 250 euro.
Rinfrescati con il multimedia sul grattacielo sottomarino
Guarda anche il grattacielo con il pavimento trasparente

[E. I.]

Quale migliore postazione che quella dall'alto per accaparrarsi una foto in esclusiva? È quello che hanno pensato i fotogiornalisti della foto che tengono sotto il mirino del loro obiettivo il cortile della casa del dottor Marcel Petiot, serial killer che negli anni quaranta - durante la seconda guerra mondiale - a Parigi fece strage di ebrei. Uccideva le sue vittime, attirandole con la scusa di fornire loro una via di fuga dalla Francia occupata dai nazisti. Nella fornace di casa sua - dove bruciava le vittime - furono trovate tracce di almeno 30 corpi, ma lui dichiarò di avere ucciso oltre 60 persone. Il dottore fu giustiziato nel 1946 sulla ghigliottina…

In primavera, le cicogne prediligono i tetti con alti comignoli per fare il loro nido. Se sono caldi tanto meglio.
Un tempo quando nasceva un bambino veniva acceso il camino per riscaldare l'ambiente: questi uccelli erano dunque attirati dalle case dove era avvenuto il lieto evento e da qui il binomio cicogna-neonato è diventato indissolubile.
Alle cicogne comunque non mancavano luoghi per nidificare. Gli stessi contadini infatti costruivano piattaforme ideali per la nidiata: l'arrivo di questo uccello è infatti da sempre considerato di buon auspicio.

Assiduo "frequentatore" di tetti in passato è stato anche lo spazzacamino, professione durissima e ormai estinta (almeno dagli anni 40-50 quando stufe e moderni sistemi di riscaldamento hanno sostituito i caminetti). Prima di allora per la manutenzione delle canne fumarie era necessario il lavoro dello spazzacamino (preferibilmente bambino, con corpo esile e agile) che si infilava nei comignoli armato di raspa, scopino, riccio (attrezzo di lame di ferro a raggiera utilizzato per raspare le pareti interne). Tutti questi e altri attrezzi sono oggi conservati nel museo dello spazzacamino a Santa Maria Maggiore, paese nella Valle Vigezzo (VB).

L'obiettivo è arrivare a coprire con le fonti rinnovabili almeno il 20% del fabbisogno energetico entro il 2020. Per raggiungerlo, gli ingegneri di Città del Vaticano hanno installato, su richiesta di Benedetto XVI (ribattezzato "Papa verde" dai giornalisti per il suo interesse alle tematiche ambientali), una serie di pannelli solari sul tetto dell'auditorium dell'Aula Paolo VI, non lontano dalla cupola di San Pietro. L'impianto produce circa 300 megawattora (MWh) all'anno, quanto basterebbe per coprire il fabbisogno energetico di un centinaio di famiglie. Grande attenzione stanno ricevendo anche alcuni progetti sulle biomasse.

La comunità più "santa"

Superficie totale: 0,44 Km²
Popolazione: 826 abitanti
Completamente "verde" entro: non precisato
Tonnellate annuali di anidride carbonica che saranno risparmiate: 7434

Nessun lavoro di manutenzione speciale per il tetto della Sidney Opera House, piuttosto una festa di compleanno coi fiocchi… Nel 1998, infatti, in occasione del 25° anniversario dell'edificio più famoso d'Australia, un terzetto di acrobati appartenenti alla compagnia teatrale chiamata Legs on the wall (gambe sul muro, letteralmente) si è esibito in esercizi a prova di vertigini. Il tetto della House è stato costruito con 1.056.000 pannelli di granito bianco patinato importati dalla Svezia: nonostante siano autopulenti, hanno bisogno di qualche cura, portata in quel caso da specialisti "senza calzamaglia".

Sui tetti poi ci sono gruppi musicali che scelgono di eseguire le proprie performance musicali. L'ultimo concerto dei Beatles per esempio si è svolto sul tetto della loro casa discografica, la Apple. Correva l'anno 1969.
Più recentemente anche la band irlandese degli U2 ha fatto numerose incursioni sui tetti anche per girare i loro video. Nel settembre del 2000, per esempio, si sono esibiti sul tetto del Clarence Hotel di Dublino in occasione della promozione del decimo album della loro carriera All That You Can't Leave Behind.
Lo stesso dicasi per i Red Hot Chili Peppers nel 2011. I video sono qui sotto.

The Beatles




U2




Red Hot Chili Peppers


Quando gli abitanti di Wang Huagou, un villaggio a 2300 metri di quota nel nord della Cina, aprono la porta di casa al mattino, devono assicurarsi di essere svegli e reattivi: un passo in più del solito e potrebbero ritrovarsi sul fondo di un dirupo. Le loro case, infatti, sono state costruite sul ciglio dei sentieri, a ridosso di un burrone. E questo per ragioni puramente logistiche. Poiché lo spazio è poco, e il clima umido della zona si presta a determinati tipi di coltivazioni, i residenti preferiscono occupare il terreno disponibile con campi agricoli, e riservare alle abitazioni solo pochi metri. Per ora, assicurano, nessuna casa è precipitata nel vuoto. A cadere sono state solo alcune delle passerelle di legno che circondano gli edifici, fortunatamente nessuno ci stava camminando sopra.

Dal cielo può cadere di tutto, ma che addirittura uno squalo buchi il tetto di casa ha dell'incredibile. È successo a Oxford (Inghilterra), ma se l'è voluta lo stesso proprietario di casa, Bill Heine. È stato lui infatti a commissionare la scultura, realizzata in vetroresina dallo scultore John Buckley. Lunga quasi 8 metri, è stata inaugurata nel 1986, in occasione del 41esimo anniversario dello scoppio della bomba atomica a Nagasaki.
Dovrebbe infatti ispirare il senso di impotenza, rabbia e disperazione che può coglier l'uomo di fronte a certi eventi.