Palazzi con la pelle

Focus 179 propone una splendida rassegna di immagini di edifici simbolo per la grandiosità, la scelta dei materiali, le soluzioni architettoniche, l'attenzione all'ambiente.

1_esterno2_ciminiera3_feriale4_acquasantiera5_santovoltoApprofondimenti
1_esterno

Focus 179 propone una rassegna di immagini di edifici simbolo per grandiosità, scelta dei materiali, soluzioni architettoniche e attenzione all'ambiente. Sono anfiteatri, come il Teatro Nazionale di Pechino, la cui facciata è composta da 22.000 piastre di titanio, o grattacieli come la Torre Agbar di Barcellona, la cui supercie cambia colore a seconda della luce del giorno.

E sono anche luoghi di culto, come la chiesa del Santo Volto, a cui è dedicata questa mini fotogallery, inaugurata nel 2006 a Torino. Progettata e costruita dall'architetto Mario Botta, la chiesa si inserisce in un contesto di area ex industriale sfruttandone gli elementi morfologici, come le ciminiere e i mattoni a vista.

2_ciminiera

La torre dell'ex ciminiera delle fonderie e ferriere Fiat che una volta occupavano il fondo è adesso avvolta da una struttura elicoidale luminosa e sorregge la croce. Dalla sommità della torre, a 55 metri di altezza, è stata scattata la panoramica della foto precedente.
A lato della ciminiera, un ingresso ribassato rispetto al sagrato della nuova chiesa porta direttamente al centro per le attività pastorali e congressuali che si sviluppa, direttamente sotto l'edificio principale, su di un'area di circa 5.000 metri quadrati.
Tutto attorno ci sono il sagrato (3.000 metri quadrati), gli uffici della diocesi, la canonica e le strutture per le attività di formazione e ricreazione.

3_feriale

Nella foto, la cappella per la Santa Messa dei giorni feriali. L'organizzazione interna della chiesa rispetta le indicazioni del Concilio Vaticano II, interpretate dall'architetto Botta con la realizzazione di un importante corridoio centrale che porta all'area dell'altare principale, capace di ospitare 1.000 persone.
All'esterno, il lavoro di Botta si ispira invece agli elementi dell'insediamento industriale, che addirittura si sostituiscono alla tradizionale facciata della chiesa: sette torri alte 35 metri, che viste dall'alto richiamano l'idea di una ruota dentata e che delimitano la costruzione a pianta circolare. All'interno le linee di fuga convergono verso i "condotti di aspirazione", ossia le torri. Questi condotti convogliano la luce all'interno della chiesa, con un "effetto speciale": a seconda dell'ora creano corridoi di luce dai colori diversi.
Il progetto iniziale prevedeva otto torri, anziché sette. La soluzione finale ha permesso di creare un percorso diretto tra l'ingresso e l'abside, ma... il "sette" ha anche una valenza mistica, perché è il numero delle colonne del tempio di Gerusalemme, dei sacramenti e delle ore canoniche della preghiera liturgica.

4_acquasantiera

Un'acquasantiera apre un passaggio ideale tra due aree della chiesa e richiama l'immagine dei buglioli della fonderia. È anche nei piccoli dettagli come questo che bisogna inuterpretare quanto affermava Mario Botta in un'intervista del settembre 2006 a proposito dello studio del territorio e della sua storia.
«Più l'interpretazione è critica», affermava Botta, «maggiore saranno la chiarezza e l'evidenza del progetto. Il territorio fisico è la rappresentazione di una forza, quella della storia unita alla memoria. Ed è su questa immagine che l'architetto deve lavorare. L'architettura serve un fine etico piuttosto che estetico, e a me piace pensare che sia "spietata", perché possiamo attraversare qualunque periodo storico e vedremo che l'architettura ne sarà sempre il riflesso fedele. Da questo punto di vista l'architettura è la più grande delle arti, perché interpreta sia il genio creativo dell'autore sia i bisogni della comunità.»

5_santovolto

Il particolare della foto è forse la chiave per interpretare il superamento di tante polemiche che hanno accompagnato il progetto fin dall'inizio, nel 2001. Perché Torino è la città che ospita la Sacra Sindone, e lo stesso volto che appare sulla tela è stato ricreato sullo sfondo dell'altare maggiore. Con un effetto molto particolare: diventa infatti più o meno evidente o sfumato a seconda dei corridoi di luce portati nell'edificio dalle torri.
Per i costi e per l'esposizione di maestosità, il progetto della chiesa del Santo Volto ha suscitato molti dubbi. Nel 2003, don Giuseppe Trucco, vicario episcopale e parroco del Santo Volto, difendeva così il progetto: «Quest'opera non è pensata per i prossimi 50 anni, ma per i prossimi secoli. Se fossi io a dover decidere, valuterei anche
il rischio di omissione nel non cogliere questa opportunità. I soldi per il Santo Volto, provenienti in larga parte da contributi di enti e istituzioni, non sono sottratti ai poveri: probabilmente ad altre opere di rilevanza sociale, ma da non anteporre a una chiesa».
Non ci sono consuntivi ufficiali, ma secondo alcune stime il costo finale del progetto è stato di 30 milioni di euro.

Focus 179 propone una rassegna di immagini di edifici simbolo per grandiosità, scelta dei materiali, soluzioni architettoniche e attenzione all'ambiente. Sono anfiteatri, come il Teatro Nazionale di Pechino, la cui facciata è composta da 22.000 piastre di titanio, o grattacieli come la Torre Agbar di Barcellona, la cui supercie cambia colore a seconda della luce del giorno.

E sono anche luoghi di culto, come la chiesa del Santo Volto, a cui è dedicata questa mini fotogallery, inaugurata nel 2006 a Torino. Progettata e costruita dall'architetto Mario Botta, la chiesa si inserisce in un contesto di area ex industriale sfruttandone gli elementi morfologici, come le ciminiere e i mattoni a vista.