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Foto surreali di luoghi abbandonati e città fantasma

Villaggi mangiati dall'edera, binari fantasma, navi avvolte dalle mangrovie; e ancora, ex fortezze di guerra, piattaforme di lancio in disuso, ospedali inghiottiti dalla sabbia... un viaggio mozzafiato nelle più suggestive località lasciate a se stesse. 

Houtou Wan È un piccolo villaggio situato sull'isola di Gouqi, una delle Shengsi Islands sulla baia di Hangzhou, lungo la costa orientale della Cina. Un tempo centro abitato dai pescatori, il centro alla foce del fiume Yangtze è stato gradualmente abbandonato negli ultimi 50 anni, in seguito a urbanizzazione, insufficienza delle risorse e cambiamento dei processi produttivi. La natura si è ripresa i suoi spazi e l'edera ha ricoperto gran parte delle case, trasformando il villaggio nel "Paese verde", un soprannome che pare azzeccato. Oggi tra queste mura viventi passeggiano soltanto i turisti e qualche nostalgico.

Bodie, California (USA) Bodie è la più grande città fantasma degli Stati Uniti. Si trova in California, nella contea di Mono. Fondata nel 1859, dopo più di un secolo, nel 1962, è diventata Parco Storico. Oggi, infatti, rimangono più di 150 edifici conservati in un perfetto stato... d'abbandono.

Bodie ha avuto una rapida ascesa e un altrettanto veloce declino. Quando nel 1877 vennero scoperte numerose e ricche miniere d'oro, i cercatori di fortuna arrivarono da tutto il mondo. All'apice del suo splendore, intorno al 1880, raggiunse i 10 mila abitanti ed era famosa come la città del peccato: aveva un grande quartiere a luci rosse dove si contavano 65 bordelli e saloon. Sparatorie e rapine erano all'ordine del giorno. Ma una volta esauritosi l'oro, fu lentamente abbandonata.

Cimitero di aeroplani di El Mirage, California Ciò che resta della fusoliera di un Delta 727, presso il Delta Aviation Warehouse di El Mirage, un cimitero per aeroplani che sorge nel deserto del Mojave, in California.
Lo smaltimento degli aereomobili a fine carriera è un grande problema ecologico per tutti paesi del mondo: ogni anno centinaia di apparecchi in disuso vengono abbandonati dalle compagnie aeree in posti come questo o altri simili nell’Europa dell’est. In alcuni casi vengono anche fatti a pezzi e buttati in mare. Solo da qualche anno si inizia a parlare della possibilità di recuperali e smaltirli secondo criteri eco-sostenibili. Una delle prime aziende al mondo specializzate in questo tipo di servizio, la Airrecovery S.p.A. dovrebbe nascere nella zona di Nuoro nei prossimi anni.

Le fortezze di Maunsell, nell'Atlantico Furono costruite sull'estuario dei fiumi Tamigi e Mersey durante la Seconda guerra mondiale, come baluardo di difesa del Regno Unito dagli attacchi nazisti. Negli anni '50 furono abbandonate, e successivamente divennero sedi di radio pirata britanniche. Nel 2005, l'artista britannico Stephen Turner decise di trascorrervi un mese per provare l'esperienza dell'isolamento.

Cosmodromo di Bajkonur È stato la base di lancio, tra gli altri, dello Sputnik, di Jurij Gagarin e di Valentina Tereškova, ovvero il primo satellite artificiale, il primo uomo e la prima donna a osservare la Terra dallo Spazio. È un complesso enorme, più grande della Valle d'Aosta, per intenderci.
Al suo interno ci sono diverse aree in funzione (le Soyuz verso la ISS partono proprio da lì). Ma ce ne sono anche molte abbandonate e decadenti, come i complessi e gli hangar dove veniva portato avanti il programma di sviluppo dello space shuttle sovietico.

Il cosmodromo di Bajkonur sii trova in Kazakistan e nessun civile vi ha accesso. Il fotografo Ralph Mireb (questo è il suo pseudonimo) vi si è intrufolato clandestinamente e ha pubblicato diverse foto, b>Leggi anche: che potete vedere qui

Launch Complex 34 - Cape Canaveral Il complesso di lancio 4 della Nasa a Cape Canaveral, fu usato per gran parte dei lanci delle missioni Apollo. Il 27 gennaio 1967 fu il sito dell'incendio che costò la vita a Gus Grissom, Ed White e Roger Chaffee, gli astronauti dell'Apollo 1 impegnati in un'esercitazione. Dopo il lancio dell'Apollo 7, nel 1968, il complesso fu raso al suolo e furono lasciati solo la piattaforma di lancio e il memoriale dell'Apollo 1, ancora oggi visitati dai turisti.

Plymouth (Isola di Montserrat) Nel 1995 il vulcano Soufrière Hills, nell'isola caraibica di Montserrat (un territorio d'oltremare del Regno Unito) iniziò ad eruttare. Gli abitanti di Plymouth, la capitale, furono evacuati per ragioni di sicurezza. Due anni dopo una nube di cenere vulcanica ricoprì la città di 12 metri di polveri, uccidendo 19 persone e rendendo inagibile l'80% della capitale. Di Plymouth rimane solo quello che vedete.

Oradour-sur-Glane (Francia) Il 10 giugno 1944 la cittadina di Oradour-sur-Glane, nell'ovest della Francia, fu depredata dai nazisti, che massacrarono i suoi 642 abitanti, molti dei quali donne e bambini, e la lasciarono a bruciare per giorni. Solo 20 persone sopravvissero e vi tornarono per seppellire i loro morti. Dopo la guerra la città fu ricostruita più a nord e il vecchio nucleo lasciato così com'era, a eterna memoria della strage.

L'isola di Hashima (Giappone) L'isola è nota anche con il nome di Gunkanjima che significa "isola della nave da guerra": da lontano e dall'alto, infatti, la sua forma ricorda quella di una famosa nave corazzata giapponese, la Tosa.
Nel 1974, a seguito della chiusura dello stabilimento minerario che sorgeva al suo interno, è stata completamente abbandonata e da allora, per la sua caratteristica condizione di estremo decadimento, l'isola è diventata uno dei più grandi e significativi esempi di archeologia industriale, nonché argomento frequente di discussione tra gli appassionati di rovine.

Dal 1890 al 1974, servì da sede estrattiva di carbone per la giapponese Mitsubishi e fu densamente popolata di operai. Ma con l'avvento del petrolio, venne abbandonata e divenne un reperto di archeologia industriale.

Gli edifici pericolanti fecero sì che il governo giapponese ne decretasse il divieto di accesso, che è rimasto fino al 2009. Da quell'anno una parte dell'isola fantasma ha riaperto ai turisti, affascinati anche dal documentario sulla storia di Hashima girato da un regista svedese.

L'isola è stata anche il set di alcune scene di Skyfall, penultimo capitolo della saga di 007: è la base segreta del cattivo di turno, Raoul Silva, interpretato da Javier Bardem.

Pryp'jat' (Chernobyl) Gli abitanti di Pryp'jat', in Ucraina, furono evacuati il 26 aprile 1986 in seguito al disastro nucleare di Chernobyl. Ancora oggi la città, a soli 3 chilometri dal luogo del disastro, è completamente disabitata, e popolata di animali che hanno occupato edifici e luoghi pubblici. Il suo aspetto surreale è stato scelto per le ambientazioni di diversi film, come Godzilla e Transformers 3. La vita animale tornata a prosperare attorno a Chernobyl

Il videomaker britannico Danny Cooke ha realizzato un video per documentare ciò che resta della città a 28 anni dal disastro. Nel filmato di tre minuti, un estratto di un documentario per la CBS, girato con un drone per le riprese dall'alto, si ha un assaggio della desolazione in cui versa questo luogo fantasma a 100 km da Kiev, un tempo abitato da 50 mila persone. Ancora oggi, l'area nel raggio di 30 km dalla centrale è off-limits e motivo di preoccupazione, perché il materiale nucleare non è ancora stato messo in totale sicurezza. Guarda il video di Cooke:

Consonno (Italia) Consonno è un piccolo paese della Brianza noto per essere stato trasformato, alla metà del secolo scorso, nella "Las Vegas della Lombardia". Vennero infatti costruiti un minareto, una pagoda cinese, una balera e decine di altri luoghi di svago. Una frana, però, rese inagibile il paese e il progetto purtroppo fallì.

Wonderland Amusement Park (Pechino, Cina) Il Wonderland Amusement Park doveva diventare il più grande parco divertimenti dell'Asia: invece la costruzione di questo spazio ad appena 32 chilometri da Pechino fu interrotta nel 1998 a causa di problemi finanziari. Da allora tutti i tentativi di riprendere i lavori si sono rivelati vani, e nel 2013 tutte le strutture che erano state costruite sono state demolite per liberare il terreno.

New York State Pavilion (nel Queens, a New York) Costruiti per l'Expo di New York del 1964, gli edifici della New York State Pavilion non sono poi più stati utilizzati e sono caduti in disuso. Da allora si susseguono i buoni propositi e i tentativi di finanziamento per un loro recupero.

Michigan Central Station a Detroit (USA) Un tempo principale stazione di Detroit, la Michigan Central Station perse progressivamente traffico di passeggeri dopo la Seconda Guerra Mondiale. Vari tentativi di vendita dell'edificio, tra il 1950 e il 1970, si rivelarono vani, finché nel gennaio del 1988 non venne chiusa.

Ancora oggi l'edificio è considerato di grande valore storico e utilizzato per riprese pubblicitarie e cinematografiche. Il maggiore pericolo per la stazione, che un tempo vantava il record di più alta del mondo, sono oggi i turisti e i vandali che asportano pezzi di mattoni e cemento da portare a casa come ricordo.

Kolmanskop (deserto della Namibia) Un tempo ricca cittadina mineraria, famosa per l'estrazione di diamanti, iniziò a spopolarsi dopo la Prima Guerra Mondiale, con il declino dell'attività estrattiva. Oggi è una città spettrale.

Fu abbandonata del tutto nel 1954, e da allora gli edifici sono stati lentamente invasi dalla sabbia. Chi si volesse avventurare oggi tra queste affascinanti rovine deve richiedere un permesso speciale per accedere alla città, che è tuttora zona riservata.

Ma poi potrebbe vedere scuole, ospedali, un teatro, un casinò, una vecchia ferrovia e una sala da ballo parzialmente inghiottite dal deserto. Nella zona sono frequenti le tempeste di sabbia, un rischio che fotografi e appassionati sono disposti a correre.

monumento di Buzludzha (Bulgaria) Costruito sull'omonima cima dal regime comunista bulgaro, per commemorare la nascita del Partito socialdemocratico bulgaro, il monumento di Buzludzha fu inaugurato nel 1981: ma poco dopo il governo iniziò a ignorarlo e a non curarne più la manutenzione. Oggi il monumento è caduto completamente in disuso ed è soggetto alle incursioni dei vandali.

La SS Ayrfield in Australia È una delle navi abbandonate che giacciono nella Homebush Bay, a ovest di Sydney, Australia. Di bandiera britannica, fu costruita nel 1911, e mandata in Australia per rifornire le truppe americane nel Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1972 fu ritirata e mandata nella baia che serviva da sito di demolizione delle grandi navi.
Vedi anche: dove vanno a morire le navi. Oggi non rimane che lo scafo della nave, che fa da "vaso" a una selva di mangrovie.

Uyuni (Bolivia) Dalle navi fantasma al cimitero dei treni: quello che vedete si trova in Bolivia, nel deserto di sale di Uyuni, nel sud del paese. Alla fine dell'Ottocento la cittadina serviva da punto di snodo per i treni di fabbricazione inglese diretti ai grandi porti del Pacifico.

Ma la linea ferroviaria, soggetta a continui sabotaggi, venne ben presto abbandonata e i treni utilizzati per i trasporti minerari. Intorno al 1940 l'estrazione mineraria nella zona si esaurì e i convogli caddero in disuso. Oggi rappresentano una delle più popolari attrattive turistiche della zona.

Kayaköy (Turchia) Fino al 1923 il villaggio di Kayaköy, nel sudovest della Turchia, fu abitato da cristiani ortodossi di lingua greca. I trattati che seguirono la guerra greco-turca (terminata nel 1922) stabilirono che la popolazione greca dovesse far ritorno in patria, e così il villaggio fu progressivamente abbandonato. Oggi è un museo a cielo aperto, dichiarato dall'Unesco "World Friendship and Peace Village", un villaggio dell'amicizia e della pace nel mondo.

Caserma di Krampnitz a Potsdam, Germania, Fu utilizzata dai Nazisti come centro di addestramento per la cavalleria, prima della Seconda Guerra Mondiale. Dopo il suo abbandono nel 1945, fu occupata dai soldati russi e quindi abbandonata definitivamente nel 1992, con la dissoluzione dell'Unione Sovietica.

Hafodunos Hall, Llangernyw, Galles Prima residenza privata, poi scuola femminile, poi collegio, infine casa di riposo: la missione del Hafodunos Hall, un edificio gotico che sorge nel villaggio di Llangernyw, in Galles, non è mai stata chiara, ed è forse questo il motivo del suo abbandono. Dal 2010 al 2014 l'edificio tardo ottocentesco ha cambiato cinque diversi proprietari, e subito diversi tentativi di restauro.

Macassar Beach Pavilion (Sudafrica) Il Macassar Beach Pavilion doveva diventare un resort paradisiaco a soli 30 minuti da Cape Town. Ma in seguito a problemi finanziari da parte della proprietà è stato lasciato in rovina: ancora oggi si possono osservare le piscine, i gazebo, i ristoranti e tutto quel che resta del complesso turistico giacere, abbandonati, sulla sabbia, sotto a una luce dorata.

Houtou Wan È un piccolo villaggio situato sull'isola di Gouqi, una delle Shengsi Islands sulla baia di Hangzhou, lungo la costa orientale della Cina. Un tempo centro abitato dai pescatori, il centro alla foce del fiume Yangtze è stato gradualmente abbandonato negli ultimi 50 anni, in seguito a urbanizzazione, insufficienza delle risorse e cambiamento dei processi produttivi. La natura si è ripresa i suoi spazi e l'edera ha ricoperto gran parte delle case, trasformando il villaggio nel "Paese verde", un soprannome che pare azzeccato. Oggi tra queste mura viventi passeggiano soltanto i turisti e qualche nostalgico.