A casa di Barbapapà

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Si trova a Theoule sur Mer, in Costa Azzurra, la “Maison Bulle” di Pierre Cardin progettata dall'architetto Antti Lovag, della quale si vede l'esterno con finestre e oblò. Si estende su una superficie di oltre 1.200 mq, incluse 10 suite decorate da diversi artisti, una reception, un auditorium per 500 persone e un giardino di oltre 8.500 mq. Iniziata nel 1975, non è mai stata terminata.|Pierre Adenis/Laif
Ha un che di familiare, come se ricordasse qualcosa di già visto. In effetti, sembra la copia perfetta della casa dei Barbapapà e invece resta di stucco: questo edificio rosa a bolle è un monumento storico. Il suo nome è “Palais Bulles”, o “Maison Bulle” e sorge su uno sperone roccioso affacciato sul Mar Mediterraneo nelle vicinanze di Cannes.
È una casa senza spigoli e senza linee rette, costituita interamente da superfici curve e composta da un insieme di sfere antisismiche autoportanti, affiancate e sovrapposte fra loro tanto da dare l'impressione di trovarsi di fronte, più che a un edificio, a un qualcosa di vivo, una forma primordiale in continuo divenire.
La costruzione, di proprietà dello stilista Pierre Cardin, rappresenta l'essenza stessa del suo ideatore e costruttore, l'architetto umanista Antti Lovag, secondo il quale l'uomo, per ragioni prettamente economiche, si trova a vivere circondato da cubi e angoli - inesistenti in natura - che rappresentano un'aggressione contro l'uomo e l'ambiente, impedendo il libero movimento e interrompendo l'armonia. Da questa sua convinzione nasce l'interesse per le forme sferiche e il principio ispiratore di ogni sua creazione: l'autocostruzione, ossia l'adattare lo spazio disponibile alla morfologia dell'essere umano. La casa diventa quindi un involucro per l'uomo in grado di rispondere alle sue esigenze, in cui l'estetica e la facciata esterna rappresentano una conseguenza dell'organizzazione interna, che deve rispondere alle esigenze dell'individuo e migliorarne il benessere.
All'interno non esistono pareti o angoli, ma soltanto muri tondeggianti, oblò orientabili, ombre in continuo movimento, corridoi sinuosi, scale arrotondate, aperture che si schiudono su giardini interni e piscine naturali. L'arredamento, anch'esso interamente curvilineo, è essenziale: Antti Lovag ha progettato e costruito sul posto camini, tavoli e letti, tutti orientabili e privi di piedi.
Pur non avendo mai ottenuto le autorizzazioni richieste per la sua costruzione, la Maison Bulle è stata riconosciuta patrimonio dei monumenti storici dal Ministero della Cultura Francese.

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Casa mia per piccina che tu sia... mi costi una follia
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11 Giugno 2012 | Rebecca Mantovani