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La scala di Palenque e il suo recupero

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L’edificio in cui si trova la scala decorata con geroglifici, che vediamo al centro: a sinistra come appare oggi, a destra com’era ai tempi di Alfred Maudslay.

L’edificio dove si trova la scala, nel complesso del Palazzo di Palenque, in una foto dell’800.

La scala vista da vicino, nell’800.

La scala come appare oggi: dai tempi in cui Maudsley prese la sua impronta, da cui realizzò una copia di gesso, il bassorilievo che la decora si è deteriorato a causa degli agenti atmosferici. La copia ottocentesca quindi ha potuto essere la base per realizzare una replica moderna.

Il Palazzo è una delle strutture più importanti del sito di Palenque. È un grande complesso, con diversi edifici collegati, cortili, una torre. Era usato dall’aristocrazia per funzioni burocratiche e cerimonie. Vi si trovavano anche bagni e saune, a cui arrivava acqua grazie a un complesso sistema di trasporto.

Una fase nella realizzazione della copia della scala di Palenque: la preparazione del modello 3D digitale, basato sulla scansione tridimensionale delle copie di gesso di Alfred Maudslay. Il modello è stato poi fedelmente riprodotto nel calcare da un robot.

Un ricercatore sta studiando le copie di gesso di Maudslay: nei magazzini del British Museum ce ne sono oltre 400. L’archeologo ha realizzato gli stampi di carta o di gesso di oggetti e bassorilievi nei siti maya: li ha spediti nel Regno Unito, dove poi sono serviti per realizzare le riproduzioni di gesso. Alcuni stampi sono conservati al museo londinese, altri sono stati distrutti dopo la creazione delle riproduzioni.

La scansione tridimensionale delle copie di gesso, con uno scanner che viene passato a poca distanza dalla superficie scolpita.

Questa è la copia della scala di Palenque che verrà installata a protezione dell’originale, nel sito. I pannelli che rivestiranno i gradini sono stati scolpiti nel calcare.

Qui vediamo il robot mentre sta “scolpendo” le lastre di calcare: è stato scelto lo stesso materiale della scala originale.

Il robot al lavoro, visto da vicino. Realizzare materialmente la “scultura”, con il robot, è stato il processo più veloce: il grosso del lavoro è stato effettuare le scansioni delle riproduzioni di gesso.

Alfred Maudslay (1850-1931) in un edificio di Chichén Itzá, in Messico.

Restauro delle copie di gesso ottocentesche: in molti casi, gli originali sono andati perduti o sono molto rovinati.

Anche i taccuini, i disegni e i diari di Alfred Maudslay, che sono sempre al British Museum, sono stati scansiti nell’ambito del progetto Preserving Maya Heritage di Google Arts & Culture. Sono state scansite 1.200 pagine.

L’edificio in cui si trova la scala decorata con geroglifici, che vediamo al centro: a sinistra come appare oggi, a destra com’era ai tempi di Alfred Maudslay.