Le case che verranno

Come saranno i grattacieli del futuro? Dalla prigione sospesa al palazzo "spazzino", dieci progetti avveniristici di costruzioni curiose e mai viste.

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prigione

Ultratecnologiche, affollatissime e soffocate dal cemento, oppure verdi, pulite e rispettose dell'ambiente? Che aspetto avranno le città del futuro? Se volete farvi un'idea, date un'occhiata ai vincitori della 2010 Skyscraper Competition, un concorso per architetti e designer organizzato dalla rivista statunitense eVolo. Ideata nel 2006, la competizione premia progetti di grattacieli avveniristici provenienti da tutto il mondo, con un occhio sempre attento a sviluppo tecnologico, tutela della natura e risparmio energetico. Quest'anno hanno gareggiato 430 gruppi di lavoro provenienti da 42 paesi diversi. Ecco i 10 più belli.

Primo posto per questa risposta malese al problema delle carceri sovraffollate. Le prigioni cittadine sono al collasso? Si sfrutti allora, l'unico spazio rimasto libero dal cemento: il cielo. Collegata alla terraferma da una serie di piloni, la struttura costituirà una sorta di "villaggio" autonomo, in cui i detenuti potranno vivere in una condizione di semilibertà lavorando in fabbriche e campi coltivati ad alta quota. Uno speciale sistema di "ascensori" riporterà a casa i secondini a fine turno. I rischi di evasione? Considerata la distanza dal suolo, praticamente nulli.

Photo courtesy: eVolo
Testi e ricerca fotografica: Elisabetta Intini

filtro

Immaginate una casa che mentre vi accoglie tra le sue mura, lavora per ripulire l'ambiente circostante. Il palazzo che vedete farà da "spazzino" al fiume Ciliwung, che bagna la città di Giacarta (Indonesia). Progettato come uno speciale sistema di "filtri", il Ciliwung Recovery Program - questo il nome dell'edificio classificatosi al secondo posto - raccoglierà l'acqua del fiume e la purificherà da pericolosi contaminanti chimici per restituirla ai campi agricoli della zona. Le sostanze inquinanti saranno divise in organiche e non: le prime verranno sfruttate per fertilizzare il suolo, le altre smaltite. Il grattacielo ospiterà inoltre, le migliaia di persone che attualmente vivono nelle baraccopoli lungo gli argini.

Photo courtesy: eVolo

nido

Con i grattacieli "vecchio stile" questo groviglio di fibre di carbonio ha ben poco a che fare. Agile e flessibile, resistente a venti, terremoti e altri cataclismi naturali l'edificio - che si è piazzato dritto al terzo posto - somiglia a una fitta ragnatela multistrato, tenuta in tensione da una sottile struttura fissa. La costruzione progettata da due architetti statunitensi, è stata pensata per sorgere a Tokyo, una città ad alto rischio sismico.
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Photo courtesy: eVolo

eremita

Non tutti gli inquilini dei grattacieli sono tagliati per una vita sociale intensa. Alcuni potrebbero desiderare una fuga dal chiasso delle città e perché no, anche un eremo in cui meditare in santa pace. Alle loro esigenze risponde questa costruzione a "piramide" immaginata sulle rive del fiume Lijiang, nella Cina meridionale. Simile nella forma, alle "appuntite" colline circostanti - particolarmente apprezzate in passato dai monaci eremiti - il palazzo offrirà spazi per la riflessione e la solitudine, campi da coltivare, appartamenti e luoghi ricreativi, per i momenti di pausa tra una meditazione e l'altra.

Photo courtesy: eVolo

immateriale

Potete guardarlo, ma non toccarlo. Questo grattacielo di per sé, non esiste: quelli che vedete sono fasci di luce e raggi laser proiettati su una sorta di "rete", tenuta sospesa da un dirigibile (in alto nella sequenza di foto). Il grattacielo immateriale progettato per il centro di San Pietroburgo, Russia, di certo non rischierà di rovinare lo skyline della città con ingombranti ammassi di cemento. E in più suggeriscono i suoi ideatori, cambierà "pelle" in base ai gusti degli abitanti del luogo, che voteranno di volta in volta per decidere quale figura proiettare sulle sue pareti virtuali.

Photo courtesy: eVolo

bolle

Queste "bolle" trasparenti sono i moduli di un grattacielo in grado di produrre niente meno che 30 mila litri d'acqua fresca al giorno, quanto basta per irrigare un ettaro di campi di pomodori. All'interno di ogni calotta è presente una grande vasca di acqua salmastra o salata, raccolta nelle zone circostanti e pompata nell'edificio attraverso uno speciale sistema basato sulla forza delle maree. Nelle vasche crescono alcune mangrovie, piante capaci di filtrare i liquidi saturi di sostanze di scarto essudando, attraverso le foglie, goccioline e vapori di acqua fresca. L'acqua depurata viene quindi ridistribuita ai campi sottostanti tramite canali di irrigazione che sfruttano la forza di gravità. Il progetto è stato pensato per la località di Almeria, nella Spagna meridionale, dove si concentrano molte delle coltivazioni di frutta e verdura esportate in tutta Europa.

Photo courtesy: eVolo

damascus

Uno dei disagi maggiori di alcune aree metropolitane è il caldo torrido. È il caso di Damasco, per la quale è stato pensato questo complesso "tutto curve" (qui visto dall'alto). L'edificio, sulla destra, è solo una parte di una struttura che comprende una nuova linea ferroviaria e metropolitana, un hotel e uno spazio per mercati e centri commerciali.
I venti caldi che soffiano sulla città vengono incanalati nell'ala ovest del complesso e raffreddati da uno speciale sistema di ventilazione che garantisce a chi transita nella struttura temperature accettabili. L'aria calda in eccesso viene quindi espulsa all'esterno dalla torre che funziona come una specie di ciminiera.

Photo courtesy: eVolo

faidate

Perché adattarsi a vivere in una struttura predefinita, quando si può dare libero sfogo alla fantasia e disegnare da sé la propria abitazione? Il palazzo che vedete nasce come una semplice armatura di tre piloni verticali, sulla quale vengono incastrati, uno sopra l'altro, gli edifici progettati dai singoli inquilini. Ciascuno sceglie forma e dimensione della casa dei propri sogni (giardinetto compreso). Un team di architetti penserà poi a come sovrapporre le varie abitazioni determinando così la struttura finale del grattacielo.
Il risultato è una specie di quartiere a sviluppo verticale...
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Photo courtesy: eVolo

marsiglia

Per anni l'abbiamo confinata in spazi urbani sempre più ristretti. Ora è tempo che la natura riprenda i suoi spazi. Almeno, così pensano i quattro ideatori di Tower/city/towers, un progetto di distruzione e successiva ricostruzione studiato per la città di Marsiglia, in Francia. Nulla di compatibile con l'agglomerato cittadino attuale: questi edifici secondo gli architetti, andrebbero smantellati per permettere alla vegetazione di occupare il suo antico territorio. Riciclando gli "avanzi" della demolizione si costruirebbe quindi una nuova città, sospesa sul mare e in completa armonia con l'ambiente.

Photo courtesy: eVolo

ecopelle

Avete presente i primi, gloriosi grattacieli anni '70 che svettano ancora in molte città europee? Paragonati ai nuovi progetti di strutture ecocompatibili somigliano a dei giganti di cemento che disperdono calore e "succhiano" energia a sbafo. Anziché demolirli (vedi progetto precedente) si potrebbe avvolgerli, suggeriscono alcuni architetti francesi, con un'eco-pelle fatta di alluminio e di uno speciale polimero autopulente, trasparente ed elastico. Questo secondo strato non solo isolerebbe gli edifici ostacolando le perdite di calore, ma raccoglierebbe la spinta meccanica del vento trasformandola in energia.

Photo courtesy: eVolo

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Il Sole bacia i belli, si dice. Ma se si trovasse il modo di farsi baciare nel momento giusto dai suoi caldi raggi, si riuscirebbe a ottimizzare l'energia che ne deriva. Guardate questo curioso edificio: è il prototipo di una casa. Non bella, forse, ma senza dubbio "baciata" dal Sole nei periodi più opportuni dell'anno. Grazie alla sua particolare angolazione l'Heliodome, una costruzione ideata dal designer francese Eric Wasser e realizzata in vetro, legno e calcestruzzo, raccoglie la maggior parte della luce e del calore solare d'inverno, consentendo di risparmiare su elettricità e riscaldamento. D'estate, invece, difficilmente i raggi solari penetrano nell'edificio, che rimane fresco e ombreggiato senza bisogno di aria condizionata. La casa "intelligente" si trova nel comune francese di Cosswiller, nella regione dell'Alsazia non lontano da Strasburgo.

Ultratecnologiche, affollatissime e soffocate dal cemento, oppure verdi, pulite e rispettose dell'ambiente? Che aspetto avranno le città del futuro? Se volete farvi un'idea, date un'occhiata ai vincitori della 2010 Skyscraper Competition, un concorso per architetti e designer organizzato dalla rivista statunitense eVolo. Ideata nel 2006, la competizione premia progetti di grattacieli avveniristici provenienti da tutto il mondo, con un occhio sempre attento a sviluppo tecnologico, tutela della natura e risparmio energetico. Quest'anno hanno gareggiato 430 gruppi di lavoro provenienti da 42 paesi diversi. Ecco i 10 più belli.

Primo posto per questa risposta malese al problema delle carceri sovraffollate. Le prigioni cittadine sono al collasso? Si sfrutti allora, l'unico spazio rimasto libero dal cemento: il cielo. Collegata alla terraferma da una serie di piloni, la struttura costituirà una sorta di "villaggio" autonomo, in cui i detenuti potranno vivere in una condizione di semilibertà lavorando in fabbriche e campi coltivati ad alta quota. Uno speciale sistema di "ascensori" riporterà a casa i secondini a fine turno. I rischi di evasione? Considerata la distanza dal suolo, praticamente nulli.

Photo courtesy: eVolo
Testi e ricerca fotografica: Elisabetta Intini