Architettura

Gli egizi e le piramidi: una nuova teoria

L'ultima teoria sul trasporto dei massi che formano la piramide di Giza voleva che venissero trainati su sabbia bagnata. Ora un fisico è uscito con un'altra ipotesi.

Come fecero gli egizi, con la tecnologia di 5 mila anni fa, a costriure le piramidi? Se ne parla da sempre e una delle ultime ipotesi fatte sul trasporto dei massi che formano la piramide di Giza voleva che venissero trainati su sabbia bagnata (ne abbiamo parlato qui e l'abbiamo criticata qui).

Ora c'è una nuova ipotesi, avanzata da Joseph West, dell'Indiana State University: forse si mettevano bastoni a sezione rotonda intorno al masso quadrato per trasformarlo in un dodecagono, più facile da far rotolare.

Teorie. Per costruire la Grande Piramide di Giza (il cui peso è stimato sui 5,9 milioni di tonnellate) si ritiene che siano state necessarie circa 800 tonnellate di pietra al giorno: i massi venivano trasportati da cave distanti due chilometri. Un problema enorme per gli egizi, attorno al quale si sono fatti studi e formulate numerose teorie, per esempio che le pietre venissero trainate su slitte su di un terreno bagnato in precedenza; oppure che rotolassero con l'ausilio di una macchina simile a una culla.

Secondo la nuova ipotesi di Joseph West, invece, un blocco di pietra quadrato convertito in duodecagono poteva essere spostato più facilmente facendolo rotolare piuttosto che strisciare, perché in quel modo esercita una minore pressione al suolo.

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30 agosto 2014 Fabrizia Sacchetti
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