È vero che, quando piove, l’acqua non entra nel Pantheon nonostante l’apertura sul tetto?

C’è qualcosa di vero in questa leggenda, solitamente riferita dalle guide ai turisti. Il Pantheon di Roma, costruito nel 27 a.C. da Agrippa e riedificato da Adriano (110-125), fu inizialmente...

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C’è qualcosa di vero in questa leggenda, solitamente riferita dalle guide ai turisti.
Il Pantheon di Roma, costruito nel 27 a.C. da Agrippa e riedificato da Adriano (110-125), fu inizialmente luogo di culto pagano, per divenire poi una chiesa cristiana e mausoleo di uomini illustri (i re d’Italia Vittorio Emanuele II e Umberto I).
La cupola, realizzata con calcestruzzo mescolato a tufo e pietra pomice su una cassettatura in legno, sale a rosoni sempre più piccoli che convergono verso il centro, dove si trova l’unica “finestra” della chiesa, detta “oculus” (occhio), di circa 9 metri di diametro.
Il Pantheon non è stato protetto da copertura oltre che per ragioni tecniche (la cupola sarebbe caduta per il peso eccessivo) e simboliche (per comunicare direttamente con le divinità), anche per sfruttarne la particolarità (dal foro entra un fascio di luce che consentiva studi di astronomia).
Quando piove, l’apertura crea un “effetto camino” cioè una corrente d’aria ascensionale che porta alla frantumazione delle gocce d’acqua. Così, anche quando la pioggia fuori è battente, la sensazione è che all’interno piova meno; sensazione rafforzata dal fatto che i fori di drenaggio sia centrali che laterali sul pavimento impediscono il formarsi di pozzanghere.

28 Giugno 2002

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