DRM Chair: la sedia a tempo determinato

Una sedia che si smonta dopo un determinato numero di utilizzi: è la curiosa idea di un gruppo di designer svizzeri per sensibilizzare il pubblico sui problemi del diritto d'autore.

Una sedia che si smonta dopo un determinato numero di utilizzi: è la curiosa idea di un gruppo di designer svizzeri per sensibilizzare il pubblico sui problemi del diritto d'autore.
Si chiama DRM Chair ed è uno dei possibili punto di incontro tra il mondo fisico e le logiche dell’ambiente digitale: si tratta di una sedia che dopo essere stata utilizzata un certo numero di volte, per la precisione 8, si distrugge e diventa inutilizzabile. Proprio come i film noleggiati sui servizi di video on demand che dopo essere stati visti si cancellano dall'hard disk.
Sviluppata da un team di designer svizzeri, la DRM chair utilizza un sensore che conta il numero delle sedute. Arrivato a 8, accende 4 resistenze collegate alle giunture della sedia che si scaldano e sciolgono il mastice che la tiene insieme. Il risultato è che la seggiola si disfa e non può più essere montata.
Il progetto, dalla dubbia utiltà ma sicuramente curioso e creativo, è stato realizzato in sole 48 ore all’interno di The Decostruction, un concorso di design che premia la rapida realizzazione di idee che possono rendere il mondo un po’ più divertente. Alla base dell’idea che ha portato allo sviluppo dela DRMChair c’è anche la volontà di Gianfranco Baechtold e dei suoi colleghi di sensibilizzare il pubblico sui temi legati all rapporto tra tecnologie digitali e diritto d’autore.

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08 Marzo 2013 | Rebecca Mantovani

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