Benvenuti... a casa

Sarà banale, ma... paese che vai, casa che trovi! Forme, colori e materiali raccontano cultura e abitudini dei popoli che le abitano, che a volte sono proprio bizzarri: ecco le case più strane del mondo.

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Case sugli alberi o sull'acqua, costruite coi materiali più bizzarri, abitate da centinaia di persone: è proprio così, paese che vai, casa che trovi. Qui siamo davanti a un'apparente contraddizione, ma la realtà è che la neve è un ottimo isolante dal freddo: gli occupanti di un igloo fanno salire la temperatura all'interno fino a 15 °C. La "termoregolazione umana" è sfruttata da sempre dagli abitanti dell'estremo nord del Canada e della Groenlandia, che tra un igloo e l'altro scavano anche cunicoli sotterranei per permettere i collegamenti anche in condizioni atmosferiche pessime. Una soluzione analoga, ma iper tecnologica, è stata adottata anche da metropoli come Montreal (Canada), che fronteggia il clima particolarmente rigido con una rete stradale sotterranea di ben 30 km, con hotel, negozi e ristoranti.

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I kombai, popolazione dell'Indonesia, devono fare molta attenzione quando escono di casa al mattino: le loro abitazioni sono sopraelevate, sorrette da pali che possono raggiungere i 50 metri di altezza. Questo espediente viene utilizzato per sfuggire all’umidità delle foreste in cui vivono. Ma ci sono anche hotel per turisti estremi, per esempio in Germania, a Waldseilgarten, dove per soggiornare nelle stanze-tende sospese agli alberi occorre prima superare un apposito corso di formazione.

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Una popolazione dello stato indiano del Kerala abita sulle acque ferme dei fiumi interni, su case galleggianti chiamate Kettuvallam ("barche fatte con nodi"). Tutti i pezzi che le compongono sono infatti tenuti insieme dalla resistente fibra del cocco, pazientemente annodata dagli artigiani locali.

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Le rocce vulcaniche della Cappadocia, in Turchia, sono particolarmente friabili: ciò ha consentito ad antiche popolazioni di scavare nel tufo vere e proprie città sotterranee, distribuite su più livelli. Ai piani superiori erano collocate le abitazioni, quelli inferiori erano adibiti a deposito e alle cerimonie religiose. Anche i primi cristiani trovarono riparo dalle persecuzioni in questi luoghi, dove costruirono anche piccole cappelle. Per la scomodità e la perenne oscurità, si trattava comunque di sistemazioni di emergenza e provvisorie.

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I tepee sono le abitazioni degli indiani d'America delle pianure, cacciatori e nomadi. Queste tende, di forma conica, erano formate da un'intelaiatura di 15 lunghe pertiche, conficcate nel terreno e unite al vertice, ricoperte di pelle di bisonte o di daino. All'interno, al centro era collocato il fuoco e il foro che completava la sommità del cono permetteva l'uscita del fumo all'esterno. I tepee erano disposti in cerchio, con una precisa posizione, e al centro si montava quello dove si tenevano le cerimonie e le assemblee del consiglio.

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La forma e i materiali cambiano a seconda che a costruirle siano popolazioni stanziali o nomadi. I pigmei, ad esempio, costretti a spostarsi spesso per la caccia e la raccolta, costruiscono rifugi a cupola con rami intrecciati che poi ricoprono di foglie: una costruzione appena sufficiente a ripararli dalle piogge equatoriali. Diversamente, la tribù sudamericana degli yanomami, vive in abitazioni semipermanenti chiamate Xapuno, grandi case plurifamiliari che arrivano a ospitare sino a duecento individui, considerate unità economico-politiche autonome. Queste case sono costituite da un anello in legno di forma circolare, che simboleggia la coesione del gruppo che lo abita e, allo stesso tempo, delimita lo spazio che l'uomo sottrae alla foresta.

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La fantasia degli architetti si è scatenata nella ricerca dell'originalità e dietro al concetto di eco-compatibilità. L'architetto americano Barton Myers ha ideato, per la sua abitazione, un sistema che permette di sollevare le ampie vetrate perimetrali come fossero porte basculanti di un box: la casa diventa così uno spazio totalmente aperto alla natura.

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La forma a cupola dell'igloo è il motivo ispiratore dell'architetto finlandese Antti Lovag: una delle sue creazioni è lo Château Bulles, un'edificio che sembra un'esplosione di bolle di sapone, a Theoule Sur Mer, vicino a Cannes.

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La casa progettata per sé dall'architetto Eugene Tsui è ignifuga, impermeabile all'acqua e isolata da rumori fino a 50 decibel. Tutto ciò che contiene è infrangibile e resistente alle sollecitazioni e alle scosse sismiche. Questa sorta di bunker, "naturalmente" caldo d'inverno e fresco d'estate, non ha spigoli o alcunché di tagliente, all'esterno come all'interno.

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La società americana Cook+Fox ha progettato il One Bryant Park, un grattacielo di 55 piani nel centro di Manhattan. Oltre che con acciaio e alluminio, è costruito con 20 mila pannelli di vetro riciclati e un sofisticato sistema di filtraggio dell'aria, che restituisce all'ambiente aria depurata.

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Quando gli abitanti di Wang Huagou, un villaggio a 2.300 metri di quota nel nord della Cina, aprono la porta di casa, devono essere vigili e reattivi: un passo in più del solito e potrebbero ritrovarsi sul fondo di un dirupo. Le loro case sono costruite sul ciglio dei sentieri, a ridosso di un precipizio. E questo per ragioni pratiche: poiché lo spazio è poco, e il clima umido della zona si presta a determinati tipi di coltivazioni, i residenti preferiscono non edificare su terreno potenzialmente coltivabile, riservando il minimo alle abitazioni.

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Questo curioso edificio, l'Heliodome, è un prototipo di casa solare: ideata dal designer francese Eric Wasser, realizzata in vetro, legno e calcestruzzo, d'inverno (col Sole più basso all'orizzonte) permette di risparmiare su luce e riscaldamento e d'estate (col Sole più alto) sul raffrescamento.

I kombai, popolazione dell'Indonesia, devono fare molta attenzione quando escono di casa al mattino: le loro abitazioni sono sopraelevate, sorrette da pali che possono raggiungere i 50 metri di altezza. Questo espediente viene utilizzato per sfuggire all’umidità delle foreste in cui vivono. Ma ci sono anche hotel per turisti estremi, per esempio in Germania, a Waldseilgarten, dove per soggiornare nelle stanze-tende sospese agli alberi occorre prima superare un apposito corso di formazione.