Gaia e la super mappa della Via Lattea | Antonella Vallenari

Grazie al satellite Gaia dell’Esa, conosciamo con più precisione moto e posizione di quasi 2 miliardi di stelle nella nostra galassia. E la sfida per mappare la Via Lattea non è ancora finita.

Chissà che cosa avrebbe pensato Edwin Hubble se avesse visto l'ultima data release di Gaia, il satellite dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) che sta rivoluzionando le nostre conoscenze sulla Via Lattea, sulle stelle che la compongono e sul Sistema solare. Fino a un secolo fa, infatti, la nostra comprensione dell'universo era confinata all'interno della nostra galassia. Poi, negli anni '20 del '900, scrutando il cielo dall'Osservatorio di Mount Wilson in California, fu proprio Hubble ad accorgersi e che in realtà l'universo era molto più ampio, e che di galassie ce n'erano tantissime a partire da Andromeda, la più vicina a noi.

Ora Gaia ci sta offrendo un'immagine molto più nitida della Via Lattea e dei suoi dintorni, permettendoci di leggerne nel dettaglio la struttura e di ricostruirne la storia. 

Per saperne di più. Sul numero 357 di Focus, in edicola fino al 13 agosto 2022, trovi un articolo con le ultimissime novità  (e foto) dal satellite Gaia.

Fiumi di dati. «Lo scopo principale di Gaia è di studiare la formazione e l'evoluzione della nostra galassia», spiega Antonella Vallenari. «I dati vengono presi di continuo e rilasciati a blocchi dopo essere stati analizzati. L'ultima data release (di giugno 2022, ndr) include 34 mesi di dati ed è particolarmente significativa: potrebbe essere definita la data release dei superlativi, perché su ben due miliardi di stelle, in aggiunta all'astrometria (cioè dati sulla posizione, sulla distanze e sul movimento degli astri nella volta del cielo, ndr), sono registrati un gran numero di parametri, come la temperatura, la gravità, il colore, la composizione chimica». Ma a che serve tutto questo? «Uno dei vantaggi di Gaia è che si tratta di una missione di ricerca», risponde Vallenari. «Quindi non è focalizzata su un unico scopo, ma produce un grande catalogo passando in rassegna l'intero cielo». E su questo catalogo gli astrofisici hanno da lavorare per decenni.

Antonella Vallenari è docente associata all'INAF (Istituto nazionale di astrofisica), e lavora all'Osservatorio Astronomico di Padova. È uno dei due responsabili del Consorzio che analizza i dati della missione Gaia. È stata consulente della Agenzia Spaziale Europea per il monitoraggio delle missioni spaziali e ha fatto parte del team che seleziona le missioni spaziali future.

26 luglio 2022 Focus.it
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