Che cos'è la dislessia | Andrea Delogu, Francesco Facchinetti, Andrea Pesando e Stefano Vicari

La dislessia è un disturbo non così raro ma sorprendentemente spesso non diagnosticato. Facciamo chiarezza con Andrea Delogu, conduttrice televisiva, Francesco Facchinetti, cantante, Andrea Pesando, informatico, e Stefano Vicari, neuropsichiatra infantile dell’Università Cattolica di Roma.

E S∂ L∂ÞÞ℮SSI C¤§|? Non siete riusciti a leggere bene il titolo? Perché lo avete visto come lo vedrebbe un dislessico. 

In Italia la dislessia è ancora poco conosciuta, anche se si stima che ci sia almeno un alunno con questo disturbo in ogni classe. Leggere, scrivere e calcolare sono atti così semplici ed automatici che risulta difficile comprendere le difficoltà che riscontrano i bimbi o i ragazzi dislessici. La dislessia è iil disturbo specifico dell'apprendimento più comune: si stima che colpisca il tra il 3 e il 7% della popolazione mondiale, fino al 20% se si considerano i sintomi lievi.

Secondo i più recenti dati del MIUR i dislessici sono il 2,1% degli alunni totali nelle scuole italiane. Ma il numero di certificazioni per dislessia negli alunni delle scuole statali e paritarie è cresciuto dell'88,7% tra il 2010 e il 2017, segno che sul tema c'è una maggiore sensibilità.

Chi è dislessico ha difficoltà a decodificare un testo scritto, ma c'è anche chi soffre di discalculia, la difficoltà nel comprendere i numeri e fare le operazioni, chi di disgrafia, ossia difficoltà nel mantenere la riga durante la lettura e di disortografia cioè difficoltà nella competenza ortografica e fonografica: le frasi vengono riempite di errori confondendo c e q o non mettendo l'acca al posto giusto o l'apostrofo.

L'aumento delle diagnosi è ritenuto per lo più conseguente a una maggiore sensibilità nei confronti del problema (pensa, per esempio, che su PubMed, il grande database degli studi medici più autorevoli pubblicati sui giornali scientifici, negli anni '90 trovavi un centinaio di lavori l'anno, ora sono circa 400).

Le cause. Non esiste un deficit neurologico riconosciuto alla base del problema: a lungo si è pensato che ci dovesse essere un disturbo a livello della corteccia visiva o uditiva, ma solo una esigua minoranza di dislessici presenta difetti evidenti in queste aree.

Ci sono perciò varie teorie sui motivi che portano alla dislessia. Secondo alcuni studi potrebbe essere almeno in parte dovuta all'incapacità di escludere le informazioni di poco conto, il "rumore di fondo": chi non ha la dislessia riesce a filtrare ciò che è importante in ogni momento ma chi è dislessico, secondo questa ipotesi, si "distrae" e non riesce a escludere le informazioni irrilevanti. Di conseguenza, non riesce a riconoscere e processare nel modo giusto lettere e suoni, da cui le difficoltà di lettura.

Secondo altre ipotesi invece si tratterebbe di un problema di scarsa attenzione visiva: quando leggiamo infatti dobbiamo "selezionare" le lettere rilevanti da ciò che non lo è, prima ancora di trasformarle nel suono della parola; l'incapacità di avere un'attenzione visiva consistente impedirebbe questo processo e quindi pregiudicherebbe una buona possibilità di lettura.

Connessa a questa ipotesi c'è quella per cui nella dislessia ci sia una disfunzione dei processi visivi di riconoscimento delle lettere. È come se i dislessici non riuscissero a concentrarsi sul susseguirsi delle lettere nello spazio. La conferma viene dai videogiochi d'azione. Proprio così: secondo un team dell'Università di Padova, nove sedute da 80 minuti con un joystick in mano, per un totale di 12 ore di gioco, migliorano le capacità di lettura più di quanto non faccia un anno di lettura spontanea o guidata. Pare che, a furia d'inseguire bersagli periferici in movimento, si affinino abilità che poi tornano utili anche davanti a un libro aperto.

L'ipotesi fonologica, invece, è quella più nuova e ipotizza una difficoltà nella distinzione dei fonemi e quindi nella loro associazione con i grafemi.

Nel dibattito nel video in apertura tre dislessici, Andrea Delogu, conduttrice televisiva, Francesco Facchinetti, cantante, e Andrea Pesando, informatico, dialogano con Stefano Vicari, neuropsichiatra infantile dell'Università Cattolica di Roma.

16 agosto 2022 Focus.it
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