Wow, ovvero il segnale che molti hanno creduto alieno: le possibili interpretazioni

Il 15 agosto 1977 il segnale captato da un telescopio fece ipotizzare che provenisse da una civiltà aliena. Successivamente i sospetti si sono spostati su una o più comete. Il caso è ancora aperto.

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Le comete producono idrogeno dalla sublimazione dell'acqua quando passano vicino al Sole. Secondo una ipotesi, fu l'idrogeno a produrre il segnale "wow!" del 1977.|Free

Il 15 agosto del 1977 il radiotelescopio BigEar dell'università dell'Ohio intercettava un segnale, che venne ribattezzato segnale wow!, interpretato come prodotto da una civiltà aliena intelligente: "modulava" la frequenza dell'idrogeno. All'epoca, infatti, gli astronomi ipotizzarono che se una civiltà extraterrestre evoluta avesse voluto inviare messaggi nello spazio, avrebbe modulato proprio la frequenza dell'idrogeno: questo elemento dovrebbe essere ben noto a eventuali altre civiltà, in quanto è il più abbondante dell'Universo, oltre a essere il combustibile primo delle stelle.

 

Da allora sono state avanzate varie ipotesi alternative per spiegare il segnale, ma nessuna esauriente, perciò la speranza che "wow!" fosse veramente WOW! ha resistito. Finora.

Il radiotelescopio BigEar nel 1977: è stato dismesso nel 1997 e smantellato l'anno successivo. | Università dell'Ohio

Successivamente Antonio Paris, astronomo al St Petersburg College (Florida), avanzò una possibile spiegazione alternativa... naturale: la "colpa" del segnale ricadrebbe su due comete, la 266P/Christensen e P/2008 Y2, che nel 1977 passarono nella porzione di cielo scandagliata dal radiotelescopio e l'idrogeno rilasciato dal loro nucleo potrebbe aver causato il segnale. Nessuno però se ne accorse: le due comete vennero "scoperte" solo anni dopo.

 

Quando le comete passano vicino al Sole dalla loro superficie sublima una grande quantità di vapore acqueo che, bombardato dai raggi ultravioletti, si spacca nei suoi componenti: idrogeno e ossigeno. L'idrogeno libero va a formare la coda della cometa e sottoposto all'energia che arriva dal Sole inizia a vibrare assorbendo e rilasciando energia. Ciò avviene a una frequenza di 1420 megahertz: una "firma" dell'idrogeno. Il segnale alieno era "solo" questo?

 

Non tutti sono d'accordo e presto potremmo avere una controprova o la smentita circa questa interpretazione perché le comete coinvolte dovrebbero nei prossimi anni ripassare dalle nostre parti: secondo gli ultimi calcoli, infatti, il ritorno della 266P/Christensen è previsto per il 2020, mentre per la P/2008 Y2, l'appuntamento è per il 2022. Se sono state loro a emettere il segnale nel 1977, potrebbero rifarlo. Non resta che aspettare con le antenne accese...

 

14 Agosto 2019 | Luigi Bignami