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Vulcan, un nuovo razzo per lo spazio profondo

La società che costruisce i razzi americani attualmente più utilizzati sta per mettere in circolazione un nuovo razzo, leggero, resistente, sicuro e soprattutto riutilizzabile (in parte).

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Un disegno del razzo Vulcan, del quale verranno riutilizzati i motori principali. | ULA

Quando si parla di razzi lanciatori e non di automobili, l'annuncio di un nuovo modello sul mercato non è certo cosa di tutti i giorni. Al di là della complessità dell'oggetto, ce ne sono già tanti, costruiti sia da agenzie nazionali sia da società private, e dunque se un nuovo mezzo di trasporto per lo spazio viene concepito deve essere davvero innovativo e soprattutto deve permettere di abbattere in modo significativo i costi di lancio rispetto alla concorrenza.

 

Motori a rendere. La Ula (United Launch Alliance) ha annunciato che a partire dal 2019 metterà in circolazione un nuovo, innovativo lanciatore. Vulcan, questo il suo nome, avrà la possibilità di salvare i motori dello stadio principale una volta utilizzati, così da poterli riutilizzare: ciò dovrebbe far risparmiare fino al 90% dei costi di propulsione.

 

Una volta terminato il combustibile e spenti i mototi, questi verranno staccati dal razzo e con un "frenatore" scenderanno verso terra. Quindi un paracadute rallenterà ulteriormente la velocità e un elicotterò li catturerà al volo per portarli su una piattaforma in mare o direttamente al luogo di partenza. | ULA

Recupero facilitato. Il sistema, chiamato Smart, da Sensible Modular Autonomous Return Technology, vedrà la sezione dei motori sottostanti il razzo sganciarsi dal serbatoio dopo che tutto il combustibile sarà stato utilizzato. Spiega il presidente della Ula, Tory Bruno, che «dopo essersi sganciati dal serbatoio ritorneranno a terra protetti da uno scudo termico gonfiabile. Li recupereremo a mezz’aria, grazie ad un elicottero che li aggancerà. Li riporteremo in fabbrica, faremo tutti i controlli del caso e saranno pronti per un nuovo lancio».

 

Diverso da SpaceX. Questo sistema è molto diverso da quello che sta sperimentando la società SpaceX. Questa, infatti, si propone di far tornare a terra l’intero terzo stadio, facendolo atterrare su una piattaforma nell'Atlantico (vedi Successo a metà per Falcon e Un caffè per la Iss). «Il nostro sistema è molto più snello e salva quello che è davvero prezioso di un razzo: il motore», ha sottolineato Bruno.

 

Nuovi motori. Stando alla Ula, il Vulcan unisce le migliori caratteristiche dei razzi Atlas e Delta, che in questi anni hanno lanciato la maggior parte dei satelliti e delle navicelle americane. In più, fa largo uso di materiali super leggeri e resistenti: il risultato è un razzo affidabile, sicuro, molto più potente, versatile ed economico rispetto ai precedenti. Il lanciatore sarà alimentato da motori Blue Origin BE4 alimentati a metano in sostituzione dei "vecchi" RD-180s usati finora.

 

Nel disegno della Ula, si intuisce come il razzo possa essere usato per lanciare satelliti, sonde e navicelle con uomini. Potrà portare materiale e uomini sulla Luna, agli asteroidi e a stazioni orbitali. | ULA

Il razzo sarà in grado di lanciare verso lo spazio sia satelliti sia capsule con uomini (ma nei programmi è ancora un Atlas che lancerà la capsula Boeing a partire dal 2017) e navicelle verso la Luna e gli asteroidi.

 

15 aprile 2015 | Luigi Bignami