Scienza

Voyager e Hubble insieme nello studio dello spazio interstellare

Hubble ha elaborato una mappa del percorso che le sonde Voyager devono ancora compiere, e ha individuato dense nuvole di idrogeno sul loro percorso. È un curioso connubio tra due missioni tra le più longeve.

Le due sonde Voyager, lanciate dalla NASA negli anni '70 per esplorare alcuni dei pianeti esterni del sistema solare, hanno raggiunto i confini di quest'ultimo è lo stanno superando.

Nonostante la distanza, continuano a inviare informazioni del cosiddetto “mezzo interstellare”, ossia quel misterioso ambiente che esiste tra le stelle, permeato da raggi cosmici, nubi di gas e altro ancora da scoprire.

Ora, grazie al telescopio spaziale Hubble, la NASA sta analizzando su grande scala quella che sarà la strada che le Voyager percorreranno durante il prossimo decennio, periodo durante il quale esse potranno ancora raccogliere e inviare a Terra una grande quantità di informazioni.

"nebbia in vista". Stando a un'analisi preliminare del lavoro realizzato da Hubble, le Voyager dovrebbero attraversare una serie di nubi di idrogeno misto ad altri elementi. Questo lavoro è di grande interesse perché mentre le Voyager stanno campionando piccole regioni dello spazio interstellare e la velocità con la quale si muovono, circa 60.000 km all'ora, non permette di avere un quadro generale dell’ambiente, con Hubble, che osserva grandi regioni di spazio, possiamo farci un’idea più generale di quel che esiste là fuori.

«Confrontando i dati delle due sonde con quelle del telescopio spaziale possiamo capire se le caratteristiche delle aree che attraversano le due Voyager sono tipiche dello spazio interstellare o sono delle rarità», ha spiegato Seth Redfield della Wesleyan University di Middletown nel Connecticut.

Il viaggio di Voyager 2. Hubble ha scoperto che la Voyager 2 attraverserà l’intera nube d’idrogeno all’interno della quale vi è tutto il sistema solare e i cui confini saranno raggiunti dalla sonda tra circa 2.000 anni. Quindi è assai probabile che si tufferà in un’altra nube d’idrogeno al cui interno rimarrà per circa 90.000 anni e una volta uscita da questa l’aspetterà una terza nube.

Il viaggio di Voyager 1. La sonda Voyager 1, invece, ha già superato i confini del sistema solare e ora si trova a circa 20 miliardi di chilometri dalla Terra ed è quindi l'oggetto più lontano dal nostro pianeta mai costruito dall'uomo. Tra 40.000 anni passerà a 1,6 anni luce dalla stella Gliese 445, nella costellazione della Giraffa. La sua gemella Voyager 2 invece, tra 40.000 anni passerà a 1,7 anni luce dalla stella Ross 248.

10 gennaio 2017 Luigi Bignami
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