Voyager 1 in balia degli tsunami solari

La Voyager 1 è uscita dell'eliosfera e viaggia verso gli estremi confini del Sistema Solare. Ma anche laggiù deve vedersela con i violenti fenomeni naturali scatenati dalla nostra stella.

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Ancora 30.000 anni e la Voyager 1 entrerà nell'eliosfera di un'altra stella.|NASA/JPL-Caltech

La sonda Voyager 1, già da diversi anni, si trova a navigare dove nessuno è mai stato prima, agli estremi confini del Sistema Solare, fuori dall'eliosfera (dove la densità del vento solare è maggiore di quella della materia interstellare) ma ancora all'interno della fascia di comete considerata la vera frontiera. Eppure, pur così distante, risente ancora degli effetti del Sole e periodicamente viene investita da veri e propri "tsunami solari". Che cosa sono lo spiega Ed Stone, ricercatore presso il California Institute of Technlogy di Pasadena.

 

Onde anomale nello spazio. «Lo spazio profondo è simile a un lago tranquillo», spiega Stone, «ma quando il Sole si esibisce in uno dei suoi spettacolari brillamenti, la Voyager viene investita da una potente onda d’urto, che la raggiunge un anno dopo.» Questo fa sì che il plasma attorno alla navicella [la "zuppa di particelle" cariche che riempie lo spazio interstellare] risuoni come una campana.


I dati relativi all’ultima onda d’urto che ha investito la Voyager confermano che la sonda, pur non avendo ancora lasciato il Sistema Solare, si trova nello spazio interstellare: sta puntando verso la Nube di Oort, la culla delle comete, a 1.000 unità astronomiche di distanza dal Sole (1 UA è la distanza media della Terra dal Sole ed equivale a circa 150 milioni di km).

 

La linea di confine del Sistema Solare non è qualcosa di netto e preciso, ma una fascia che solo quando la Voyager l'avrà superata totalmente sapremo quanto è spessa (L'avventura della Voyager).


Il viaggio più lungo. Lanciata 37 anni fa, la Voyager 1 è oggi a circa 128 UA dal Sole, ancora molto lontana dalla Nube di Oort ma già fuori dall’eliosfera, la zona di particelle cariche provenienti dalla nostra stella e spazzata costantemente dai venti solari.


Da quanto ha raggiunto lo spazio interstellare, nel 2012, la sonda è stata investita da tre tsunami solari. Il secondo, il più violento, l’ha raggiunta nel marzo del 2013. Gli strumenti della Voyager hanno registrato un picco di eccitazione nel plasma che la circonda e grazie a queste informazioni gli scienziati hanno potuto stabilire che la densità di questo materiale era 40 volte più elevata di quella attesa. Sarebbe la conferma che la sonda sta effettivamente viaggiando nello spazio interstellare.

Seconda stella a destra. Cosa succderà ora alla Voyager? Per adesso nulla, continuerà il suo viaggio fino a quando, fra 30.000 anni circa, uscirà completamente dalla Nube di Oort ed entrerà nel campo di attrazione gravitazione di un’altra stella.

 

 

18 Luglio 2014 | Rebecca Mantovani