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La prima immagine di un sistema multiplanetario attorno a una stella simile al Sole

Dal Very Large Telescope dell'ESO la prima osservazione diretta di due esopianeti attorno a un giovane Sole: il Sistema Solare appariva così?

Very Large Telescope
Il sistema di strumenti del Very Large Telescope si trova a Cerro Parana, nel deserto di Atacama, in Cile. | M. Claro/ESO

Il Very Large Telescope dell'ESO ha catturato la prima immagine diretta di un sistema multiplanetario attorno a una stella simile al Sole, ma molto più giovane: uno scorcio di come doveva apparire il Sistema Solare nella prima fase della sua evoluzione. La famiglia celeste nota come TYC 8998-760-1 si trova a 300 anni luce da noi ed è composta da una stella di "appena" 17 milioni di anni e due giganti gassosi che le orbitano attorno rispettivamente a 160 e 320 volte la distanza Terra-Sole (molto più distanti dalla loro stella di Giove e Saturno, situati a 5 e 10 volte la distanza che ci separa dal Sole).

 

Un'immagine rarissima. Attraverso tecniche di osservazione indiretta - per esempio, con l'analisi delle momentanee diminuzioni di luminosità di lontane stelle - siamo riusciti a individuare migliaia di esopianeti; tuttavia, solo una piccola percentuale di questi pianeti extrasolari sono stati osservati in modo diretto. Ancora più insolito è ottenere un'immagine diretta di due o più esopianeti attorno a una stessa stella: finora era accaduto soltanto due volte, e sempre con astri molti diversi dal Sole. Ecco perché la nuova foto, che potete vedere qui sotto, è particolarmente preziosa.

 

Un sistema multiplanetario
La stella TYC 8998-760-1, in alto a sinistra, accompagnata da due esopianeti giganti gassosi. Per osservare i pianeti, lo strumento SPHERE ha bloccato la luminosità dell'astro usando uno strumento ottico chiamato coronografo, inizialmente ideato per osservare la corona (cioè l'atmosfera esterna) solare. | ESO/BOHN ET AL.

 

Uno sguardo più sensibile. L'immagine è stata ottenuta attraverso più acquisizioni consecutive che hanno permesso di distinguere i due esopianeti dalle stelle sullo sfondo. Gli scienziati dell'Università di Leiden (Paesi Bassi), che hanno coordinato lo studio, l'hanno realizzata sfruttando lo strumento SPHERE (Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet REsearch) del VLT, il sistema di telescopi nel deserto dell'Atacama, in Cile. SPHERE è in grado di bloccare la luce più brillante della stella madre in modo da rendere visibile quella più tenue dei pianeti. Funziona bene con i pianeti giovani e caldi, che brillano nell'infrarosso, ma non servirebbe con i più vecchi e freddi pianeti del Sistema Solare.

 

Come eravamo. I due esopianeti superano in massa i giganti gassosi del Sistema Solare: hanno rispettivamente 14 (il più interno) e 6 volte (il più esterno) la massa di Giove. La stella TYC 8998-760-1 è una "versione giovane" del Sole: insieme formano un quadretto molto simile a come doveva presentarsi il Sistema Solare delle origini. Studiandoli più nel dettaglio capiremo, per esempio, se si siano formati dove li vediamo o se siano migrati fin lì da orbite differenti, com'è successo a Giove: lo studio di quel lontano sistema ci aiuterà insomma a comprendere meglio la storia del nostro sistema planetario.

 

25 luglio 2020 | Elisabetta Intini