C'è vita su Marte? Sì, no, forse.

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La Nasa trova tracce di metano nell'atmosfera del Pianeta Rosso. Per qualcuno è la prova della vita su Marte. Ma che cosa significa realmente questa scoperta?
La ricerca della vita su Marte prosegue da anni senza alcuna certezza, né in un senso né nell'altro. La scoperta del metano è interessante... ma non definitiva.
(Alessandro Bolla, 16 gennaio 2009)


C’è vita su Marte? Forse sì, forse no... Il dibattito si protrae da anni (vedi la notizia pubblicata da Focus.it nel 2004) e nessuno ha ancora trovato prove sufficienti per prendere una posizione definitiva. Ma i sostenitori del sì hanno da oggi, anzi da ieri, una nuovo elemento a loro disposizione. Un team di ricercatori della Nasa ha infatti trovato prove certe dell’esistenza del metano sul Pianeta Rosso.

LA BUFALA CORRE SUL WEB

Molti siti hanno riportato la notizia della Nasa in modo poco scientifico.
Guarda che figuracce!
Che cosa significa questo? Sulla Terra buona parte di questo gas, formato da quattro atomi di idrogeno legati a un atomo di carbonio, è prodotto dagli organismi viventi, o meglio dalla loro decomposizione in assenza di ossigeno. Ma, ancora una volta, ciò non significa che su Marte siano mai esistite forme di vita, omini verdi o batteri. Il metano, anche se in quantità minori, può essere prodotto anche da processi puramente geologici, come l’ossidazione del ferro.

 

MARTE NON È MORTO! Michael Mumma, che per la Nasa segue la ricerca del metano su Marte, spegne gli entusiasmi che da ieri infiammano giornali e siti web: «Non esistono ancora elementi sufficienti che permettano di capire se l’origine del metano marziano è biologica o geologica», ha dichiarato ai media. Questa scoperta permette però di affermare che Marte è comunque un pianeta vivo, almeno in senso geologico. Ma, allo stesso tempo, i ricercatori sono possibilisti. Sulla Terra esistono dei microrganismi che vivono 3-4 km sotto la superficie e che traggono l’energia necessaria alla sopravvivenza dalla radioattività naturale. Organismi simili potrebbero sopravvivere e riprodursi, anche sotto il permafrost di Marte per miliardi di anni e produrre il metano che arriverebbe all’atmosfera da fessure aperte nel terreno. Lo stesso può dirsi per eventuali fenomeni geologici: al momento è impossibile stabilire se il metano marziano proviene da attività di oggi o di qualche milione di anni fa. Per avere ulteriori conferme occorrerà attendere il 2011, con l'arrivo della sonda Mars Science Laboratory rover. Chissà se qualcuno nel frattempo avrà già pensato a come sfruttare commercialmente il metano venuto dallo spazio...

Scopri le avventure di Spirit e Opportunity, le due sonde gemelle che stanno esplorando Marte. Senza sosta, dal 2004.

 

16 gennaio 2009