Il radio osservatorio ALMA

ALMA, ovvero Atacama Large Millimeter Array è un radiointerferometro all'avanguardia, costituito da 66 radiotelescopi con diametro di 12 e 7 metri. Si trova nel deserto di Atacama, in Cile a 5.000 metri di altezza. Lo abbiamo visitato per voi.

ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) è un insieme di 66 antenne che costituisce il più moderno e potente osservatorio radioastronomico del mondo.
Le antenne si trovano sull'altopiano di Chajnantor, nei pressi di San Pedro de Atacama in Cile, a una quota di 5.058 metri. L'altezza e l'estrema aridità del luogo sono essenziali per le osservazioni alle lunghezze d'onda dell'ordine del millimetro.
L'osservatorio, gestito dall'ESO (European Southern Observatory) è frutto di una collaborazione tra Europa, Usa, Giappone, Canada, Taiwan e Cile. È stato inaugurato nel 2013. E le sue osservazioni hanno contribuito a molte scoperte recenti nel campo dell’astrofisica. Lo abbiamo visitato nel novembre 2014 per realizzare un numero speciale di Focus Extra (vedi ultima pagina). Ecco una sintesi del nostro viaggio.

L'Operations Support Facility (OSF) ospita il centro di controllo, gli uffici e tutti i servizi necessari agli scienziati. Si trova a 2.900 metri.

All'OSF c'è un “solmaforo”, che indica il livello di radiazione ultravioletta. Nelle ore centrali della giornata è sempre su... “estremo”.

All'OSF, prima di salire alle antenne, si viene sottoposti a un semplice controllo medico: pressione, battito cardiaco e ossigenazione del sangue. Chi non passa, non può salire a 5.000 metri.

Dopo 28 km di strada, dall'OSF si arriva all'Array Operations Site, dove ci sono i radiotelescopi. Siamo a quota 5.058.

Alcune antenne sono molto ravvicinate tra loro. Costituiscono l'Atacama Compact Array, che ha 12 antenne di 7 metri e 4 di 12 metri.

La zona “compatta” serve per osservare sorgenti molto deboli: tante antenne accostate l'una all'altra si comportano, dal punto di vista della raccolta del segnale, come un solo radiotelescopio di dimensioni pari alla la somma delle singole antenne.

Il confronto con l'auto, rende l'idea delle dimensioni delle antenne.

Quando si sale alle antenne, vengono fornite delle bombolette di ossigeno. Il consiglio è, ogni tanto, di tirare una boccata.

Alcune antenne sono invece lontane. Il tutto si sviluppa su un asse di circa 15 km. Tante antenne distanti, invece, permettono di aumentare la risoluzione del sistema, cioè di vedere dettagli più fini.

Sulla strada che porta all'altopiano di Chajnantor, un cartello segnala quando si raggiungono i 5.000 metri di quota. In media, la temperatura è di qualche grado sotto lo zero.

Sulla strada che va dalla base di controllo (2.900 m) alle antenne, c'è una zona, intorno a 3.500 m di quota, in cui prosperano enormi cactus. Uno come quello della foto ha un'età di almeno 200 anni.

Piccoli fiori di cactus.

Sulla strada che va dall'OSF alle antenne (e viceversa), vi sono cartelli ogni 10 km che ricordano di contattare il campo base, per confermare che non ci sono problemi con l'altitudine.

Un tecnico al lavoro nei laboratori dell'OSF, all'opera sul ricevitore di una delle antenne.

Il ricevitore di una delle antenne di ALMA. Vengono chiamati “Front End”, perché rappresentano il primo elemento della catena di ricezione, elaborazione e analisi dei segnali.

L'incredibile mezzo di trasporto delle antenne: un veicolo speciale costato circa 1,7 milioni di dollari. Permette di muovere le antenne, che pesano 115 tonnellate, dall'OSF all'altopiano di Chajnantor e viceversa (28 km), per la manutenzione.

Un dettaglio di alcune delle 28 ruote del veicolo “porta-antenne”.

Due antenne di ALMA riportate all'OSF per la periodica manutenzione.

Mappa della localizzazione di ALMA, nel deserto di Atacama (nord del Cile).

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ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) è un insieme di 66 antenne che costituisce il più moderno e potente osservatorio radioastronomico del mondo.
Le antenne si trovano sull'altopiano di Chajnantor, nei pressi di San Pedro de Atacama in Cile, a una quota di 5.058 metri. L'altezza e l'estrema aridità del luogo sono essenziali per le osservazioni alle lunghezze d'onda dell'ordine del millimetro.
L'osservatorio, gestito dall'ESO (European Southern Observatory) è frutto di una collaborazione tra Europa, Usa, Giappone, Canada, Taiwan e Cile. È stato inaugurato nel 2013. E le sue osservazioni hanno contribuito a molte scoperte recenti nel campo dell’astrofisica. Lo abbiamo visitato nel novembre 2014 per realizzare un numero speciale di Focus Extra (vedi ultima pagina). Ecco una sintesi del nostro viaggio.