Visita ai telescopi di La Silla

Siamo andati a visitare il primo osservatorio dell'ESO, a La Silla, nel deserto di Atacama (Cile).

000001002003004005006007008009010011012013014015016001_065_cover_previewApprofondimenti
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Quello di La Silla è stato il primo osservatorio dell'ESO (European Southern Observatory). Gli astronomi europei, infatti, avevano bisogno di un luogo ideale per installare i propri telescopi e dal quale fosse visibile il cielo australe. La scelta, negli Anni '60, cadde sul Cile.
Nel periodo di punta, a La Silla operavano 14 telescopi, oggi solo 4 o 5. I due più importanti sono il 3,6 metri dell'ESO, inaugurato nel 1976, e il New Technology Telescope, pure di 3,6 metri (in funzione dal 1989).

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Il bivio sulla Panamericana che porta verso l'osservatorio di La Silla.

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Il minuscolo aeroporto utilizzato a volte dagli astronomi che vanno a La Silla: poco più di una striscia di asfalto nel deserto.

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Alcune delle cupole dell'osservatorio, situato circa 150 km a nordest di La Serena, a 2.400 metri di quota.

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L'enorme edificio che ospita il telescopio da 3,6 metri dell'ESO. Quando fu inaugurato, nel 1976, era uno dei più grandi del mondo.

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Il panorama dell'osservatorio dalla cima dell'edificio del 3,6 metri, con il nostro giornalista Gianluca Ranzini.

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Ecco il grande telescopio, mentre si apre la cupola. La notte è vicina. Al telescopio è collegato HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher), uno degli strumenti più importanti per la caccia ai pianeti extrasolari.

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Ecco il grande telescopio, mentre si apre la cupola. La notte è vicina.

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Nella selva di cupole di La Silla spicca quella quadrangolare dell'NTT, il New Technology Telescope.

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Questo è l'edificio dell'NTT. La sua forma quadrata fu rivoluzionaria per l'epoca.

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In questa immagine si vede l'edificio dell'NTT che si apre, poco prima che inizi la notte.

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Ed ecco l'NTT: molto meno massiccio del 3,6 metri dell'ESO.

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Un'altra caratteristica rivoluzionaria dell'NTT è il suo specchio “a vista”, e non protetto da quella che viene chiamata “cella”.

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Il resto dello specchio principale dell'NTT, mostrato da Massimo Tarenghi, che ha realizzato il telescopio alla fine degli anni '80. I vari “quadrati” sono pistoncini che deformano lo specchio in base alle informazioni elaborate da un computer, in modo che abbia sempre la forma ideale.

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La mensa dell'osservatorio di La Silla.

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Alla chiave della stanza in cui si dorme è attaccata una piccola torcia. Nell'osservatorio, di notte, è proibito accendere altre luci.

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Panorama da La Silla, che si trova ai margini del deserto di Atacama.

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Quello di La Silla è stato il primo osservatorio dell'ESO (European Southern Observatory). Gli astronomi europei, infatti, avevano bisogno di un luogo ideale per installare i propri telescopi e dal quale fosse visibile il cielo australe. La scelta, negli Anni '60, cadde sul Cile.
Nel periodo di punta, a La Silla operavano 14 telescopi, oggi solo 4 o 5. I due più importanti sono il 3,6 metri dell'ESO, inaugurato nel 1976, e il New Technology Telescope, pure di 3,6 metri (in funzione dal 1989).