Very Large Telescope, le 10 foto più belle

L'occhio più potente dell'ESO, situato nel Deserto dell'Atacama, in Cile, celebra oggi 15 anni esatti di osservazioni. Per festeggiare abbiamo selezionato le immagini più spettacolari raccolte dall'inizio della sua attività.

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Con questa affascinante immagine della nebulosa a emissione IC 2944, una nursery stellare a 6500 anni luce dalla Terra, l'ESO (European Organisation for Astronomical Research in the Southern Hemisphere) celebra i primi 15 anni di attività del Very Large Telescope, uno dei più importanti progetti di osservazione celeste che scruta il cosmo dalle altezze incontaminate del Cerro Paranal, nel Deserto dell'Atacama (Cile).

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Era il 25 maggio 1998, quando il primo dei 4 distinti telescopi ottici (più 4 minori) che lo formano entrò in attività: da allora l'osservatorio ci ha deliziato con bellissime immagini di nebulose, galassie e persino esopianeti. Vi mostriamo la nostra selezione delle 10 sue foto più belle.

Nell'immagine, spesse nubi di polveri chiamate "globuli di Thackeray" si stagliano sopra a uno strato di gas che brilla nella lunghezza d'onda del rosa. Questi globuli sono bersagliati dalle radiazioni ultraviolette delle giovani stelle vicine e saranno probabilmente frammentati prima che possano a loro volta collassare dando vita a nuovi astri.

Quella che vedete è l'immagine più dettagliata della Nebulosa Carena - una regione di massiccia formazione stellare nella zona australe della Via Lattea - mai realizzata nella banda degli infrarossi.

Centinaia di foto sono state assemblate per creare un mosaico incredibilmente preciso di una delle incubatrici di astri più vicine alla Terra (è distante 7500 anni luce): sono riconoscibili infatti sia le stelle più luminose, sia migliaia di quelle più deboli che rimangono nascoste alla luce visibile.
 


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Un grande classico: un'immagine della nebulosa Testa di Cavallo e dintorni ottenuta componendo tre diverse esposizioni nella parte visibile dello spettro. La sagoma del "destriero" è riconoscibile grazie al contrasto tra una nube di polveri opache e la nebulosa a emissione di colore rossastro presente alle alle sue spalle, composta prevalentemente di idrogeno ionizzato.
 


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Un'immagine composita della galassia a spirale NGC 1350, leggermente più grande della Via Lattea con i suoi 130 mila anni luce di diametro.

Questo ritratto risultante da 16 minuti di osservazione con lo strumento FORS2 del VLT, ha permesso agli astronomi di osservare nel dettaglio la complessa struttura della famiglia di stelle e di scorgere anche la miriade di galassie in secondo piano.
 


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Un'immagine di NGC 2359, anche nota come Nebulosa Elmetto di Thor, pubblicata il 5 ottobre 2012 in occasione del 50esimo anniversario della nascita dell'ESO.

Quest'incubatrice stellare che si trova nella costellazione del Cane Maggiore, a 15 mila anni luce dalla Terra, è grande circa 30 anni luce ed ha assunto la strana forma di "bolla" a causa del vento cosmico prodotto da una stella molto brillante e massiccia che si trova vicino al suo centro.

Così appariva Giove nella lunghezza dell'infrarosso la notte del 17 agosto 2008. L'immagine in falsi colori è il risultato della combinazione di una serie di foto scattate nell'arco di 20 minuti con tre diversi filtri.

La grande macchia rossa del pianeta non è visibile in questa immagine perché si trovava sull'altra faccia durante le osservazioni.

Gli insoliti colori, diversi da quelli che siamo abituati ad osservare su Giove sono dati appunto dalla scelta della banda degli infrarossi. Il bagliore bluastro visibile vicino ai poli del pianeta è generato dall'interazione di particelle elettricamente cariche con il campo magnetico di Giove.
 


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Un'immagine composita di Herbig-Haro 34, un giovane oggetto spaziale nella fase evolutiva di protostella, catturata nel 1999. Gli oggetti di Herbig-Haro si formano quando getti di gas ionizzato espulso da giovani stelle in di formazione, collidono con le nubi circostanti di gas e polveri a velocità supersoniche.

Questo in particolare si sta comportando come una pistola impazzita che lancia intorno a sé proiettili di gas alla velocità di 250 chilometri al secondo. Si trova a circa 1500 anni luce da noi.

La galassia a spirale barrata NGC 613 ottenuta nel dicembre 2001 assemblando tre diverse esposizioni in differenti lunghezze d'onda. Una stella di magnitudine 9 sovrasta il lato nord di questa galassia distante 78 milioni di anni-luce dalla Via Lattea.
 


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La famosa galassia "Sombrero", conosciuta anche come Messier 104, in uno dei suoi ritratti più riusciti. La galassia a spirale si trova nella costellazione della Vergine a circa 50 milioni di anni luce da noi, e appare quasi perfettamente di profilo (da qui il suo curioso aspetto).
 


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E per concludere in bellezza un'immagine della radiogalassia più vicina a noi: Centaurus A, a 10-13 milioni di anni luce dalla Via Lattea. Si pensa che al centro di questa galassia, a metà tra una galassia a spirale e una ellittica, si nasconda un buco nero di 100 milioni di masse solari.
 


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