Spazio

Perché Urano e Nettuno sono blu (ma Nettuno di più)?

Un gruppo di scienziati ha (forse) trovato una spiegazione per la differenza tra le tonalità del blu che caratterizzano l'aspetto di Urano e Nettuno.

Un gruppo di scienziati, fisici planetari dell'Università di Oxford, guidati da Patrick Irwin, ha (forse) trovato la risposta a una ormai annosa domanda: perché Urano e Nettuno, che sono pianeti del nostro sistema solare abbastanza simili tra loro (freddi, formati entrambi in parte da gas e in parte da ghiaccio, con composizioni chimiche simili e masse non troppo diverse), si mostrano l'uno di un colore azzurrino e l'altro di un bel blu intenso?

Focus, Impaginato Nettuno
Alle missioni della Nasa che studieranno da vicino i pianeti Urano e Nettuno è dedicato un articolo del numero 359 di Focus, in edicola in questi giorni.

Adocchiato da voyager. Urano si rivelò con un certo dettaglio per la prima volta attraverso gli "occhi" della sonda Voyager 2 della NASA nel 1986, mostrandosi come macchia azzurra senza particolari caratteristiche. Quando tre anni più tardi la stessa sonda ha incontrato Nettuno, ha scoperto un altro mondo, squarciato da venti violentissimi, tempeste e una macchia scura.

Ora, grazie ai dati ottenuti dal telescopio Gemini North delle Hawaii, il telescopio spaziale Hubble e da altre osservazioni, gli scienziati ne sanno di più. Urano e Nettuno sono entrambi blu perché nelle rispettive atmosfere è presente metano, che assorbe il rosso della luce solare. Il metano, oltretutto, è presente nei pianeti con una abbondanza simile. A dare ai due pianeti un aspetto diverso è la presenza di uno strato di foschia (di metano), più spesso su Urano che su Nettuno. 

«Questa foschia ha un aspetto quasi bianco», spiega Irwin, «ed ccco il perché Urano appare più pallido di Nettuno".

Un grande botto? A questo punto ci si potrebbe chiedere perché Urano abbia uno strato di foschia più spesso di Nettuno… La risposta, secondo uno dei coautori dello studio, potrebbe essere da ricercare nelle conseguenze di un gigantesco impatto, all'inizio della vita del pianeta, che ha fatto "cadere" Urano su un fianco (provocando il suo orignale moto di... rotolamento).

L'evento avrebbe dissipato gran parte dell'energia interna e delle fonti di calore di Urano, rendendolo quel mondo quieto e stagnante che vediamo oggi. L'ipotesi, però, non viene accettata unanimemente dalla comunità degli scienziati: Erich Karkoschka, per esempio, dell'Università dell'Arizona, sostiene che le differenze tra i colori dei due pianeti non siano spiegabili con l'ipotesi della collisione di un grosso oggetto su Urano. E che i due pianeti potrebbero essere fisicamente abbastanza diversi da spiegare anche le differenze nelle loro atmosfere.

Insomma, c'è ancora parecchia incertezza. Ne sapremo di più quando un orbiter e una sonda atmosferica (che la Nasa lancerà nel 2030) andranno a studiare da vicino l'atmosfera di Urano e con le future osservazioni del James Webb Space Telescope.

2 settembre 2022 Roberto Graziosi
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