Spazio

Una teleferica Luna-Terra è già teoricamente possibile

Se l'ascensore spaziale rimane ancora fuori portata, una sua variazione sul tema potrebbe essere già realizzabile con tecnologie e materiali attuali. Collegherebbe la Luna all'orbita geostazionaria, e limiterebbe i costi delle missioni future.

Costi e difficoltà dei lanci spaziali mettono un freno alle umane capacità di esplorazione del cosmo: abbandonare la morsa della gravità terrestre comporta ancora notevoli rischi economici e tecnologici. Per questo ciclicamente ritorna l'idea dell'ascensore spaziale per portare in orbita astronauti e merci. Ma fatta eccezione per alcuni prototipi in miniatura, non ancorati al nostro pianeta, l'idea di un montacarichi capace di reggere il suo stesso peso e resistere a sollecitazioni formidabili rimane al momento irrealizzabile.

Cabinovia lunare. Zephyr Penoyre ed Emily Sandford, scienziati delle Università di Cambridge (Regno Unito) e Columbia (New York) hanno pensato a un'alternativa: non un ascensore, ma una teleferica ancorata alla Luna che si estenda fino al pozzo gravitazionale terrestre (la regione di Spazio interessata dal campo gravitazionale del nostro pianeta).

Secondo i due ricercatori, con i materiali e le tecnologie attuali sarebbe possibile far arrivare questa funicolare - la Spaceline - fin quasi all'orbita geostazionaria, a 42.164 km dalla superficie terrestre, e creare un sistema di cavi stabile per il trasporto di merci e persone. Se realizzata, la funicolare permetterebbe di tagliare drasticamente i costi della tratta Terra-Luna.

Habitat lunari prodotti e mantenuti con la stampa 3D. Ma quanto costa, tornare sulla Luna? © RegoLight, visualisation: Liquifer Systems Group, 2018

un cavo già usato nello spazio. Rispetto a un ascensore in partenza da una montagna sulla Terra - la soluzione immaginata da Arthur C. Clarke nel romanzo Le fontane del Paradiso (1979) - la Spaceline completerebbe attorno al nostro pianeta soltanto un'orbita al mese (così come fa la Luna), riducendo di molto la trazione dovuta alla forza centrifuga.

Per la costruzione si potrebbe utilizzare lo zylon, un polimero in carbonio già usato nei sistemi di atterraggio dei rover marziani. Mentre un campo base potrebbe essere allestito in uno dei punti di Lagrange, dove l'interazione tra le forze gravitazionali contrapposte di Luna e Terra permetterebbe a un terzo corpo di dimensioni molto inferiori, come una piccola stazione spaziale, di mantenere un assetto stabile (fino a poco tempo fa era uno dei possibili posizionamenti anche per il Gateway, la stazione spaziale lunare).

Un nuovo polo di ricerca scientifica. Secondo gli autori dello studio, che compare in pre-pubblicazione su arXiv, questo campo base «consentirebbe la costruzione e la manutenzione di una nuova generazione di esperimenti spaziali - possiamo immaginare telescopi, acceleratori di particelle, rilevatori di onde gravitazionali, terrari, generatori e basi di lancio per missioni nel Sistema Solare». Il campo base farebbe anche da contrappeso per mantenere stabile e teso il cavo, lungo oltre 300.000 km.

Lo studio, precisano i suoi autori, è soltanto una dimostrazione di fattibilità: l'impianto potrebbe essere teoricamente progettato rimanendo entro i limiti dei materiali e delle tecnologie attuali, ma ciò non implica che sarà costruito in un futuro vicino.

1 ottobre 2019 Elisabetta Intini
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