Una cometa potrebbe colpire Marte

La cometa C/2013 A1 (Siding Spring), scoperta il 3 gennaio scorso da Robert McNaught presso l’osservatorio di Siding Spring (Australia), è la prima ad...

La cometa C/2013 A1 (Siding Spring), scoperta il 3 gennaio scorso da Robert McNaught presso l’osservatorio di Siding Spring (Australia), è la prima ad essere stata individuata quest’anno. I suoi parametri orbitali, in particolare gli elevati valori dell’eccentricità e dell’inclinazione, ci dicono che proviene dalla nube di Oort, l’enorme inviluppo di piccoli corpi ghiacciati che avvolge il Sistema Solare interno. Adesso, ad oltre due mesi dalla sua scoperta, l’aumentato numero di osservazioni ha permesso di determinare un’orbita abbastanza precisa e ciò che è risultato è che il 14 ottobre 2014 la cometa avrà passaggio ravvicinatissimo con Marte.

Rappresentazione artistica del passaggio ravvicinato a Marte della cometa C/2013 A1 (Siding Spring) il 14 ottobre 2014. (Ian Musgrave)

L'ultima traiettoria della cometa C/2013 A1 (Siding Spring), calcolata dal Near-Earth Object (NEO) Program Office del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA   (Pasadena, California), indica infatti che la cometa passerà a meno di 300.000 km da Marte, ma vi è una forte possibilità che questa distanza potrebbe essere molto inferiore. La stima corrente NEO Program Office è che potrebbe transitare a soli 50.000 km dalla superficie del pianeta rosso. Una distanza è di circa due volte e mezzo quella dell'orbita della luna marziana più esterna, Deimos. Quello che è certo è che Marte interagirà con la chioma della cometa. Le dimensioni della tenuissima atmosfera che avvolge i nuclei cometari quando si avvicinano al Sole, infatti, raggiungono diverse centinaia di migliaia di km e talvolta superano abbondantemente il milione di km.

Grafico che mostra la traiettoria della cometa C/2013 A1 (Siding Spring) nelle regioni interne del Sistema Solare. (NASA/JPL-Caltech)

Al momento, la possibilità di un impatto non può essere esclusa, considerando le incertezze attuali dei parametri orbitali ed il fatto che, quando il nucleo cometario avvicinandosi al Sole inizierà ad essere  attivo a causa della sublimazione dei ghiacci, entreranno in gioco delle forze non gravitazionali, causate dai getti di vapore che verranno emessi dal nucleo stesso che comporteranno ulteriori incertezze nel calcolo dell’orbita. La probabilità attuale d'impatto è meno di uno su 600, ma le future osservazioni ci permetteranno di conoscere con maggiore precisione la traiettoria della cometa e di stabilire con esattezza la distanza da cui passerà dalla superficie di Marte ed escludere un suo eventuale impatto. Nel caso la collisione si verificasse, il nucleo cometario arriverebbe sulla superficie marziana ad una velocità di 56 km/s (oltre 200.000 km/h!) e formerebbe un cratere di circa 50 km se il suo diametro fosse di 3 km o di circa 250 km se le sue dimensioni fossero di una ventina di km.
06 Marzo 2013 | Mario Di Martino