Un viaggio in 3D nel cuore di Eta Carinae

Dai supercomputer della Nasa una spettacolare animazione che riproduce gli stravolgimenti interni a uno dei più misteriosi e ammirati sistemi di stelle binarie.

Con l'aiuto di alcuni potenti supercomputer e dei dati forniti da telescopi spaziali come Hubble e Swift, i ricercatori del Goddard Space Flight Center della Nasa hanno creato una spettacolare animazione che mostra i turbolenti movimenti di gas all'interno di Eta Carinae.

 

Incontri periodici. Il video illustra, in particolare, che cosa accade quando le due stelle del sistema binario situato a 7500 anni luce dalla Terra transitano l'una accanto all'altra, a causa di orbite eccentriche che le portano ad avvicinarsi ogni cinque anni e mezzo, quando i due astri raggiungono una distanza paragonabile a quella tra il Sole e Marte.

 

Mai così brillante. Le instabilità interne di Eta Carinae sono note dal 1843, quando il sistema raggiunse, per ragioni allora non comprese, il picco massimo di luminosità, divenendo per anni la seconda stella più brillante dopo Sirio. Il video, presentato il 7 gennaio durante un meeting dell'American Astronomical Society, mostra le dinamiche responsabili di questi periodici aumenti di luminosità.

 

Due fronti opposti. Nel filmato si vede la stella più grande, 90 volte più massiva e milioni di volte più luminosa del Sole, raggiunta dalla compare più piccola, che le "scivola" attorno. Dalla prima stella emerge un denso, lento vento stellare, che viene "bucato" dal getto di gas più leggero e veloce proveniente dalla stella più piccola, 30 volte più massiva del Sole.

 

INstabilità. Il video mostra anche un rendering tridimensionale, con protrusioni a forma di dita, nella zona di confine in cui i venti opposti dei due astri si scontrano. «Non pensavamo esistessero - commenta Thomas Madura, astrofisico della Nasa, tra gli autori dello studio - pensiamo che si tratti di reali strutture fisiche che si innalzano a causa di instabilità causate dal vento superveloce della seconda stella, che collide contro un muro di gas».

 

 

13 Gennaio 2015 | Elisabetta Intini