Un tripudio di aurore dopo l'eruzione solare

Dopo i fastidi ai sistemi di telecomunicazione causati dal colossale brillamento del 6 settembre, il "risarcimento" delle luci del Nord: uno spettacolo atteso, e sempre stupefacente.

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Il mostruoso brillamento solare di classe X9 osservato sul Sole mercoledì 6 settembre ha provocato un'espulsione di massa coronale (CME) che ha innescato una violenta - seppur prevista - tempesta geomagnetica, di categoria G4 (su una scala da 1 a 5). Gli esperti avevano avvertito della possibilità di problemi ai sistemi di comunicazione radio e dell'imminenza di spettacolari aurore polari, dovute all'interazione del vento solare con la magnetosfera terrestre. Entrambi i fenomeni si sono verificati, e qui vi mostriamo il più gradevole dei due. Nella foto, le luci del Nord a Tromsö, Norvegia settentrionale, l'8 settembre 2017.

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Come annunciato, la tempesta solare causata dalla mega-eruzione ha causato, nei Paesi scandinavi, aurore boreali talmente brillanti da creare problemi di... traffico. L'autore di questa foto, scattata a Rovaniemi, Finlandia, ha raccontato di aver fermato la macchina per riuscire a guardare il cielo. Come lui, hanno fatto diversi automobilisti, creando ingorghi e rallentamenti. In effetti, quanti di voi non avrebbero fermato l'auto, davanti a un'aquila di luce come questa?

# Come si formano le aurore polari

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Il brillamento solare che ha provocato questo show è il più colossale osservato negli ultimi 12 anni. La tempesta che ha innescato è arrivata sulla Terra prima del previsto (poco prima delle 2:00 del mattino dell'8 settembre, ora italiana), a conferma della velocità del vento solare liberato dall'evento.

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L'aurora polare si riflette nelle calme acque di Cape Cod, Massachusetts. L'effetto migliore si è osservato attorno alle 21.30, quando la Luna piena non era ancora talmente alta da attenuare lo spettacolo.

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L'entità del fenomeno ha permesso di ammirare le luci del Nord anche a latitudini inferiori rispetto a quelle "classiche": qui siamo ad Hartford, Dakota del Sud.

# 8 fatti curiosi sulle aurore boreali

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Il vento solare ha investito la magnetosfera terrestre alla velocità di 700 km al secondo, e le danze delle aurore non sono finite: potremmo vederne altre nelle notti dell'8 e del 9 settembre, mentre ci troviamo ancora nella scia della tempesta geomagnetica. Qui siamo ad Harstad, Norvegia.

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Toccare l'aurora con un dito a Fairbanks, Alaska. La tempesta solare ha causato disturbi nei sistemi di comunicazione radio alle latitudini polari e circumpolari, e problemi temporanei nelle trasmissioni satellitari gps.

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Di nuovo a Tromsö, Norvegia. Le eruzioni solari di queste giorni - inclusa quella da record del 6 settembre - sono prodotte dalla macchia solare AR2673, una regione attiva larga 7 volte la Terra.

Il mostruoso brillamento solare di classe X9 osservato sul Sole mercoledì 6 settembre ha provocato un'espulsione di massa coronale (CME) che ha innescato una violenta - seppur prevista - tempesta geomagnetica, di categoria G4 (su una scala da 1 a 5). Gli esperti avevano avvertito della possibilità di problemi ai sistemi di comunicazione radio e dell'imminenza di spettacolari aurore polari, dovute all'interazione del vento solare con la magnetosfera terrestre. Entrambi i fenomeni si sono verificati, e qui vi mostriamo il più gradevole dei due. Nella foto, le luci del Nord a Tromsö, Norvegia settentrionale, l'8 settembre 2017.