Spazio

Un Sole apparentemente calmo

Il Sole da più di un anno si trova al minimo di attività del suo ciclo undecennale e non sembra voler iniziare a risvegliarsi da questo torpore. L’indice...

Il Sole da più di un anno si trova al minimo di attività del suo ciclo undecennale e non sembra voler iniziare a risvegliarsi da questo torpore. L’indice principale che segna il grado di attività della nostra stella è rappresentato dal numero di macchie solari (vedi il post “Che fine hanno fatto le macchie solari?” dello scorso 3 aprile). Ma questa apparente tranquillità potrebbe trarre in inganno. È di poco fa, infatti, la notizia che tra il 17 e 18 aprile appena passati sulla superficie solare si è verificata una gigantesca esplosione che ha espulso nello spazio interplanetario una nube di gas magnetizzato, una cosiddetta Coronal Mass Ejection (CME), la cui massa è stata stimata in miliardi di tonnellate.

Immagine ripresa dal satellite SOHO della gigantesca esplosione solare che ha espulso nello spazio interplanetario miliardi di tonnellate di gas magnetizzato.

Fortunatamente la nube di gas non è diretta verso il nostro pianeta, per cui non si verificheranno conseguenze geomagnetiche dovute a questa immane esplosione, come danni ai satelliti artificiali, disturbi nelle telecomunicazioni, interruzioni nella distribuzione di energia elettrica, ecc.

Gli intessi flussi di particelle elettricamente cariche emesse da questi eventi, infatti, potrebbero al limite mettere fuori uso satelliti in orbita attorno alla Terra, facendone perdere il controllo a causa dei danni prodotti alla memorie e ai circuiti elettrici di bordo, ai pannelli solari e ai sensori stellari che servono a controllare il loro assetto. Nel caso delle telecomunicazioni, potrebbero verificarsi dei lunghi blackout ed errori nei dati inviati dai satelliti GPS, rendendo la loro operatività estremamente difficile. Ma le conseguenze di queste tempeste solari si fanno sentire anche sulle reti di distribuzione dell'energia elettrica, le quali, come già accaduto in passato, potrebbero subire delle improvvise interruzione. Altri effetti da non trascurare sono naturalmente quelli che potrebbero subire astronauti in orbita attorno al nostro pianeta, ma anche gli equipaggi e i passeggeri dei voli di linea, specialmente ad alte latitudini.
Questo evento ci ricorda che l'assenza, totale o parziale, di macchie solari non sta a significare che il Sole è tranquillo. Il gigantesco flare, che inizialmente è apparso come una protuberanza nella parte nord-orientale del limbo solare, è stato rilevato dal satellite SOHO (SOlar and Heliospheric Observatory), che da quasi 15 anni tiene sotto stretta sorveglianza la nostra stella.

19 aprile 2009 Mario Di Martino
Tag scienza - spazio - sole
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