Spazio

Un sistema solare matusalemme

Un sistema planetario antichissimo, costituito da 5 pianeti e formatosi quando la Via Lattea aveva appena 2 miliardi di anni, è l'ultima scoperta del telescopio spaziale Kepler.

Kepler-444 è una stella di tipo spettrale K, con una massa e un diametro pari a circa il 75% quelli del Sole, situata in direzione della costellazione della Lira a una distanza di 117 anni luce e la cui età è di circa 11,2 miliardi di anni. Si è quindi formata quando l’Universo aveva un’età di poco superiore a 2,5 miliardi di anni. Un bambino.

Adesso, grazie ai dati raccolti dal cacciatore di pianeti extrasolari, l’osservatorio orbitante Kepler, sono stati scoperti 5 pianeti di natura rocciosa le cui dimensioni vanno dal più piccolo, simile a Mercurio, al più grande, di dimensioni paragonabili a quelle della Terra. Ciò che accomuna questi esopianeti è la brevità del loro periodo orbitale, che, a causa della loro piccola distanza dalla stella, è per tutti inferiore ai 10 giorni.

Il più vecchio. È straordinario che un sistema planetario così antico (il più vecchio finora conosciuto), composto da pianeti di dimensioni terrestri, si sia formato quando l’Universo si trovava ancora nelle prime fasi del suo sviluppo. Kepler-444 ha infatti un’età pari a circa due volte e mezzo quella del Sistema Solare, che ha circa 4,5 miliardi di anni. Questa scoperta dimostra che tali pianeti sono esistiti per gran parte dei 13,8 miliardi anni di vita dell’Universo e suggerisce che pianeti di queste dimensioni abbiano iniziato a formarsi fin dagli albori della sua storia ed ora ci troviamo in una posizione ideale per comprendere con maggiore precisione come questo sia avvenuto. Il fatto che pianeti di tipo terrestre abbiano iniziato a formarsi molto presto, ci fornisce preziosi indizi per studiare l’esistenza di eventuali antiche forme di vita nella nostra Galassia.

Rappresentazione artistica dell’antichissimo sistema planetario Kepler-444. © Tiago Campante, Peter Devine

Pianeta senza vita. Alle loro attuali distanze dalla stella, la vita non potrebbe esistere su questi antichissimi mondi. Sappiamo infatti che affinché la vita abbia modo di svilupparsi, almeno come noi la conosciamo, un pianeta deve trovarsi nella cosiddetta “zona abitabile”, un'area dello spazio circumstellare dove le condizioni di temperatura sono tali da permettere l’esistenza dell’acqua allo stato liquido e di un’atmosfera che possa proteggere la superficie del pianeta dalle radiazioni ionizzanti.

Astrosismologia. Per stimare l'età di Kepler-444 sono state misurate le piccole variazioni di luminosità causate dalle onde sonore che si propagano all'interno della stella. I moti convettivi al di sotto della sua superficie, infatti, generano onde di pressione che influenzano la temperatura superficiale e danno origine a minuscole pulsazioni della stella che si manifestano con periodiche e appena percettibili variazioni di luminosità della stella.

Grazie all’analisi di queste piccolissime fluttuazioni, è possibile determinare con una certa approssimazione il diametro, la massa e l'età di una stella. Questa tecnica è denominata astrosismologia

3 febbraio 2015 Mario Di Martino
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