Spazio

Un sistema planetario molto simile al nostro

Nel 2000 attorno alla stella Epsilon Eridani fu individuato un pianeta di dimensioni paragonabili a quelle di Giove, fu solo l’inizio di una serie di...

Nel 2000 attorno alla stella Epsilon Eridani fu individuato un pianeta di dimensioni paragonabili a quelle di Giove, fu solo l’inizio di una serie di eccitanti scoperte. Adesso, infatti, un gruppo di astronomi dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (Cambridge, Massachussets) ha individuato attorno a questa stella due fasce di asteroidi ed una, più esterna, costituita da corpi ghiacciati. La fascia asteroidale interna è virtualmente la gemella della cintura principale degli asteroidi, formata da milioni di piccoli pianeti che orbitano attorno al Sole tra Marte e Giove, mentre quella più esterna contiene una quantità di materiale circa 20 volte maggiore. L’importanza di questa scoperta consiste comunque nel fatto che la presenza di questi tre anelli di materia implica che dei pianeti, ancora da scoprire e che probabilmente orbitano attorno alla stella in prossimità di questi anelli, ne determinano le loro dimensioni e struttura.
Epsilon Eridani è una stella leggermente più piccola e più fredda del Sole. Si trova ad una distanza di circa 10,5 anni luce ed è la nona stella più vicina a noi. Visibile anche a occhio nudo, ha un’età stimata in circa 850 milioni di anni, è quindi molto più giovane del Sistema Solare, che si formò circa 4,5 miliardi di anni fa. Proprio in virtù di questa notevole differenza di età, Epsilon Eridani e il suo sistema planetario possono costituire un valido modello del nostro quando aveva un’età simile. "Studiare Epsilon Eridani è come avere a disposizione una macchina del tempo per studiare il Sistema Solare quando era giovane”, ha spiegato Massimo Marengo, coautore dell’articolo in corso di pubblicazione sulla rivista The Astrophysical Journal.
La cintura degli asteroidi del nostro sistema planetario contiene all’incirca un ventesimo della massa della Luna.

Questo disegno confronta il sistema planetario che orbita attorno a Epsilon Eridani con il nostro Sistema Solare (in alto le regioni interne, in basso quelle esterne). I due sistemi sono strutturati in maniera simile e ambedue ospitano asteroidi (anelli marrone), comete (anelli celesti) e pianeti (punti bianchi), già scoperti, come Epsilon Eridani b, o ancora da scoprire.

La prima fascia di Epsilon Eridani orbita attorno alla stella ad una distanza simile (circa 3 unità astronomiche, 3 volte la distanza Terra-Sole), mentre la seconda si trova a circa 20 unità astronomiche, all’incirca la stessa distanza che separa Urano dal Sole, e contiene pressappoco la stessa massa della Luna.
Il terzo anello, già osservato in passato, si estende invece tra 35 e 100 unità astronomiche da Epsilon Eridani. Una struttura analoga nel nostro sistema planetario è costituita dalla fascia di Edgeworth-Kuiper, che tuttavia sembra essere formata da circa solo un centesimo del materiale del suo analogo extrasolare.
Quando il Sistema Solare aveva un’età di poco inferiore al miliardo di anni, secondo i risultati di una serie di simulazioni numeriche, doveva avere un aspetto molto simile al sistema di Epsilon Eridani. Da allora, molto del materiale che formava la Fascia di Kuiper è stato espulso dal Sistema Solare oppure è stato iniettato nelle sue regioni interne dalle perturbazioni planetarie. Questa fase evolutiva fu la causa del cosiddetto “Ultimo Bombardamento Pesante”, durante il quale i pianeti interni furono sconvolti da una serie di giganteschi impatti le cui conseguenze sono ancora visibili sulla superficie della Luna. I mari lunari non sono altro che gigantesche strutture da impatto provocate dalla collisione con il nostro satellite di corpi planetari di dimensioni ragguardevoli. Naturalmente anche la Terra subì una tale sorte, ma le “cicatrici” lasciate da questi eventi sono ormai state cancellate dai moti tettonici della crosta terrestre e dai processi erosivi.
È molto probabile che anche gli oggetti che formano il sistema planetario di Epsilon Eridani attraversino in un prossimo futuro un simile fase evolutiva. Ulteriori studi di questa stella potrebbero portare alla scoperta di pianeti simili alla Terra.

30 ottobre 2008 Mario Di Martino
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