L'incredibile viaggio di un pollo di gomma nella tempesta solare

Due voli nella stratosfera mentre il Sole faceva le bizze: l'avventura spaziale della mascotte del Solar Dynamics Observatory della NASA.

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La gallina di gomma Camilla fotografata nella stratosfera durante il suo primo volo, il 3 marzo 2012. Photo credit: Earth to Sky-Bishop CA. |

Il mese scorso, mentre la più violenta tempesta solare degli ultimi anni importunava satelliti e metteva sul chi va là gli scienziati di tutto il mondo, un gruppo di studenti di Bishop, California, ha fatto una cosa decisamente insolita: ha lanciato un pollo di gomma nello spazio. La povera Camilla - così è stata ribattezzata la gallina - legata a un pallone ad elio, ha raggiunto i 36.500 metri di quota, dove è stata investita da una "doccia" di particelle solari cariche positivamente.

 

Ma perché spedire un pollo di gomma nella stratosfera? L'esperimento, un progetto di astrobiologia chiamato Earth to Sky, è tutt'altro che campato per aria. Quello di Camilla è stato un volo di ricognizione in previsione di una seconda missione, programmata entro la fine del 2012: lanciare una serie di microbi nello spazio per testarne le capacità di sopravvivenza. Camilla comunque, non è una novellina nell'ambiente, anzi: è la mascotte del Solar Dynamics Observatory e ha già un'agenda fittissima. Con l'aiuto del suo "padrone", Romeo Durscher dell'Università di Stanford, tiene aggiornati più di 20 mila follower su Facebook, Twitter e Google+ informandoli sulle novità relative alle missioni solari.

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Durante la sua permanenza nello spazio Camilla ha indossato una tuta equipaggiata con badge sensibili alle radiazioni: gli stessi che usano i tecnici durante le ispezioni a siti nucleari. Il pollo ha effettuato due voli: il primo, il 3 marzo, all'inizio della tempesta, e il secondo una settimana dopo, nel pieno dell'attività solare. Durante il primo volo durato due ore e mezza, la gallina ha trascorso 90 minuti nella stratosfera, in condizioni di pressione atmosferica e temperatura (da - 40 a - 60 °C) simili a quelle presenti sul pianeta Marte. Nel suo viaggio il pollo ha portato con sé un cestino da pranzo contenente 4 telecamere, un termometro criogenico, due GPS, sette insetti di specie diverse e due dozzine di semi di girasole della varietà Helianthus annuus, meglio conosciuta come "macchia solare" (tanto per rimanere in tema).

 

Insetti e semi sono stati spediti nello spazio per testarne la resistenza in condizioni estreme: l'intero carico è caduto a terra quando il pallone aerostatico è scoppiato, a circa 40 chilometri dal suolo. Nessuno degli insetti è sopravvissuto, mentre i semi sono stati piantati nel terreno per scoprire se, dopo aver fatto incetta di radiazione, daranno fiori diversi dai loro più sani "cugini".
Il 10 marzo, nel pieno della tempesta, la gallina è stata lanciata per una nuova missione. Questa volta le condizioni erano più preoccupanti: dal 7 al 10 del mese, l'attività della macchia solare AR1429 ha creato, mediante le particelle cariche che hanno colpito l'alta atmosfera terrestre, abbastanza calore per alimentare tutte le case di New York per due anni. Al momento del lancio di Camilla, i satelliti in orbita intorno alla Terra registravano livelli di protoni 30 mila volte superiori alla norma. I badge rilevatori di particelle radioattive sono stati inviati a un laboratorio di analisi e si attendono ora con ansia i risultati. La gallina di gomma potrebbe rivelarci informazioni importanti sull'eliosfera: del resto, non capita proprio a tutti di sopravvivere a ben due viaggi nella tempesta solare.

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Guarda anche un video del secondo volo della gallina:

23 aprile 2012 | Elisabetta Intini