Spazio

Il baby-pianeta perso nello spazio

Non lontano dal nostro Sistema Solare un giovane pianeta vaga solitario, espulso dal suo sistema-madre.

Non è il primo pianeta orfano della sua stella a essere scoperto, ma è il più giovane e, in base alle stime, il più vicino a noi: appare nella regione della cosiddetta associazione TW Hydrae (TWA), di recente (su scala galattica) formazione stellare, a circa 160-180 anni luce dalla Terra. In base ai calcoli e alle analisi spettroscopiche, il pianeta ha solo 10 milioni di anni e una massa compresa tra 4 e 8 volte quella di Giove. La scoperta, di un gruppo di astronomi della Carnegie Mellon University (Usa) e della University of Western Ontario (Canada), è disponibile in versione integrale dall'archivio arXiv della Cornell University.

Il Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) space telescope scruta il cielo nell'infrarosso. © NAsa

«Quando lo abbiamo individuato, grazie al telescopio spaziale WISE, abbiamo dapprima pensato a una vecchia stella, perché l'oggetto emetteva una grande quantità di energia nell'infrarosso, proprio come le stelle vecchie e fredde», spiega Kendra Kellogg, prima firmataria del report. Conoscendo però l'ambiguità di questa "firma", perché la luce infrarossa emessa da una stella lontana si confonde con quella di un pianeta solitario vicino a noi, i ricercatori hanno utilizzato anche uno dei più potenti telescopi terrestri, il Gemini South Telescope (Cile), per studiarlo in dettaglio. «Grazie a tali osservazioni abbiamo ora la certezza che si tratta di un giovane oggetto in prossimità del nostro Sole, e che non è una lontana stella rossa», aggiunge Stanimir Metchev, coautore della ricerca.

Lontano da casa. Un'ulteriore ricerca condotta dal Baade Telescope (Cile), da 6,5 metri di diametro, che confronta il moto di un oggetto con la luce che emette, ha permesso di capire che 2MASS J1119-1137 (questo, per adesso, il nome del pianeta) è figlio di un gruppo di una trentina di giovani stelle non molto lontane dalla nostra (l'associazione TW Hydrae, che lo ha "espulso" in qualche momento della formazione del gruppo) e che adesso si trova a una distanza stimata di 95 anni luce dal Sole ed è dunque ben lontano dalle stelle madri.

Studiare un pianeta gigante distante dalla propria stella permette di ottenere maggiori informazioni: se il pianeta è vicino, le emissioni della stella hanno il sopravvento. © Kepler/NASA

Se ulteriori studi confermeranno l'origine del pianeta, vuol dire che è il più giovane e brillante pianeta solitario finora scoperto.

I precedenti. Un altro pianeta solitario da poco scoperto è PSO J318.5-22, che ha un'età doppia rispetto a 2MASS J1119-1137 ed è molto più massiccio. Scoprire pianeti di questo genere dà l'opportunità agli astronomi di studiare la natura dei pianeti giganti al di fuori di un sistema stellare: è più semplice analizzarli in tali condizioni che non quando sono vicini alle loro stelle e perciò "camuffati" dalle loro emissioni.

8 aprile 2016 Luigi Bignami
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