Un buco su Marte: l'ingresso per una base sul Pianeta Rosso

L'antica attività vulcanica su Marte ci ha lasciato un'eredità preziosa: tunnel di lava, con tanto di ingresso indipendente, da usare come habitat protetti per i futuri coloni.

Pianeta Rosso: un tunnel su Marte
Marte: un foro sul fondo del cratere apre un passaggio verso un gigantesco tunnel nel fianco di Pavonis Mons, un antico vulcano a scudo sul Pianeta Rosso. | Nasa / JPL / U. of Arizona

Il 1° marzo sul sito della NASA che ogni giorno ospita una nuova fotografia in tema di astronomia era online un'immagine di Marte che ha attirato particolare attenzione (vedi sopra). Salta subito all'occhio la particolarità di quello scatto, catturato nel 2011 dallo strumento HiRISE del satellite Mars Reconnaissance Orbiter (MRO, della NASA), in orbita attorno al Pianeta Rosso dal 2006: un cratere con un grande buco sul fondo... Non è opera di minatori marziani, ma una sorta di lucernario aperto su di un tubo di lava. Ecco che cosa significa e perché è importante.

 

I tubi di lava sono veri e propri tunnel che si formano quando si produce un colata lavica molto abbondante e molto fluida: nel flusso, la parte superiore della colata può raffreddarsi al punto tale da creare un tubo entro il quale il fiume di lava continua a fluire. Quando poi l'eruzione termina e l'ultima lava è fuoriuscita dal tunnel, rimane il tunnel. Ci sono anche sulla Terra, in prossimità di vulcani che danno luogo a colate di magma molto fluido, come quelli delle Hawaii - o anche l'Etna.

 

Marte, Pianeta Rosso: tunnel di lava
Marte: questa immagine in alta risoluzione di un versante di Pavonis Mons, catturata dalla fotocamera HRSC dalla sonda Mars Express (ESA) il 2 ottobre 2004, mostra chiaramente il tracciato superficiale di alcuni tunnel di lava. | ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)

 

Un tubo gigantesco. Quella fotografia è stata scattata dall'MRO durante un passaggio al di sopra di un vulcano a scudo di Marte, il Pavonis Mons: i vulcani a scudo sono chiamati così perché il loro diametro è enormemente superiore alla loro altezza. Analizzando fotografie di questo genere, i geologi possono identificare strutture come quelle dei tubi di lava, che si snodano per chilometri e chilometri, e grazie alle immagini in alta risoluzione può capitare di identificare dei lucernari: fori sul plafone del tunnel, che si formano quando per qualche motivo il tetto del condotto crolla sul fondo.

 

Terra, Hawaii: un lucernario su di un tubo di lava fluida
Terra: un lucernario aperto su di un tubo di lava incandescente, alle Hawaii. | US Geological Service

 

La foto in questione racconta di una struttura sorprendente: il foro ha un diametro di circa 35 metri, mentre la pila di materiale precipitata sul fondo (che non si vede in una comune immagine per Internet) sembra innalzarsi per circa 28 metri. Analisi più approfondite hanno poi permesso di calcolare che il tunnel sotterraneo deve avere una circonferenza di circa 90 metri (28-30 metri di diametro: è gigantesco, molto più grande di qualunque tubo di lava noto sulla Terra.

Basi ideali per i coloni. I tubi di lava non sono solo fenomeni geologici da ammirare con meraviglia e curiosità, ma anche luoghi di grande interesse per le esplorazioni umane sulla Luna e su altri pianeti. Perché al loro interno potrebbe essere possibile costruire delle basi permanenti, capaci di proteggere i coloni dall'ambiente ostile e dalle radiazioni che provengono dallo Spazio e dal Sole e che, in assenza di un campo magnetico capace di deviarle (com'è il caso di Marte), raggiungono la superficie.

Non solo: non si può escludere che al loro interno possa essersi rifugiata la vita, se mai c'è stata, proprio per trovare riparo dalle radiazioni. Questi tunnel sono, insomma, i luoghi giusti dove fare arrivare uomini, robot e rover per un'esplorazione a tutto campo del Pianeta Rosso.

13 marzo 2020 | Luigi Bignami