Spazio

Un buco nero in fuga dalla galassia di cui era ospite

  Un'immagine artistica di un buco nero supermassiccio circondato dal disco di accrescimento, che si sta allontanando dalla galassia di cui era ospite,...

Un'immagine artistica di un buco nero supermassiccio circondato dal disco di accrescimento, che si sta allontanando dalla galassia di cui era ospite, a seguito del violentissimo processo di fusione di due galassie. Un tale fenomeno, che finora era stato solo previsto teoricamente, è stato osservato analizzando gli spettri X del quasar denominato con la sigla SDSSJ092712.65+294344.0, che dista da noi circa 10 miliardi di anni luce.

Per la prima volta è stata osservata una delle più apocalittiche collisioni che si possono verificare nel cosmo.
È ormai noto che molte galassie nascondono nel loro nucleo dei buchi neri supermassicci e le ipotesi sul destino di questi oggetti collassati quando due di questi complessi stellari entrano in collisione sono essenzialmente due: la prima prevede che si fondano tra di loro in maniera relativamente tranquilla, per formare un buco nero supermassiccio che va a costituire il nucleo della galassia che si forma a seguito della fusione. La seconda possibilità è che, a causa della violentissima interazione “mareale” tra i due buchi neri, da cui ha origine una titanica esplosione di onde gravitazionale, il nuovo oggetto supermassiccio venga espulso nello spazio intergalattico, sfuggendo all’attrazione gravitazionale della galassia ospite.
Ebbene, se queste possibilità sembrano essere ambedue plausibili, recentemente un gruppo di astronomi tedeschi, ha ottenuto delle chiare evidenze osservative di un buco nero che si sta muovendo a velocità di migliaia di km/s dopo essere stato espulso a seguito della collisione di una galassia con una sua simile di maggiori dimensioni.
Quando due buchi neri si fondono, in alcuni casi le onde gravitazionali prodotte vengono emesse prevalentemente in una direzione, sortendo l'effetto di spingere il buco nero appena formatosi nella direzione opposta, una specie di rinculo, simile, ma su scala incommensurabilmente maggiore, a quello che subisce un fucile al momento dello sparo. Se la velocità impressa al buco nero da questa spinta è sufficientemente elevata, questo può venire espulso dalla galassia. È proprio quanto è avvenuto al quasar conosciuto con la sigla SDSSJ092712.65+294344.0, che dista da noi circa 10 miliardi di anni luce.
L'attenzione dei ricercatori, che hanno per la prima volta rilevato gli effetti di un evento di questo tipo grazie alle osservazioni del satellite per raggi X ROSAT, è stata attratta dall'elevata velocità di spostamento – quasi 3.000 km/s - della nuvola di gas che costituisce il disco di accrescimento che circonda un buco nero supermassiccio, dotato di una massa stimata in centinaia di milioni di volte superiore quella del Sole.
Un evento del genere fa quindi pensare che negli spazi intergalattici possano vagare buchi neri solitari di grande massa. Questa circostanza pone altre questioni: galassie e buchi neri si sono evoluti assieme nel primo universo? Quante sono le galassie che hanno subito l’espulsione del buco nero che era ospitato nel loro nucleo? Le galassie private del loro buco nero subiscono un'evoluzione differente dalle altre? Domande a cui ora i ricercatori cercheranno di dare delle risposte.

22 maggio 2008 Mario Di Martino
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