Spazio

Trovata una proteina extraterrestre in un meteorite

Una proteina completa e finora sconosciuta è stata scoperta in una roccia celeste caduta in Algeria 30 anni fa: si sarebbe assemblata nello Spazio.

Nuove analisi di un meteorite precipitato in Algeria nel 1990 hanno permesso di individuare la presenza, nella roccia spaziale, di una piccola ma completa proteina mai osservata prima sul nostro pianeta. Gli scienziati dell'Università di Harvard l'hanno chiamata emolitina: è composta principalmente da un amminoacido, la glicina, combinato con atomi di ferro, ossigeno e litio, in una configurazione del tutto nuova, per la scienza.

È una proteina di origine extraterrestre, anche se la sua scoperta non è una prova di vita extraterrestre: piuttosto, questa molecola potrebbe fornire nuovi indizi sullo sviluppo della vita sulla Terra.

Piatto pronto. Già più volte, in passato, sono stati scoperti amminoacidi - i blocchi di base delle proteine - in meteoriti e frammenti di comete precipitati sulla Terra in un lontano passato. Nella struttura chimica delle rocce spaziali sono stati osservati anche i precursori degli amminoacidi, come zuccheri e materiale organico. Ma un conto è trovare questi ingredienti primitivi sparsi qua e là, un altro è ritrovarli già "cucinati" in una struttura complessa e ben organizzata come una proteina.

Ancora non è chiaro come l'emolitina si sia assemblata nello Spazio, ma si pensa che le unità di glicina si possano formare sui granuli di polvere stellare, e che le calde nubi molecolari abbiano garantito le condizioni per collegare questi tasselli in catene polimeriche e quindi in proteine.

Energia disponibile. Una volta piombati sulla Terra, in epoche remote, i gruppi di atomi all'estremità di questa proteina potrebbero aver formato un tipo di ossido di ferro capace di assorbire la luce solare e dividere le molecole d'acqua in atomi di idrogeno e ossigeno, le prime fonti energetiche fondamentali per lo sviluppo della vita. Se la scoperta - pubblicata su arXiv ancora senza revisione - fosse confermata, potrebbe forse essere estesa anche ad altri pianeti potenzialmente abitabili.

4 marzo 2020 Elisabetta Intini
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