Spazio

​Trovata polvere di stelle là dove (e quando) non dovrebbe esistere

Elementi nati dall'esplosione di stelle sono stati trovati in una nube cosmica di 13 miliardi di anni fa: un'epoca in cui, secondo le nostre teorie, le stelle cominciavano a nascere, non a morire.

Un thriller astronomico si è presentato agli occhi dei ricercatori del Max Planck Institute. Analizzando la lontana luce che arriva da una nube cosmica vecchia 13 miliardi di anni, hanno trovato tracce di atomi liberati nello Spazio da una supernova di tipo Ia, cioè dall'esplosione di una stella nana bianca. Una scoperta impossibile: a quell'epoca l'Universo aveva solo 850 milioni di anni, e la vita media di queste stelle è di un miliardo di anni.

Il delitto celeste è stato osservato grazie alla luce di un quasar (galassie con nuclei attivi estremamente luminosi, giganteschi corpi celesti dell'Universo primordiale) che ha illuminato la nube cosmica. Questo oggetto ha permesso ai ricercatori di individuare la firma luminosa di carbonio, ossigeno, ferro e altri elementi che provengono dall'esplosione di supernove di tipo Ia.

Delitto multiplo. Da quel che si legge nello studio pubblicato dai ricercatori, il mistero è ancora più intricato. Gli elementi di origine stellare all'interno di questa nube somigliano chimicamente a quelli delle nubi interstellari odierne. Non sono abbastanza primitivi per essere il frutto dell'esplosione di una stella appartenente alla prima generazione apparsa nel cosmo, la cosiddetta popolazione III.

Nube cosmica, quasar.
Ricostruzione grafica di ciò che è stato visto dai ricercatori: la nube cosmica illuminata dal quasar, per com'era a soli 850 milioni di anni dopo il big bang. © Max Planck Institute for Astronomy / Graphics department

Vite bruciate. Ciò significherebbe che, nei primi 850 milioni di anni dell'Universo, stelle di popolazione III si sono formate, sono esplose, e dai loro resti sono nate stelle nane bianche che sono infine esplose in supernove Ia. Le prime stelle devono essersi quindi formate e poi evolute molto rapidamente.

Questa scoperta mette in dubbio (se non in crisi) le moderne teorie di evoluzione stellare, o di evoluzione dell'Universo. Nel puzzle di idee che formano la nostra comprensione del cosmo è entrato un pezzo che non combacia con gli altri. Le prossime ricerche ci diranno cosa dovrà essere cancellato, inserito o riadattato per mantenere solida la nostra concezione del tutto.

15 novembre 2019 Davide Lizzani
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