Spazio

Tre missioni scaldano i motori: destinazione Marte

Cina, Emirati Arabi e USA stanno per lanciare rover e sonde verso Marte, anche alla ricerca di tracce di vita - e proprio nei giorni in cui se ne parla di più.

È l'anno buono per Marte: tra il 14 luglio e l'11 agosto si apre la migliore finestra di lancio possibile per le navicelle dirette al Pianeta Rosso, una circostanza determinata dalla posizione ottimale che i due pianeti hanno lungo le loro orbite e che si verifica ogni due anni circa. Questo spiega perché in un così breve lasso di tempo partono in successione la sonda Tianwen-1 (Cina), la sonda Hope (Emirati Arabi) e il rover Perseverance (NASA). Nonostante siamo ormai agli sgoccioli, non sono ancora state ufficializzate le date di avvio delle tre missioni. Hope, lanciata con un razzo giapponese dal Giappone, potrebbe partire già all'inizio della finestra di lancio; il rover e la sonda cinese potrebbero partire tra il 20 e il 25 luglio; Perseverance, infine, che ha già subito vari spostamenti della data di lancio, al momento vede la più probabile il 30 di luglio.

 

Emirati Arabi su Marte
Nel team degli Emirati Arabi ci sono diverse donne ai livelli apicali. Nour Al Teneiji - nella foto - gestisce gli aspetti finanziari della missione. © UAESA

Hope (Al Hamal). È una missione costituita da una sonda che si metterà in orbita attorno a Marte con il compito principale di studiare il clima. L'obiettivo è quello di capire com'era l'atmosfera antica di Marte, quando l'acqua liquida avrebbe potuto sostenere la vita. Il lavoro congiunto con la sonda MAVEN (NASA) il Trace Gas Orbiter (TGO) della missione ExoMars (ESA e Roscosmos) permetterà di ottenere dati molto importanti sull'evoluzione dell'atmosfera e di capire le trasformazioni che si sono avute nel tempo. A detta dei responsabili del progetto, il nome della sonda (Hope, speranza) è un auspicio che gli Emirati Arabi dedicano ai giovani per invitarli ad appassionarsi alle scienze astronomiche ed astronautiche.

 

Focus 333
Come sarebbe vivere su Marte? Un articolo di Gianluca Ranzini sul nuovo Focus (luglio 2020), in edicola e in digitale, racconta di che cosa avremmo bisogno e come dovrebbero essere le nostre basi sul Pianeta Rosso. © Focus

Tianwen-1. La missione cinese Tiān wèn-1 (domande celesti), per praticità Tianwen-1, è composta da due oggetti: una sonda che rimarrà in orbita per fotografare e studiare la superficie e l'atmosfera del pianeta e una piattaforma che porterà un rover sulla superficie. È una missione molto complessa per un Paese che si avvicina a Marte per la prima volta (se escludiamo la sonda Yinghuo-1, del 2011, che non riuscì a lasciare l'orbita terrestre), ma la Cina si sente sicura delle sue tecnologie per gli ottimi risultati ottenuti dalle missioni sulla Luna. Il rover studierà soprattutto la geologia delle rocce che incontrerà e, grazie al radar di bordo, effettuerà rilevazioni del sottosuolo alla ricerca di eventuali sacche d'acqua sotterranee. Una missione che potrebbe portare a scoperte davvero interessanti.

 

Illustrazione: la sonda MAVEN
Illustrazione: la sonda MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN), in orbita attorno al Pianeta Rosso dal 2014. © NASA / JPL, via WikiMedia (P.D.)

Perseverance. La missione della NASA è in preparazione da quasi otto anni. Si tratta di un rover di oltre una tonnellata di peso che assomiglia molto a Curiosity, sceso su Marte nel 2012, anche se a bordo vi sono strumenti più sofisticati di quelli di cui è dotato il fratello più vecchio - a partire da un sistema di tre robot che raccoglieranno campioni di suolo e rocce marziane da lasciare lungo il percorso all'interno di contenitori sigillati che saranno raccolti nei prossimi anni da un altro rover che avrà però anche il compito di riportarli a Terra. A bordo ci sono anche un radar per la scansione del sottosuolo (per rilevare eventuali sacche d'acqua, il rover cinese) e un sistema per la "lettura" delle rocce, in grado di evidenziare eventuali tracce lasciate da microorganismi nel passato: per evidenziare eventuali microfossili, e questo proprio nel momento in cui si parla di tracce di vita fossile su Marte.

 

Per la prima volta ci sarà anche un elicottero sul Pianeta Rosso: un piccolo apparecchio che, posato al suolo dal rover, compirà cinque o sei voli ricaricando le batterie con piccoli pannelli solari. Non è dotato di particolari strumenti scientifici, se non una macchina fotografica, ma sarà uno strumento fondamentale per sperimentare il volo autonomo su un altro pianeta.

 

Ne manca una... Secondo le previsioni, le missioni arriveranno a destinazione all'inizio del 2021 e si uniranno alle altre sonde in attività in orbita marziana e a Curiosity, che da quasi otto anni lavora sulla superficie di Marte. Unica pecca, all'appello non ci sarà il rover Rosalind Franklin (Esa, Roscosmos), tenuto a Terra da alcuni piccoli problemi difficili da risolvere nei primi mesi di questo 2020, durante la fase acuta della covid. Ma la missione non è cancellata, solo posticipata: al momento la partenza è prevista per il 2022.

7 luglio 2020 Luigi Bignami
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