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Su Titano, maggiore dei satelliti di Saturno, ci sono vulcani (forse) ancora attivi

Alcuni laghi presenti ai poli di Titano, il satellite di Saturno, si troverebbero all'interno delle bocche di vulcani che, probabilmente, sono ancora attivi.

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Un'immagine catturata dalla sonda della NASA Cassini mostra il lato in quel momento non illuminato di Titano: parte della luce, filtrando attraverso l'atmosfera del satellite, forma un anello colorato. | NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Strutture simili a vulcani, osservate nelle regioni polari di Titano, luna di Saturno, potrebbero dimostrare che in quelle zone sono attive, angora oggi, eruzioni vulcaniche di tipo esplosivo. È la conclusione di una ricerca condotta da Charles Wood del Planetary Science Institute e da Jani Radebaugh della Brigham Young University. Stando a questo studio, pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Planets, strutture simili a bastioni, a depressioni e a isole non sarebbero altro che crateri vulcanici crollati durante o dopo un'eruzione. Tali strutture si osservano sia in prossimità del Polo Nord, sia del Polo Sud. 

Strutture "fresche". Spiega Wood: «I laghi polari che esistono al Polo Nord di Titano si troverebbero proprio all'interno di caldere formatesi in seguito a collassi dopo eruzioni vulcaniche. L'apparente "freschezza" delle strutture, che si evince da forme poco erose, fa pensare che il vulcanismo sia relativamente recente, se non addirittura attuale». 

 

Questa scoperta, secondo i ricercatori, sarebbe la prova che all'interno di Titano c'è ancora calore, che si manifesta in superficie sotto forma di "crio-vulcani": si tratta di vulcani che si formano dalla fusione del ghiaccio d'acqua sottostante la crosta che esplode sulla superficie. Il risultato finale sono strutture con forme che si possono osservare anche sulla Terra e su Marte, in corrispondenza di attività vulcaniche. 

 

Titano è una luna molto particolare, perché tra tutte quelle del sistema solare è l'unica a possedere un'atmosfera con nubi dalle quali cadono piogge che vanno a formare fiumi e laghi. Il tutto però è "condito" da metano che, alle temperature che si registrano in prossimità di Saturno, può evaporare e diventare liquido come accade all'acqua sulla Terra.

 

23 giugno 2020 | Luigi Bignami