Spazio

Successo a metà per l'ultimo lancio di Falcon 9

La missione ha portato con successo nello spazio la capsula Dragon, ma l'atteso rientro integro del primo stadio non è riuscito.

Erano le 9:47 di sabato 10 gennaio 2015 quando da Cape Canaveral ha preso il via quello che sarebbe dovuto essere un lancio rivoluzionario di un razzo della società privata SpaceX. Due gli obiettivi: il primo, che si sta svolgendo regolarmente, prevede di portare in orbita la navicella spaziale Dragon per l'aggancio alla ISS (Stazione Spaziale Internazionale).

La rivoluzione stava però nel secondo obiettivo: il primo stadio sarebbe dovuto atterrare su una piattaforma grande come un campo da calcio appositamente costruita e portata in Oceano Atlantico, a circa 320 km a nord-est di Cape Canaveral. Sarebbe dovuto essere il primo passo verso il riutilizzo del razzo, così da abbattere enormemente i costi di lancio.

Prima di dare il "go" al razzo, Elon Musk, proprietario della SpaceX, ha dichiarato che «l’impresa è paragonabile a voler tenere un bastone da scopa, diritto in piedi, sul dorso di una mano nel bel mezzo di una tempesta»... Come dire un’impresa impossibile, che tuttavia è andata molto vicina al successo.

La piattaforma sulla quale è sceso il primo stadio di Falcon 9. L'atterraggio però non è riuscito perfettamente
La piattaforma sulla quale è atterrato Flacon 9. A destra si vede quel che rimane del primo stadio e i danni provocati dalla sua caduta sulla piattaforma stessa

ATTERRATA... MA NON IN PIEDI! Il primo stadio, infatti, una volta abbandonata la capsula ancora agganciata al secondo stadio, ha iniziato a scendere. Quindi ha riacceso più volte un motore per rallentare la corsa e, in prossimità della piattaforma, ha aperto le "zampe" di appoggio. Ma l’atterraggio è stato violento e lo stadio si è rotto in più parti. «Siamo andati vicini al successo, ma questa volta non siamo riusciti a farlo atterrare in piedi», ha poi commentato Musk. «È comunque una buona esperienza per i prossimi tentativi.»

Un disegno che mostra come dovrebbe tornare sulla piattaforma posta in oceano il primo stadio del Falcon 9

Il pROSSIMO TENTATIVO A FINE MESE. La SpaceX non demorde e già a partire dal prossimo lancio, che avverrà a fine gennaio per portare in orbita un satellite per telecomunicazioni, verrà ripetuto l’esperimento. «Nel prossimo anno abbiamo in previsione una dozzina di lanci», commenta Musk, «e penso che vi sia l’80-90% di probabilità che almeno uno di questi voli termini con il rientro corretto del primo stadio».

Il sistema di rientro era già stato sperimentato più volte lanciando solo il primo stadio fino a una quota di diverse centinaia di metri per farlo atterrare su una piazzola di cemento sulla terraferma. Quei tentativi diedero quasi sempre ottimi risultati.

Non rimane che attendere, dunque, per vedere se realmente questa nuova pagina della storia dell’astronautica potrà essere scritta correttamente per dare il via ai voli spaziali a costi decisamente inferiori a quelli odierni.

A BORDO DI DRAGON. La navicella Dragon in avvicinamento alla ISS trasporta 2360 kg di materiali per supportare i 256 esperimenti in corso.

Ma ci sono anche dei passeggeri: ci sono vermi, per studiare l’influenza della gravità sulle loro capacità di rigenerarsi, e mosche, per studiare come cambia il loro sistema immunitario durante voli di lunga durata. A bordo anche lo strumento CATS, che agganciato all’esterno della stazione spaziale, utilizzando un laser, misurerà la distribuzione delle nuvole e delle particelle inquinanti, come polveri e fumi, elementi fondamentali per capire il comportamento del clima sulla Terra.

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12 gennaio 2015 Luigi Bignami
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