Sublime bellezza su Marte: le nuove foto di Mars Express

Solchi profondi scavati da antichi e violenti flussi d'acqua, isole dalla forma regolare e rugosi altopiani: le ultime cartoline marziane inviateci dalla sonda in orbita intorno al Pianeta Rosso.

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Isole affusolate scolpite da un fiume d'acqua che non c'è più, ma che scorrendo ha inciso profondamente la superficie di un piccolo, affascinante altopiano marziano. Le nuove foto di Mars Express, la sonda dell'ESA in orbita intorno al Pianeta Rosso, rivelano come in un remoto passato anche Marte sia stato in balia degli agenti atmosferici (in questa animazione un'idea di come doveva apparire 4 miliardi di anni fa).

La porzione di territorio fotografata questa volta è quella delle Osuga Valles, un sistema di valli marziane situate vicino al margine sudorientale delle Valles Marineris, uno dei canyon più studiati del pianeta.

In volo su Marte con Mars Express: il video

Le immagini, che sono state scattate il 7 dicembre scorso, mostrano la porzione centrale delle Osuga Valles, lunghe in totale 164 chilometri. Ci troviamo a circa 170 chilometri in direzione sud rispetto all'Eos Chaos, una regione sconnessa e con il terreno collassato in più punti delle Valles Marineris.

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Le Osuga Valles sono profondi solchi (canali che vengono chiamati outflow) scavati forse da una catastrofica e violenta massa d'acqua che ebbe un grande impatto sul terreno marziano. I solchi lasciati intorno alle isole nella vallis sembrerebbero indicare che l'antico flusso scorresse in direzione nordest, mentre le scanalature parallele e sottili sul suolo suggeriscono che la massa d'acqua si muovesse molto velocemente.

In questa mappa topografica a falsi colori, con una risoluzione di 17 metri per pixel, il bianco e il rosso indicano i terreni più alti, il blu e il viola i più profondi.

La presenza di diversi canali che si incrociano tra un'isola e l'altra, e le diverse altitudini dei canyon scavati sembrerebbero indicare che la zona fu soggetta a diverse improvvise "inondazioni" (forse causate dalla fusione dello strato di permafrost marziano). Qui una foto prospettica dell'area: immaginate l'acqua scorrere verso la parte alta dell'immagine.

Acqua... "frizzante" su Marte?

La grande massa d'acqua si sarebbe infine arrestata in una depressione irregolare all'interno della valle, ma non è chiaro se qui si sia in qualche modo prosciugata o se abbia formato per qualche tempo un lago temporaneo (qui un'immagine tridimensionale dell'area che può essere osservata con occhiali 3D).

Il confine tra le immagini al satellite e quelle a microscopio è a volte sorprendentemente sottile. Questa immagine appartiene alla prima categoria ed è stata catturata dalla fotocamera High Resolution Stereo Camera (HRSC) a bordo della sonda europea Mars Express in orbita attorno a Marte. Trovandosi a 400 chilometri di altitudine, la sonda ha immortalato la zona circostante il vulcano Arsia Mons. Ma cos'ha di speciale, questa foto, rispetto alle tante che arrivano quotidianamente del pianeta rosso? Si tratta di una foto 3D che mostra le tracce della lava solidificatasi in seguito ad antiche eruzioni. La visione a tre dimensioni è possibile però solo indossando occhiali stereoscopici.

© ESA/DLR/FU (G. Neukum)

L'acqua su Marte non fa più notizia: la vera novità è che le tracce fotografate da Mars Express testimoniano l'esistenza di probabili depositi di ghiaccio in tempi piuttosto recenti, molto più di quanto se ne avesse avuto prova finora.
Le immagini 3D inoltre rilevano come sia cambiata nel tempo la geologia del pianeta e come l'attività vulcanica sul Pianeta Rosso risalga ad "appena" un milione di anni fa. Le nuove immagini hanno convinto ancor più sulla probabilità della vita su Marte gli scienziati dell'Esa, l'agenzia spaziale europea, che stanno ipotizzando una nuova missione. Un nuovo atterraggio su Marte in cerca di vita entro il 2009.
Nella foto, il canyon Tithonium Chasa il cui punto più profondo si trova a 5,5 chilometri sotto la superficie marziana. Clicca qui per conoscere gli altri "Segreti del Pianeta Rosso". Foto: © Esa

Gli scienziati su Marte cercavano tracce d'acqua e quel che hanno scoperto è addirittura un intero lago ghiacciato. Possibile? È quel che risulta da questa fotografia scattata da Mars Express lo scorso febbraio.
L'ampia lastra di ghiaccio - dallo spessore di almeno 200 metri - è stata trovata in un cratere dal diametro di 35 chilometri, a nord dell'equatore marziano.
Queste scoperte sono fondamentali per capire le condizioni della superficie del pianeta in passato, ma anche per valutare possibili siti in cui sbarcare durante eventuali esplorazioni marziane. Ma come si riesce a rilevare la presenza d'acqua su Marte: per scoprirlo, clicca qui
Foto: © Nature

Questa non è la Terra vista dal satellite, ma il pianeta Marte, fotografato dalla sonda spaziale Mars Express. E' un canyon marziano chiamato Valles Marineris e la valle qui in "primo piano" si chiama Chandor Chasma. Ma a differenza dei nostri canyon questo è molto più grande. E' 10 volte più lungo e 7 volte più profondo del Gran Canyon che si trova Arizona (negli Usa), che è lungo quasi 450 chilometri e profondo fino a 1.600 metri. 
Forse proprio per queste misure da capogiro, sull'origine del Valles sono state avanzate le ipotesi più fantasiose. Per esempio che si tratti di un sistema di canali ideato dai marziani. Ipotesi oggi superate da teorie più scientifiche, come quella che vuole che l'enorme canyon si sia formato il seguito all'erosione degli agenti atmosferici.
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[E.I.]

Foto: © ESA/ DLR/ FU Berlin (G. Neukum)

La prima cosa che sorprende di Tharsis Tolus, l'imponente vulcano estinto raffigurato in questa immagine digitale ottenuta dai dati della High Resolution Stereo Camera della sonda Mars Express, sono le dimensioni: è alto 8 chilometri, un vero record rispetto ai vulcani terrestri - ma non rispetto ai rilievi marziani - e ha una base di 19.375 chilometri quadrati. Caratteristica peculiare di questo vulcano è la sua travagliata storia geologica. Negli ultimi 4 miliardi di anni almeno due larghe sezioni, una sul lato orientale, l'altra sul lato occidentale, sono collassate: lo si evince dalle profonde scarpate laterali evidenziate dalla sonda dell'ESA. In viola nell'immagine, le regioni più basse, in beige e rosso le più alte.
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Pochi luoghi su Marte sono profondi come questo. Melas Chasma, che fa parte del sistema di depressioni di Valles Marineris, è ben 9 chilometri più basso rispetto al territorio circostante. Questa immagine ottenuta grazie alle telecamere della sonda dell'ESA Mars Express mostra le differenze di altitudine all'interno della regione: il viola indica le aree più infossate, il beige quelle più elevate. Valles Marineris (sorvolalo in questo video) si estende per ben 4 mila chilometri sulla superficie del Pianeta Rosso. Si tratta di un sistema 6-7 volte più profondo e almeno 10 volte più lungo del del Grand Canyon in Arizona.
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[E. I.]

In questo buco profondo circa 4 chilometri, forse una volta si trovava dell’acqua. E proprio l'azione erosiva dell’acqua avrebbe creato un “cratere” lungo 100 chilometri e largo 10. Poi sempre secondo questa ipotesi, l’acqua si sarebbe sparsa sul territorio marziano, andando a formare il canyon più enorme del pianeta: la Valles Marineris.
Se questa teoria fosse vera Echus Chasma (così si chiama la zona fotografata) potrebbe essere stata un tempo una sorgente di acqua.

© G. Neukum (FU Berlin) et al., Mars Express, DLR, ESA

La potente macchina fotografica stereoscopica di Mars Express è capace di scorgere dettagli di soli 2 metri di lunghezza, ma non è il caso della risoluzione di questa foto, dove ogni pixel equivale a circa 12 metri. Sufficiente però per restituirci alcuni particolari delle Valli Marinensis. Si possono scorgere promontori, altipiani e dettagli che indicano chiaramente l'erosione causata dall'acqua.
Con le prime immagini, gli esperti tedeschi della missione hanno già ricostruito in 3D al computer il suolo di Marte, mostrandoci in brevi filmati quello che si vedrebbe sorvolando il Pianeta rosso con un aeroplano. Guarda il filmato (formato Windows Media - 440 Kb).
Foto e filmati: © ESA/DLR/FU Berlin/G Neukum.

Mars Express volando a un'altitudine di 275 km ha scattato questa foto dove si possono scorgere alcune conseguenze del movimento delle placche tettoniche. A differenza della Terra, la crosta marziana si è completamente raffreddata e non è più in movimento.
Dopo i primi 10 giorni nei quali gli strumenti di Mars Express hanno iniziato a raccogliere informazioni, il team di scienziati europei ha già per le mani circa 100 Gigabyte di dati e foto. Molti di questi non sono stati ancora analizzati. Ma sono già disponibili i primi filmati ricostruiti al computer che mostrano la superficie di Marte in 3D.
Foto e filmati: © ESA/DLR/FU Berlin/G Neukum.

Sono incredibilmente nitide le immagini di Echus Chasma – la valle marziana considerata una delle più vaste riserve d’acqua del passato del Pianeta Rosso – riprese dalla telecamera ad alta risoluzione di Mars Express, la sonda dell’Agenzia Spaziale Europea.
Questo per esempio sembra il letto di un qualunque fiume terrestre, ma come ha fatto a formarsi sulla superficie marziana? Gli esperti avanzano ipotesi diverse.
Potrebbe trattarsi del solco lasciato da un corso d’acqua ormai secco: sembra infatti che in passato questa valle abbia ospitato un lago o un ghiacciaio poi prosciugatosi.
O ancora, potrebbe essere la scia causata da un fiume di magma incandescente. L’acqua di Echus Chasma, infatti, sarebbe stata portata via proprio da processi di natura vulcanica, circa 20 milioni di anni fa.

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[E. I.]

Foto: © ESA/ DLR/ FU Berlin (G. Neukum)

Isole affusolate scolpite da un fiume d'acqua che non c'è più, ma che scorrendo ha inciso profondamente la superficie di un piccolo, affascinante altopiano marziano. Le nuove foto di Mars Express, la sonda dell'ESA in orbita intorno al Pianeta Rosso, rivelano come in un remoto passato anche Marte sia stato in balia degli agenti atmosferici (in questa animazione un'idea di come doveva apparire 4 miliardi di anni fa).

La porzione di territorio fotografata questa volta è quella delle Osuga Valles, un sistema di valli marziane situate vicino al margine sudorientale delle Valles Marineris, uno dei canyon più studiati del pianeta.

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