Su Marte e oltre: le missioni spaziali che verranno

Con New Horizons abbiamo raggiunto la periferia del Sistema Solare: e poi? Che cosa ci riserva il futuro dell'esplorazione spaziale? Ecco sei missioni da tenere d'occhio nei prossimi anni.

ExoMars. Andrà a caccia di tracce di vita passata su Marte ExoMars, una missione di ESA e Roscosmos articolata in più tappe. Nel 2016 un orbiter inizierà ad "annusare" l'atmosfera marziana con quattro strumenti scientifici, e testerà un modulo di discesa che prepari la strada al rover vero e proprio. Quest'ultimo, un successore a sei ruote di Curiosity, raggiungerà il Pianeta Rosso nel 2018: percorrendo le orme del rover della Nasa, cercherà eventuali segni di vita marziana nel sottosuolo, scavando fino a 2 metri in profondità (e non pochi cm, come Curiosity) per raggiungere aree del sottosuolo non intaccate dalle radiazioni superficiali. All'ESA si sta studiando il sito ideale per queste perforazioni: forse, il letto di un antico fiume, che in passato potrebbe aver ospitato la vita.

Asteroid Redirect Mission (ARM). Intrappolare un asteroide e trainarlo fino all'orbita lunare: sembra la trama di un film di fantascienza ma è il piano di una delle prossime e più attese missioni della Nasa. Se finanziata, dovrebbe partire a fine 2020: una sonda spaziale dovrebbe - con l'ausilio di bracci robotici uncinati - catturare un pezzo di asteroide di 4 metri di diametro e trascinarlo fino a un'orbita lunare stabile, dove sarebbe analizzato da altre sonde e anche da una missione con equipaggio (Luca Parmitano si sta già allenando). Prima però occorreranno un paio d'anni per identificare il masso "ideale". La missione servirà a testare tecniche di difesa della Terra da eventuali, pericolose mine vaganti in rotta di collisione col pianeta.

Orion. Dell'erede delle navicelle Apollo che un giorno ci porterà - speriamo! - fino a Marte abbiamo già parlato. Il primo volo di prova con rientro in atmosfera della navicella ancora senza equipaggio, avvenuto a dicembre, è stato un successo. Resta da capire quali saranno le prossime tappe del suo utilizzo, prima di una missione marziana nel 2030. Una possibilità è che un equipaggio umano a bordo della capsula possa esplorare l'asteroide catturato da ARM (vedi foto precedente). Ma la vera incognita è quale sia la resistenza del corpo umano ai lunghi viaggi spaziali (considerati anche gli effetti dei raggi cosmici sul cervello).

Juice. Se c'è vita nel Sistema Solare, i luoghi migliori dove cercarla sono le lune di Giove: Europa e Ganimede, in particolare, che saranno, insieme a Callisto, tra i target della missione JUICE (JUpiter ICy moons Explorer), programmata per il 2022. Dopo un viaggio di quasi 8 anni, la sonda effettuerà una serie di flyby di Callisto ed Europa prima di entrare in orbita intorno a Ganimede. Si pensa che tutte e tre le lune abbiano oceani di acqua sotto alla superficie ghiacciata. Le condizioni subsuperficiali di Europa sono state paragonate a quelle dei laghi subglaciali artici. Guarda anche l'anguilla della Nasa che esplorerà gli oceani di Europa

Solar Orbiter. Il satellite della Nasa per l'esplorazione solare è pronto a partire alla volta della nostra stella nel 2018. Si spingerà fino a 0,21 unità astronomiche dalla sua superficie (ossia a un quinto della distanza Terra-Sole), più in là di quanto qualunque satellite abbia fatto finora. La parte esposta al Sole del satellite raggiungerà i 600 °C di temperatura: un "disagio" che non impedirà all'orbiter di fotografare le regioni polari del Sole, non osservabili da Terra, con un dettaglio dieci volte maggiore rispetto alle immagini oggi disponibili. Un'occasione per studiare più da vicino fenomeni come protuberanze e brillamenti solari, e il motore del campo magnetico del Sole.

James Webb Telescope. L'erede di Hubble e di Kepler, che sarà lanciato nel 2018, promette scoperte e osservazioni a dir poco entusiasmanti. Con il suo sguardo agli infrarossi e il suo specchio di 6,5 m, progettato per funzionare al primo colpo (non è prevista manutenzione nello spazio, al contrario di quanto avvenne con Hubble) il telescopio esplorerà stelle e galassie formatesi poco dopo il Big Bang, e sarà in grado di osservare direttamente atmosfera e condizioni meteo di esopianeti di cui oggi riusciamo a carpire soltanto informazioni indirette.

ExoMars. Andrà a caccia di tracce di vita passata su Marte ExoMars, una missione di ESA e Roscosmos articolata in più tappe. Nel 2016 un orbiter inizierà ad "annusare" l'atmosfera marziana con quattro strumenti scientifici, e testerà un modulo di discesa che prepari la strada al rover vero e proprio. Quest'ultimo, un successore a sei ruote di Curiosity, raggiungerà il Pianeta Rosso nel 2018: percorrendo le orme del rover della Nasa, cercherà eventuali segni di vita marziana nel sottosuolo, scavando fino a 2 metri in profondità (e non pochi cm, come Curiosity) per raggiungere aree del sottosuolo non intaccate dalle radiazioni superficiali. All'ESA si sta studiando il sito ideale per queste perforazioni: forse, il letto di un antico fiume, che in passato potrebbe aver ospitato la vita.