SpaceX nella storia: Falcon 9 atterra sulla nave

Dopo il lancio della capsula Dragon, il primo stadio del vettore di Elon Musk è finalmente riuscito a rientrare "in piedi" sulla piattaforma-drone: benvenuti nell'era dei razzi riutilizzabili.

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L'atterraggio perfetto del primo stadio del Falcon 9.|SpaceX Photos

SpaceX ce l'ha fatta: venerdì 8 aprile, alle 22:43 ora italiana, il razzo Falcon 9 è decollato da Cape Canaveral, portando in orbita la capsula Dragon CRS-8, che è stata in seguito "catturata" dal braccio robotico della ISS.

 

Ma è stata la conclusione del lancio ad attirare l'attenzione di tutto il mondo: il primo stadio del vettore è infatti finalmente riuscito ad atterrare "in piedi" sulla chiatta cargo ASDS (Autonomous Space Drone Ship) che lo attendeva nell'Atlantico, dopo 4 tentativi mancati per un soffio - l'ultimo dei quali soltanto a marzo.

 

 

Centro! «Il razzo è atterrato anziché bucare la nave o ribaltarsi, siamo molto emozionati» ha commentato a caldo Elon Musk. «Credo sia un altro passo verso le stelle: per garantire un accesso davvero aperto allo spazio, dobbiamo raggiungere la piena e rapida riutilizzabilità. E averla per il razzo booster primario avrà un enorme impatto sui costi».

 

Perché proprio in mare? SpaceX era già riuscita a far atterrare il primo stadio del Falcon 9 sulla terraferma, nel dicembre scorso. Ma era da 15 mesi che provava, senza successo, a far rientrare il vettore su una nave drone: un obiettivo importante, perché circa la metà delle missioni spaziali della compagnia non hanno propellente a sufficienza per rientrare a Terra, e devono per forza terminare in mare.

Doppio successo. Il razzo è stato portato sulla terraferma domenica, proprio mentre il cargo Dragon (che trasportava il nuovo modulo gonfiabile per la ISS) veniva catturato dal Canadarm 1. Anche per la Dragon si è trattato di un giorno importante: era la prima missione cargo della capsula dopo quella, finita tragicamente, del giugno 2015.

 

Seconda mano. Ora il razzo subirà decine di test a terra prima di essere di nuovo riutilizzato in una missione orbitale a giugno: per Elon Musk, che ha ricevuto anche molti complimenti "istituzionali", dovrebbe andar bene ancora per 10-20 missioni; con qualche intervento minore, ha detto ottimisticamente Musk, potrebbe funzionare ancora per 100 lanci.

 

 

Un taglio dei costi. Considerando che la costruzione di un Falcon 9 costa circa 60 milioni di dollari, riuscire a riciclarne il primo stadio comporterebbe un risparmio del 30% circa. Musk non è l'unico a lavorare a un razzo riutilizzabile: anche Jeff Bezos, miliardario fondatore di Amazon, ci sta provando con il razzo New Shepard della Blue Origin. Ma quel vettore, a differenza del Falcon 9, copre per ora soltanto voli suborbitali.

 

Guarda anche il rientro del vettore filmato da una telecamera di bordo:

 

 

 

11 Aprile 2016 | Elisabetta Intini