Il Falcon Heavy di nuovo in volo, ma un booster è esploso

Al suo terzo lancio, il lanciatore di SpaceX porta in orbita 24 satelliti usando razzi (booster) riciclati, ma solo 2 dei 3 booster sono rientrati correttamente, mentre il terzo si è schiantato sulla piattaforma galleggiante.

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Illustrazione: schema di lancio del Falcon Heavy di SpaceX e del distacco e del rientro dei tre razzi (i booster).|Andrey Suslov / Shutterstock

Il razzo Falcon Heavy (SpaceX) ha portato nello spazio 24 satelliti contenenti diversi esperimenti, oltre a LightSail 2 e alle ceneri di chi ha scelto una sepoltura spaziale. La missione Space Test Program-2 (STP-2) è andata come previsto, ma sono poi riusciti ad atterrare correttamente solo i due booster laterali. Il bilancio finale è quindi lo stesso del primo lancio del Falcon Heavy, quello che ha portato nello Spazio una macchina Tesla.

 

Qui sotto, il tweet di un fotografo che ha seguito l'evento da Cape Canaveral: nella fotocomposizione la lunga scia del Falcon Heavy in partenza e le scie del ritorno dei due booster in frentata.

 

3 è meglio di 1. Il Falcon Heavy è un lanciatore composto da 3 booster (razzi ausiliari), uno centrale e due laterali, che forniscono una spinta in più durante la partenza. Sono i laterali a sganciarsi e tornare a casa per primi, atterrando vicino al sito di lancio. Il booster centrale del razzo, invece, rimane attivo per più tempo, e si allontana talmente tanto che viene poi fatto atterrare in mare.

 

Qui sotto, il video degli atterraggi dei booster.

 

 

 

Come mostra il video, la destinazione del booster principale era la piattaforma galleggiante chiamata Of Course I Still Love You (naturalmente, ti amo ancora): il razzo, però, non è atterrato bene ed è esploso sulla piattaforma.

 

Icaro. Le preoccupazioni espresse dai tecnici di SpaceX prima del lancio si sono dimostrate corrette: la causa dell'incidente può essere l'altitudine da record raggiunta dal booster centrale. Questa comporta infatti una discesa più veloce e quindi un atterraggio molto più difficile.

25 Giugno 2019 | Davide Lizzani