SpaceX, chiarite le cause dell'esplosione della Crew Dragon

La compagnia spaziale rompe il silenzio sull'incidente che il 20 aprile scorso ha visto la distruzione della capsula durante una serie di collaudi ai motori. E intanto annuncia un nuovo test per la Starship, l'astronave che potrebbe portare l'uomo attorno alla Luna.

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Il recupero della Crew Dragon rimasta agganciata alla ISS dopo il suo ammaraggio nell'Atlantico, l'8 marzo scorso: la capsula esplosa nell'incidente di aprile potrebbe essere proprio questa. | SpaceX

Lo scorso marzo, quando la Crew Dragon di SpaceX si agganciò, senza equipaggio, alla Stazione spaziale internazionale rimanendovi attraccata per una settimana, i primi voli commerciali per gli astronauti della ISS sembravano dietro l'angolo. Ma ad aprile, un incidente durante un test dei motori al Kennedy Space Center hanno fatto slittare questi piani a data da destinarsi.

 

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Calendario Apollo 11 - 1969-2019: per il 50° dell'allunaggio ecco tutto quello che potete fare e vedere, in Italia e nel mondo, o con Focus TV. |

facciamo chiarezza. Sulle cause dell'accaduto, la compagnia di Elon Musk ha glissato per mesi, ma ora arriva la conferma di quello che si ipotizzava: il problema si è verificato agli otto razzi SuperDraco pensati per il launch abort system, che non servono a manovrare la Crew Dragon ma a sparare via la capsula con l'equipaggio in caso di malfunzionamenti in fase di lancio (un sistema analogo a quello sperimentato con successo pochi giorni fa per la capsula Orion, della Nasa).

 

L'esplosione si è verificata 100 millisecondi prima dell'accensione degli otto razzi, per l'infiltrazione dell'ossidante liquido (la sostanza che reagisce con il combustibile generando la spinta propulsiva) nei condotti ad elio pressurizzato del veicolo.

 

Il guasto sarebbe stato causato dalla perdita di una valvola, un inconveniente che SpaceX ha deciso di risovere alla radice, riprogettando il sistema. Nessuna informazione è filtrata, però, sulla nuova tabella di marcia delle missioni della capsula: i primi lanci con equipaggio, in precedenza fissati per l'estate 2019, sono rinviati a data da destinarsi.

 

Nel frattempo, perciò, la NASA continuerà a pagare a caro prezzo il passaggio dei suoi astronauti sulla Soyuz, in attesa di poter tornare a lanciare dal suolo statunitense.

 

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A sinistra il razzo in una storia degli anni 40. A destra la Starship, la più futuristica tra le astronavi di SpaceX. |

Un altro fronte. Intanto, Elon Musk ha lasciato intendere su Twitter che la Starhopper, il prototipo della navicella Starship costruito appositamente per i primi test, è pronta al suo primo test hover (cioè di volo stazionario).

 

Lo scorso aprile, la versione in scala ridotta dell'astronave che potrebbe portare l'uomo attorno alla Luna e su Marte si era alzata appena dal suolo con l'accensione di un singolo Raptor (un motore a razzo a metano, pensato per alimentare la nuova classe di lanciatori pesanti di SpaceX), rimanendo legata a Terra.

 

Nel nuovo test, potrebbe sollevarsi per 20 metri e muoversi lievemente di lato: un'anticipazione del (ben) più ambizioso obiettivo di lanciarla a 20 km di quota nei prossimi mesi. La nuova versione del motore a razzo Raptor, modificata per risolvere uno sgradito problema di vibrazioni, è arrivata nel sito di lancio di SpaceX a Boca Chica, in Texas, ed è stata posizionata sotto la capsula. Il test potrebbe avvenire oggi, 16 luglio, nel 50esimo anniversario del lancio dell'Apollo 11: chissà, forse proprio alle 13:32 UTC (15:32 ora italiana), quando il Saturn V si staccò dalla rampa per lanciare Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins fin sulla Luna.

 

16 luglio 2019 | Elisabetta Intini